Cesa. Guida scrive al Presidente nazionale dell’Anci. “Con lo stralcio dei crediti voluto dal Governo rischiamo il dissesto. Attendiamo direttive dall’Associazione Nazionale dei Comuni”

Cesa      Questa mattina il primo cittadino, Enzo Guida, ha inviato una lettera al Presidente Nazionale dell’Anci, Antonio Decaro, al Segretario Generale dell'associazione che raggruppa i comuni italiani, Veronica Nicotra, ed al presidente Campano, Domenico Tuccillo, avente ad oggetto le problematiche connesse alla stralcio dei crediti anni 200-2010.

"La comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossioni in merito allo stralcio dei crediti di cui all’oggetto, - scrive il sindaco di Cesa- è pervenuta a questo ente, così come a tutti i comuni, in data successiva agli adempimenti relativi sia al riaccertamento dei residui sia all’approvazione dello schema di rendiconto di gestione in giunta.

Ragion per cui non si è potuto tener conto delle indicazioni del provvedimento in questione e del relativo “stralcio” di cui alla normativa indicata in oggetto. Molti enti, a seguito di questa decisione, corrono il serio rischio di incorrere in casi di dissesto finanziario.

La comunicazione ricevuta indica solo quello che è l’importo complessivo stralciato senza, indicare analiticamente quali sono le cartelle e la natura dei crediti.

Il provvedimento crea una disparità di trattamento e determina un effetto che vanifica l’operato delle Amministrazioni Comunali che puntano, invece, a fare pagare tutti per pagare meno.

L’auspicio è che provvedimenti del genere siano assunti in favore di chi veramente necessita di sostegno e non vi sia un accesso generalizzato. Il pericolo è che chi ha sempre pagato ed adempiuto decida di non farlo in attesa di altri ed ulteriori provvedimenti di “pace fiscale”.

Tutto ciò determina delle conseguenze negative sui conti dei comuni già alle prese con le difficoltà di incasso dovute alla situazione economica nazionale.

Si condivide l’impostazione dell’Anci secondo cui ai Comuni deve essere riconosciuta la quota di risorse che viene a mancare in seguito alla rottamazione delle cartelle. Si tratta di risorse inserite nei bilanci sulle quali le Amministrazioni fanno affidamento. Toglierle crea un danno ai piccoli come ai grossi centri perché obbliga a rinunciare a tutta una serie di iniziative a favore della collettività.

Si sollecita l’Anci e l’Anci Campania a fornire agli enti locali opportune direttive e chiarimenti circa gli atti da assumere".

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