Napoli. “Terre Vulcaniche” personale di Luigi Grossi in corso fino al 20 settembre presso la Galleria “Q.S.Apri Sipario”

(di Marianastasia Lettieri)

NAPOLI. Inaugurazione della Galleria Q.S Apri Sipario,  ex “Studio 49” in vico Lungo Gelso,  49 con la personale di Luigi Grossi “Terre Vulcaniche” , in corso fino al 20 settembre 2024.

Luigi Grossi re-inaugura la sua bottega-Galleria tornando sulle tracce del suo passato che, come roccia, rende solido il presente; nonostante la  Fragilità dello Spazio e la  Fugacità del Tempo.

L’artista intende trovare un’origine alle sue Esplosioni Vulcaniche e, con la sonda della sua Arte, va ad indagare, alla luce delle recenti scosse di terremoto nella caldera dei Campi Flegrei, nelle rocce, l’ipocentro come quel fuoco della Terra, da cui ha origine il terremoto e da cui partono le onde sismiche. 

Il movimento ondulatorio è il tratto caratterizzante del Grossi nelle sue 5 nuove opere (100×120 cm) che,  come una danza ha il suo cominciamento dalla mezza puntina, dagli abissi attraversa, con l’eleganza di un arcobalenico avvitamento rotatorio, la zolla terrestre e corre per prati e teatri sulle punte irte e scagliose delle rocce. Nella cibernetica di questi ecosistemi il Grossi rende vita e movimento alle Terre Vulcaniche con le sue sculture e  con i suoi colori, al contempo, delicati e esplosivi, scelti per rendere l’ambiguità insita nella Natura stessa: magnificente e distruttiva.

Dal plasmare la Terra con l’infinito indeterminato dono della sua Arte, al batiscafo con cui sprofonda negli Abissi, dalle camere magmatiche ai movimenti nel sottosuolo fino alle spettacolari esplosioni vulcaniche e al riversamento d’effetto della lava sulle rocce, queste sono le indagini condotte nel solco della terra dall’artista- ricercatore. In un’unica mostra “Terre vulcaniche” il Grossi riproduce i movimenti dell’esterno e dell’interno, della Terra e del sé, del tempo che è stato e di quel che è. È la circolarità di un ritorno che si rinnova e assume nuove forme.

Share
Translate »