Orta di Atella. Bilancio e DUP. Antonio Sorvillo “Amministrazione senza visione e coraggio”

Orta di Atella    Duro je accuse del consigliere Antonio Sorvillo nei confronti dell’amministrazione Santillo . Il capogruppo consiliare di “Fare Democratico per Orta Verde” ha puntato l’indice, nel corso dell’ultima riunione del civico consesso, sulle decisioni in materia di bilancio e DUP:

 “Doveva essere- ha sottolineato- il bilancio della ripartenza, ed invece è il bilancio di un Comune che continua a rincorrere le emergenze senza riuscire davvero a risolverle. Le entrate tributarie superano i 16 milioni di euro, precisamente 16.971.085,09 euro previsti per il 2026, come riportato nel riepilogo generale delle entrate e nella Nota Integrativa al Bilancio di Previsione 2026–2028 . Questo significa che i cittadini pagano, e pagano tanto. Ma quando guardiamo fuori da quest’aula, ci chiediamo inevitabilmente dove siano i risultati concreti di questa pressione fiscale. Perché i cittadini ogni giorno si confrontano con strade dissestate, marciapiedi abbandonati, verde pubblico trascurato, servizi insufficienti e un decoro urbano che, purtroppo, continua a peggiorare. I giovani non hanno spazi di aggregazione, non hanno opportunità vere, non vedono prospettive. Il commercio locale soffre, molte attività fanno fatica a restare aperte e manca una strategia seria di rilancio economico. Questa è la realtà che vive Orta di Atella. Ed è una realtà che nessun equilibrio di bilancio può nascondere. Il problema più grave, però, riguarda la capacità stessa del Comune di trasformare le entrate previste in risorse reali. La Commissione Straordinaria di Liquidazione scrive chiaramente che nel 2025 il Comune ha riscosso appena il 25% dei ruoli emessi, evidenziando una gravissima difficoltà strutturale nella riscossione dei tributi comunali . Significa che tre quarti dei tributi restano sostanzialmente non riscossi. Questo è il cuore della crisi. Perché non basta prevedere entrate sulla carta, bisogna essere in grado di incassarle davvero. Altrimenti si continua a costruire un bilancio fragile, fondato su previsioni che spesso non diventano realtà. La stessa Commissione Straordinaria di Liquidazione parla di persistente e strutturale difficoltà dell’Ente nel mantenere un equilibrio finanziario stabile e duraturo . Sono parole molto pesanti, che non arrivano dall’opposizione ma da un organo istituzionale chiamato a gestire una situazione delicata per il Comune. Ancora più significativo è il fatto che l’OSL arrivi a suggerire all’Amministrazione di valutare l’adesione alla gara per la gestione della riscossione dei tributi. Questo passaggio è politicamente molto forte. Perché quando un organo straordinario, che dovrebbe limitarsi alla gestione liquidatoria, sente il bisogno di indicare indirettamente una strada amministrativa, significa che il problema non è più solo tecnico ma riguarda la capacità politica di governare. Ed è proprio qui che si concentra la mia critica. Non contesto il bilancio come atto tecnico. Contesto una visione politica che appare ancora troppo debole, troppo emergenziale e troppo distante dai problemi reali della città”.

E le critiche di Sorvillo si sono estese anche al DUP definito “un testo freddo, eccessivamente tecnico, ricco di numeri ma povero di anima politica. Un documento che descrive, elenca, contabilizza, ma che fatica a indicare una visione, una prospettiva, un progetto di futuro per la nostra comunità. E invece non troviamo una strategia forte e riconoscibile per affrontare queste criticità. Non emergono interventi prioritari capaci di incidere realmente sulla qualità della vita dei cittadini. Non si leggono scelte coraggiose, ma piuttosto una linea improntata alla gestione ordinaria, alla conservazione dell’esistente, senza slancio e senza ambizione. Manca soprattutto una scelta politica netta: dire con onestà ai cittadini dove vogliamo portare questo Comune, quale modello di città immaginiamo, quali sacrifici siamo disposti a chiedere e per quali obiettivi. Un DUP dovrebbe essere anche uno strumento di trasparenza e responsabilità, un patto con la città. Qui, invece, si ha la sensazione di un documento che rinvia, che rimanda, che evita di assumere impegni precisi. È la fotografia di un’amministrazione che amministra l’ordinario, ma che fatica a governare il cambiamento. Servono coraggio nelle scelte, responsabilità nelle decisioni e rispetto per una comunità che chiede di essere ascoltata e rappresentata davvero”.

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