Maltrattamenti, la Corte d’Appello riduce la pena ma conferma la responsabilità penale per il sindaco di Cesa Enzo Guida
CESA. Arriva la sentenza di secondo grado per il sindaco di Cesa, Enzo Guida. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la responsabilità penale del primo cittadino, disponendo però una riduzione della pena e una diversa qualificazione giuridica del reato contestato.
I giudici partenopei hanno rideterminato la condanna a un anno e sette mesi di reclusione (in primo grado era di due anni), riqualificando l'imputazione: non più atti persecutori (stalking), bensì maltrattamenti in famiglia nei confronti dell'ex moglie. Confermata invece la condanna a un mese di reclusione per il padre del sindaco, Domenico Guida, accusato di diffamazione.
Il legale di Enzo Guida, l'avvocato Vittorio Giaquinto, ha già annunciato il ricorso in Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni. Secondo la difesa, la riqualificazione operata dalla Corte d'Appello si inserisce in un recente orientamento giurisprudenziale, che tende a ricondurre lo stalking verso l'ex coniuge nell'alveo dei maltrattamenti fino a quando non si concretizza una separazione effettiva.

