Frattaminore. Dacia Maraini ospite della Biblioteca “L.Crispino”. L’intervista 

(di Marianastasia Lettieri)

FRATTAMINORE. Stamattina la Biblioteca comunale "L.Crispino" si prepara ad accogliere per la prima volta nella storia di Frattaminore la candidata al Nobel per la letteratura Dacia Maraini che presenta il libro "Ti parlo, mi ascolti?", pubblicato dalla Giannini Editore.
L'evento, programmato a novembre, rientra nel cartellone di eventi metropolitani 2023/2024, finanziati con i fondi della Città Metropolitana di Napoli.
Hanno voluto fortemente L'evento il Presidente del Consiglio Antonella Lettera e l'Assessore alla Cultura Elisabetta Luogo.
Grande accoglienza alla scrittrice da parte della direttrice Stefania Cinquegrana e da tutto lo staff della Biblioteca.
All'evento presenti delegazioni di studenti dei due I.C. di Frattaminore: "N.Atellano"  e "C.Colombo" che riceveranno in dono i libri della Maraini, acquistati con i suddetti fondi dall'amministrazione comunale.
Ecco quanto dichiara il Primo Cittadino, Giuseppe Bencivenga, orgoglioso di questo evento:

《Avere Dacia Maraini significa avere con noi il Novecento importante della Cultura Italiana: Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia. È un pó la laurea per questi otto anni di amministrazione, sempre vissuti in progress》.

Di seguito l'intervista alla Candidata al Nobel per la letteratura Dacia Maraini.

Come mai per intitolare il suo libro la scelta è ricaduta su "Ti parlo, mi ascolti?"
《Questo è un problema storico delle donne che  hanno sempre chiesto diritti, ma non sono state ascoltate. La richiesta dell'ascolto -direi- è la prima mossa per ottenere diritti》.

Perché l'uso del dramma per lanciare questo messaggio?
《Il teatro è sempre stato luogo dell'etica e dove ci si interroga sui rapporti con il mistero, con Dio, con la Fede, con la società》.

Ora siamo a Frattaminore,  in uno dei centri dell'antica area di Atella. Lì dove si narra che Virgilio abbia letto le Geogiche ad Augusto. Come si sente lei che ha un background di studi storici?
《Io penso che non è un caso che noi siamo figli  della cultura greca e che le radici lì vadano a finire. È inutile che noi cerchiamo altre radici,  lì comincia la simbolizzazione del nostro pensiero. È giusto tener conto anche dei cambiamenti: c'è il mondo romano, poi, medievale, rinascimentale; però  il mito greco non finisce mai di essere un punto di riferimento importante e questo si sente nelle culture meridionali》.

La poesia: che valore ha nella sua vita e in chi l'ascolta?
《È molto diversa dalla prosa perché ha a che fare con la musica e con la matematica. Mentre la prosa è il pensiero, la riflessione, il racconto, la descrizione. Tutte cose che in poesia non ci sono. La poesia è veramente la parola che diventa musica e per quello che è tanto difficile tradurla. Ha una funzione viscerale: trasmette attraverso i sensi》.

Per quanto riguarda la "Storia", in occasione anche del cinquantenario dalla pubblicazione dell'omonimo romanzo della Morante, che ruolo ha nella sua vita?
《Io sono figlia di un antropologo per il quale la storia è fondamentale. Quando cerco di capire le cose passo attraverso la storia che per me è un valore fondamentale》.

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