Sant’Arpino. Presentato il libro “Un Dio, un Re o la morte- Chiesa e Stato a Napoli tra Rivoluzione e prima Restaurazione borbonica” del professore Antonio Salvatore Romano

Sant'Arpino. Si è tenuto ieri mattina nella cappella della ex Congrega del Purgatorio, in piazza Ten. G. Macrì, un’interessante mattinata di cultura promossa dalla Pro Loco di Sant’Arpino nel solco della sedicesima edizione della rassegna letteraria “Sulle orme del cantor di Enea” e nell’ambito del progetto “Riscrivere Atella”. Al centro del dibattito culturale il libro “Un Dio, un Re o la morte- Chiesa e Stato a Napoli tra Rivoluzione e prima Restaurazione borbonica)” del professore Antonio Salvatore Romano, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Istituto Superiore di Scienze Religiose di Capua. La giornata coordinata dal giornalista Francesco Paolo Legnante è stata aperta dai saluti del presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, a cui sono seguiti i saluti dell’amministrazione comunale rappresentata dal vice sindaco, Belardo Speranza. A fare gli onori di casa il parroco della Chiesa di Sant’Elpidio, Don Alfonso D’Errico, che ha messo in risalto la necessità di queste iniziative culturali per la crescita della comunità, confermando la sua disponibilità ad altre iniziative nella ex cappella della congrega del purgatorio con il suo meraviglioso patrimonio artistico. Il libro del prof Romano è stata l’occasione per discutere della rivoluzione partenopea del 1799 e dei suoi riverberi in terra atellana. A sviscerare tale tematica è stata la relazione del presidente onorario della Pro loco, l’ex sindaco Giuseppe Dell’Aversana, che ha posto in luce gli avvenimenti storici di quel periodo e di come il mancato attecchimento degli ideali rivoluzionari in terra partenopea resta un handicap che ancora oggi pesa nella storia del Sud Italia. A seguire poi l’intervento del professore Giuseppe Limone, filosofo, poeta e intellettuale già professore Ordinario di Filosofia della politica e del diritto presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Il professore ha catturato l’attenzione dei presenti con un appassionato intervento con il quale ha spiegato l’importanza della conoscenza della storia per interpretare e migliorare il presente. Durante la manifestazione sono state lette alcune pagine del libro da parte di Desideria Nasti e di Maria Marroccella, giovani volontarie del servizio civile della Pro Loco. L’intervento conclusivo è stato dell’autore del libro, che ha illustrato il ruolo della chiesa napoletana dopo l’arrivo dei francesi a Napoli, soffermandosi sulla figura di Giuseppe Capece Zurlo, arcivescovo di Napoli in quel momento storico. Dopo gli interventi è stato consegnato al professor Limone l’attestato di socio onorario della Pro loco, per il suo proficuo impegno per la comunità santarpinese. La consegna dell’attestato è stata preceduta dalla lettura della poesia di Giorgio Lavino “A Giuseppe Limone, seminatore di sogni buoni per l’anima”. Al professor Romano, invece, è stato regalato un gustoso casatiello artigianale dell’antica norcineria Gifuni.  

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