Orta. Approvazione Bilancio, PD/Agorà/Città Visibile:”Dal risultato “storico” alla solita cantilena: è bastato un anno”

Il 12 maggio 2025 il Sindaco Santillo annunciava sui social un "risultato storico per Orta di Atella": avanzo di amministrazione positivo, oltre un milione di euro libero da vincoli, "pronto per essere investito nel bene comune". Parole sue. La promessa era esplicita: "È giunto il tempo di trasformare i sacrifici di tutti in risultati".

Meno di un anno dopo, lo stesso Sindaco presenta il bilancio 2026-2028 con tutt'altro registro, fatto di prudenza, "numeri veri", vincoli, ristrettezze. La cantilena del dissesto torna utile esattamente quando c'è da spiegare perché quei risultati storici non si siano tradotti in nulla di concreto e visibile.

Il Sindaco lascia intendere che non ci si possa permettere una visione. Ma il problema è un altro: è che non ce l'ha.

Nel comunicato stampa diffuso all'indomani del consiglio, ha riservato parole aspre per chi, a suo giudizio, semplifica, costruisce narrazioni e ignora i vincoli della realtà amministrativa. Eppure quei vincoli, il dissesto, le aliquote bloccate, la dotazione organica ridotta, non sono una novità di oggi. Erano gli stessi in cui si muoveva chiunque governasse prima di lui, e alle amministrazioni precedenti lui la visione la chiedeva eccome. Come rimproverava loro la mancanza di collegialità e di condivisione delle scelte, mancanza oggi certificata dagli stessi consiglieri di maggioranza che hanno votato favorevolmente il bilancio.

Ci dicono che i problemi sono ereditati. E su questo, almeno in parte, concordiamo. Ma vale la pena ricordare che questa amministrazione non ha ereditato solo problemi.

Ha ereditato cinque milioni di euro per la rigenerazione urbana, fondi per l'isola ecologica, un finanziamento per gli eco-compattatori per la raccolta differenziata e progetti in graduatoria per il dissesto idrogeologico per altri cinque milioni. Risorse concrete, non promesse. Eppure: il parco giochi è fermo, la scuola media "Massimo Stanzione" è bloccata, il campo da tennis esiste solo sulla carta e nei resoconti di spesa, il bocciodromo è stato realizzato, collaudato e mai assegnato, l'isola ecologica non ha ancora trovato né cantiere né calendario, il finanziamento per gli eco-compattatori è andato perso e la raccolta differenziata segna risultati ai minimi storici. A tutto questo si aggiunge la situazione del nuovo asilo nido di via P. Migliaccio, in costruzione con fondi PNRR: i lavori appaiono inspiegabilmente fermi a poche settimane dalla scadenza improrogabile di fine giugno, con il rischio concreto di perdere l'intero finanziamento.

Questa è l'eredità reale: non solo il dissesto, ma anche risorse, opportunità e strumenti già pronti per essere usati. Siamo perfettamente consapevoli dello stato finanziario del Comune, ma non è quello il terreno del nostro giudizio. Le criticità più gravi sono altre, e non riguardano il passato: riguardano l'immobilismo su opere già finanziate, l'approssimazione nella gestione dei fondi PNRR, scadenze che scorrono su risorse che c'erano e che rischiano di non esserci più.

Trentasei mesi fa, forse, si poteva ancora parlare di problemi ereditati. Ma a un certo punto un'amministrazione smette di ereditare i problemi e comincia a possederli.

Chi governa, ci è stato spiegato in aula, deve rispondere "ai numeri veri, alle scadenze reali". Bene. Allora risponda anche a questi numeri e a queste scadenze, e non indossi solo le vesti di ufficiale liquidatore dell'Ente.

Per di più, da mesi l'amministrazione opera con una giunta incompleta, senza deleghe fondamentali come bilancio e urbanistica e in una fase di sostanziale inattività amministrativa. Viene quindi naturale chiedersi se, nella sua lunga relazione, il Sindaco non abbia dimenticato di includere tra le "spese inutili" anche le indennità percepite da sé e dai propri assessori.

Il bilancio è stato approvato col voto convinto, quasi eroico a loro dire, del gruppo di maggioranza "A Testa Alta", col voto "tecnico" di "Prospettiva Futura", condizionato all'auspicio che le prossime assunzioni avvengano tramite concorso pubblico e che si proceda alla riassegnazione delle zone PIP decadute ai vecchi proprietari, e col voto silenzioso degli altri componenti della maggioranza. Il Sindaco, a stretto giro, ha già chiarito che le assunzioni avverranno per scorrimento da graduatorie di altri Enti, niente concorsi, e che la riassegnazione delle aree PIP è impensabile. Risposta ricevuta.

Orta di Atella attraversa una fase difficile, che richiede una guida coesa, capace di lavorare con metodo, senso di responsabilità e reale attaccamento alla comunità. Non un gruppo che si divide sulle assunzioni, litiga sulle deleghe e governa a ranghi incompleti, ma una squadra che sappia tradurre le risorse disponibili in risultati concreti e restituire ai cittadini la fiducia in chi li amministra.

Partito Democratico di Orta di Atella

Collettivo Città Visibile

Associazione politico culturale Agorà

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