Succivo. Cappelle del Rosario e del Purgatorio, solo il 30% chiede il rinnovo delle concessioni. Papa:”Abbiamo dato mandato all’UTC per restituire decoro alla nostra memoria”

SUCCIVO. Per anni le Cappelle del Rosario e del Purgatorio, all’interno del vecchio cimitero comunale, sono state al centro di una complessa disputa sulla proprietà tra il Comune e il Vescovato. Una vicenda lunga e delicata che ha inevitabilmente rallentato ogni intervento strutturale e di manutenzione su due luoghi che custodiscono la memoria storica e affettiva della comunità succivese.

Negli ultimi anni l’Amministrazione comunale aveva avviato un progetto legato al rinnovo delle concessioni cimiteriali dei loculi presenti nelle due cappelle. L’obiettivo era chiaro: utilizzare i proventi dei rinnovi per finanziare i lavori di recupero, manutenzione e messa in sicurezza delle strutture.

Con determina n. 574 del 7 luglio 2023, il Comune aveva infatti pubblicato l’avviso rivolto ai concessionari e agli aventi diritto, dando la possibilità di rinnovare la concessione dei loculi per ulteriori 99 anni, previo pagamento del canone previsto dal regolamento di Polizia Mortuaria. Tuttavia, nonostante l’importanza dell’iniziativa, soltanto circa il 30% degli aventi diritto ha presentato richiesta di rinnovo. Una percentuale insufficiente a garantire le risorse economiche necessarie per sostenere integralmente il progetto previsto.

Proprio per questo motivo, l’Amministrazione ha deciso di intraprendere una strada diversa, affidando all’ufficio manutenzione e ai servizi cimiteriali il compito di predisporre un nuovo progetto finalizzato alla messa in sicurezza delle cappelle e al recupero del necessario decoro. Un intervento che, una volta definito, sarà finanziato direttamente con fondi comunali.

"È importante chiarire un punto fondamentale: - ha fatto sapere il sindaco Salvatore Papa - non esiste alcuna volontà da parte dell’Amministrazione di “liberare” i loculi per finalità speculative o commerciali. Non si tratta di fare spazio, né tantomeno di trasformare la memoria in mercato. L’obiettivo è un altro: restituire dignità, ordine e rispetto a luoghi che rappresentano una parte importante della storia di Succivo.

Perché un cimitero non è soltanto uno spazio fisico. È il luogo dove una comunità custodisce il legame con chi l’ha preceduta. Tra quelle mura non ci sono soltanto nomi scoloriti dal tempo, ma vite, famiglie, sacrifici, storie che hanno costruito il paese di oggi.

Prendersi cura dei morti significa, in fondo, avere rispetto dei vivi. Significa riconoscere che una comunità senza memoria è una comunità senza radici. E dare decoro ai resti dei succivesi di cento anni fa non è un gesto burocratico o amministrativo: è un atto di civiltà. Perché il valore di una comunità si misura anche da come sceglie di custodire il silenzio, il ricordo e la dignità di chi non c’è più"

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