Sant’Arpino. Festa Patronale e Rassegna Fabulart tra fede, storia e teatro: stasera in scena la tragedia di Sant’Elpidio Vescovo
SANT'ARPINO. Stasera a partire dalle ore 21:00, piazza Salvo d'Acquisto si trasformerà in un suggestivo palcoscenico all'aperto per ospitare la rappresentazione della Tragedia di Sant'Elpidio, uno dei momenti più attesi e intensi nell'ambito della festa patronale dedicata a Sant'Elpidio Vescovo.
Le celebrazioni sono entrate nel vivo già nella giornata di ieri con il solenne movimento della statua bronzea del santo africano, traslata dal romitorio di San Canione all'altare maggiore della Chiesa Patronale di piazza Macrì, e continuano stasera con questo dramma teatrale che intreccia teologia, storia e misticismo.
L'opera si apre con un potente prologo in cui il Demonio sorge dalla terra giurando vendetta contro la Chiesa nascente, ma viene subito abbagliato e scacciato dalla luce di un Angelo che fa crollare il regno infernale nel nulla con il segno della croce, anticipando la lotta che si sposterà sul piano terreno. Nel primo atto l'azione si sposta in Mauretania, dove il venerando Elpidio conforta e prepara al martirio i fedeli, tra cui il giovane Elpicio e il saggio Cione, mentre il feroce re vandalo Genserico, tormentato dai rimorsi per l'uccisione del fratello e ossessionato dai cristiani, decide di scatenare una sanguinosa persecuzione incaricando il suo generale Quinto.
Il dramma tocca il culmine nel secondo atto con l'arrivo dell'editto imperiale da Roma, che spinge all'arresto di Elpidio e dei suoi compagni; portati davanti a Genserico, il Santo difende fieramente la propria fede e, quando il re ordina a Quinto di colpirlo alla bocca, il braccio del generale si paralizza istantaneamente, venendo poi guarito dal miracoloso segno della croce di Elpidio, evento che spinge Quinto a convertirsi sul posto e a condividere il destino dei prigionieri, tutti consegnati alle segrete e al nuovo carnefice Afro.
Nel terzo atto entra in scena il filosofo Aristodemo, il quale viene avvicinato dal Demonio sotto mentite spoglie e convinto a suggerire a Genserico una condanna subdola, ossia quella di annegare segretamente in mare i dodici vescovi e l'ex generale Quinto per evitare che il loro martirio pubblico ispiri nuove conversioni tra la folla.
La cittadinanza è invitata a partecipare a questo straordinario appuntamento con la storia e la devozione locale, un evento a ingresso libero che promette di regalare profonde emozioni sotto le stelle.

