Napoli. Al Gran Café Gambrinus Rosaria Troisi presenta il libro “Caro Massimo, ti scrivo perché…” 

(di Marianastasia Lettieri)

NAPOLI. Il libro dalla scrittrice Rosaria Troisi “Caro Massimo, Ti scrivo perché”,  edito per  Re[a]daction, è stato presentato ieri al Gambrinus,  in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'evento culturale "Procida Premia la Cultura”.

Di seguito l’intervista all’autrice,  che ama farsi chiamare semplicemente “Rosaria” in tutta la sua spontaneità e gioiosità:

Perché Massimo è diventato simbolo di cultura a Procida dopo che nelle sale è stato proiettato il "Postino"?

《Massimo a Procida ha fatto la storia dell'uomo semplice, ha fatto la storia della cultura,  la storia dell'ospitalità che è biblica, lui è lì, è un monumento!》.

Monumento che tra l'altro è presente anche a San Giorgio a Cremano, dove, è stata intitolata anche una piazza a lui dedicata “Piazzetta Troisi". 

Che legame avete con San Giorgio a Cremano?

《La mia famiglia è storica di San Giorgio, abbiamo vissuto sempre lì,  a partire dai nonni. La famiglia, però, si è allargata》.

I proventi ricavati dalla vendita di questo libro a chi saranno devoluti?

《Andranno a due associazioni: la prima "doxa", che si occupa di problemi sanitari e opera nel settore sanitario,  la seconda realtà che sarà aiutata è "Medici senza frontiere “che in tempi così amari e bui si espone in prima fila. Noi siamo con loro,  vogliamo essere quella goccia nel mare del bisogno!》

Leggo in copertina che la Prefazione è a cura di Roberto Vecchioni, cosa pensa il "professore" di Troisi?

《 Io e Vecchioni siamo della stessa generazione,  lo stimo da sempre. Quando, poi,  Massimo se n'è andato, in un intervista che ha rilasciato,  Vecchioni ha fatto una dichiarazione che mi ha lasciato stupefatta. Non ho mai sbagliato a dargli tutta la mia stima e la mia considerazione perché nell'intervista diceva: "di due mancanze,  di due persone non riesco a farmene una ragione, Fabrizio De André e Massimo Troisi". Più di questo che doveva dire!》.

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