Napoli. La Colonna Spezzata del Grossi all’ingresso del Palazzo della Prefettura per commemorare i caduti durante le Quattro Giornate di Napoli
(di Marianastasia Lettieri)
NAPOLI. La “Colonna Spezzata” di Luigi Grossi ritorna all’ingresso del Palazzo del Governo per commemorare tutti i caduti sul suolo napoletano che si sono immolati per la liberazione dal nazifascismo in occasione delle Quattro Giornate di Napoli, dal 27 al 30 settembre 1943. L’istallazione del Grossi è posta all’ingresso della Prefettura di Napoli accanto alla lapide commemorativa dedicata a Francesco Selvaggi, amico ospitale dei cattolici napoletani durante la clandestina lotta antifascista e primo Prefetto della Napoli liberata.
La “Colonna Spezzata” vuole essere un’istallazione commemorativa, esposta dall’artista Luigi Grossi all’ingresso del Palazzo del Governo in occasione delle Quattro Giornate di Napoli che rappresentano una ferita sempre viva nel cuore della Città, quella dei caduti.
E non solo quelli in mare, cui ci richiama l’omonima Colonna situata in via Partenope, fonte d’ispirazione per l’artista.
L’istallazione di Luigi Grossi vuole essere un Angelo della Memoria che, con il suo battito d’ali, ravviva il ricordo dei caduti sul suolo napoletano. La colonna sostiene il peso della memoria non solo di coloro che si sono sacrificati per la liberazione dal nazifascismo durante le Quattro Giornate di Napoli tra il 27 e il 30 settembre 1943 ma, in un abbraccio fraterno, accoglie le vittime di ogni tempo e di ogni dove.
Acefala e senza volto come sarebbe la storia senza memoria. Una nube avvolge la Colonna pronta a irrorare con il suo pianto la freschezza delle coscienze.
La Colonna Spezzata è un monito a “Non dimenticare”, ieri come oggi, le vite spezzate sotto il peso della storia: chi per Amor di Patria, nella speranza di un futuro migliore; chi il futuro non lo vedrà mai perché vittima di genocidi, dettati solo da sete di potere.
Unica speranza: la funzione redentrice della Memoria.

