Orta. Degrado al cimitero comunale, domenica mattina incontro pubblico promosso da Stefano Minichino per discutere delle criticità

ORTA DI ATELLA. Domenica alle ore 10:30, in Via San Donato, angolo Via San Salvatore, si terrà un dibattito pubblico promosso da Stefano Minichino. Al centro dell’incontro il cimitero comunale, con l’obiettivo di fare chiarezza su una vicenda che si trascina da oltre quindici anni.

Come fa sapere Minichino, il nuovo cimitero è stato progettato nel 2000 e i lavori sono iniziati oltre 15 anni fa. Tuttavia, il cantiere è fermo a causa di un lungo contenzioso legale, originato, secondo quanto riportato, da scelte delle amministrazioni precedenti. Il 29 gennaio è arrivata una sentenza attesa da tempo: l’azienda costruttrice aveva richiesto un risarcimento di 1.200.000 euro, ma il giudice ha stabilito una cifra inferiore, intorno ai 450.000 euro. Una decisione che, però, non avrebbe chiuso definitivamente la questione. La ditta, infatti, sembrerebbe non intenzionata ad accettare la riduzione dell’importo, lasciando presagire nuovi sviluppi giudiziari. Intanto, i cittadini attendono risposte. Dal 2001 molti hanno iniziato a versare i pagamenti per l’acquisto dei loculi, e in tanti risultano aver saldato interamente quanto dovuto. Il progetto, viene sottolineato, era autofinanziato: i bollettini pagati dai cittadini arrivavano al Comune.

La domanda che verrà posta nel dibattito è diretta: perché il Comune non ha pagato la ditta costruttrice, nonostante le somme versate dai cittadini?

Se il nuovo cimitero è fermo, la situazione del vecchio non appare migliore. Secondo quanto denunciato, diverse strutture sarebbero in condizioni critiche. Alcune pubblicazioni sull’argomento avrebbero superato le centomila visualizzazioni, segno di un forte interesse e preoccupazione da parte della popolazione. Il Comune disporrebbe di un progetto di circa 550.000 euro per interventi di riqualificazione, ma non riuscirebbe a spendere i fondi per mancanza di capisettore.

Nel frattempo, si registrano crolli e infiltrazioni d’acqua, in particolare nella cappella più recente, attualmente chiusa al pubblico. Anche i loculi della parte più nuova del cimitero sarebbero inaccessibili, impedendo ai cittadini di far visita ai propri cari. Una situazione che, secondo Minichino, potrebbe comportare rischi per l’incolumità pubblica. Da qui la proposta netta: valutare la chiusura dell’area per evitare danni alle persone, fino a quando non verranno garantite condizioni di sicurezza adeguate.

Il dibattito di domenica si preannuncia come un momento di confronto diretto tra istituzioni e cittadini. Dopo anni di attese, sentenze e cantieri fermi, la comunità chiede risposte chiare su responsabilità, tempistiche e soluzioni concrete.

L’appuntamento è fissato: ora la parola passa alla città.

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