Orta di Atella. Pd, Psi, Cinque Stelle e A.D.O. chiedono la sospensione e lo stralcio dei tributi comunali per le famiglie in difficoltà e le attività commerciali

Orta di Atella       Riceviamo e pubblichiamo da Partito Democratico, Partito Socialista, Movimento 5 Stelle ed Attivisti Democratici Ortesi. "Nel periodo più critico della storia della nostra Repubblica dal dopoguerra, reputiamo necessaria la sospensione del pagamento dei tributi comunali per l’intero anno 2020, sia quelli che ricadono a carico delle famiglie che versano in uno stato di particolare disagio e sia per quelli relativi alle attività commerciali e imprenditoriali, inattive oramai da mesi, differendone il pagamento, con una dilazione nell’arco temporale dei successivi due anni, dopo, ovviamente, aver provveduto al ricalcolo delle stesse, con lo stralcio delle quote dovute nel periodo di chiusura dell’attività lavorativa.

È inutile ribadire che la pandemia causata dalla diffusione del Covid-19 costituisce un’emergenza epocale, che, non solo, ha tragicamente inciso sulla salute della popolazione, ma ha anche determinato conseguenze devastanti sul piano economico e sociale, avendo costretto ognuno di noi a modificare il proprio stile di vita.

In seguito ai vari decreti emergenziali emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci siamo ritrovati, dal 9 marzo 2020, ad avere a che fare con forme di restrizione sempre più rigorose, che impongono un lockdown nazionale che, salvo alcune attività definite essenziali, hanno costretto tutti a restare a casa.

Misure ritenute necessarie, per evitare che il contagio da coronavirus continuasse a mietere vittime.

Se le previsioni di ripresa per un graduale ritorno alla normalità venissero rispettate, ci ritroveremo, per l’ipotetica data del 4 maggio, di fronte ad una chiusura complessiva delle attività per un periodo di circa due mesi.

L’impatto sui redditi delle famiglie, combinati con gli effetti psicologici dell’isolamento, avranno conseguenze drammatiche sulla tenuta sociale del Paese.

Il blocco totale delle attività commerciali, in modo diretto o indiretto, ha determinato innumerevoli disagi, anche, nell'economia di Orta di Atella. Tantissime famiglie, già a basso reddito e con lavoro precario, si sono trovate in una situazione di disagio senza precedenti e vivono, ora, in una condizione di vera e propria indigenza, non disponendo nemmeno, di risorse per l’acquisto di beni di prima necessità, tant’è che sono state presentate oltre 1500 domande presso il Comune di Orta di Atella, per ottenere i cosiddetti "buoni spesa".

Un contributo essenziale è stato dato dalle Chiese, in primis dalla Caritas e dalla comunità francescana, dalle associazioni presenti sul territorio e dai tantissimi cittadini che hanno messo in moto la macchina della solidarietà.

Il timore che anche le attività commerciali Ortesi, soprattuto piccole o medie, potrebbero subire un rallentamento della ripresa, dopo uno stop senza precedenti, è, però, abbastanza fondato.

In questo contesto, riteniamo che lo Stato debba far sentire ancor più la propria presenza.

Ad Orta di Atella, in particolare, bisognerebbe utilizzare il commissariamento dell’Ente comunale, come un’occasione per far sentire ancora più forte l’intervento dello Stato e la sua vicinanza ai cittadini.

Magari con una comunicazione istituzionale più puntuale, evitando, però, quegli “scivoloni”, che generano solo confusione.

Magari creando una strutturazione più organica degli uffici competenti, per l’accesso cittadino agli strumenti di sostegno messi a disposizione dal Governo e dalla Regione.

Magari potenziando le attività dello Sportello di ascolto attivato presso la Casa Comunale.

Magari proprio deliberando la sospensione del pagamento delle tasse comunali.

Sarebbe un contributo, limitato ma significativo, per fare ripartire l’economia di una comunità, già duramente provata da una mancanza di programmazione, che si protrae ormai da oltre 20 anni".

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