Orta. L’assessore Russo agli arresti domiciliari, secondo l’accusa avrebbe chiesto 20mila euro per una concessione edilizia in zona “laghetto”
(di Idio Urciuoli)
ORTA DI ATELLA. È finito agli arresti domiciliari l’assessore all’Urbanistica del Comune di Orta di Atella, Antonio Russo, al termine di un’operazione condotta l’altro ieri sera dalla Guardia di Finanza di Aversa (si è dimesso dalla giunta ortese nella giornata di ieri). Il provvedimento cautelare ha riguardato contestualmente anche un mediatore, ritenuto coinvolto nella vicenda.
Il blitz è scattato intorno alle 18.30 della giornata di mercoledì, quando i militari delle Fiamme Gialle si sono presentati presso lo studio tecnico del Russo, in via De Vivo. Al termine delle operazioni è stato sequestrato esclusivamente lo smartphone in uso al Russo, ritenuto utile ai fini investigativi. Secondo l’ipotesi accusatoria, l'ex assessore avrebbe chiesto 20mila euro per favorire il rilascio di una concessione edilizia relativa alla cosiddetta zona laghetto del territorio comunale. La vicenda trae origine da una denuncia presentata all’inizio dello scorso mese di dicembre, che ha dato il via alle indagini coordinate dalla magistratura.
Nel corso del primo interrogatorio, l’assessore Russo avrebbe negato ogni addebito, chiarendo che la somma contestata sarebbe stata richiesta per una pratica edilizia ordinaria e che l’importo comprendeva anche i regolari oneri comunali, escludendo quindi qualsiasi richiesta indebita o comportamento illecito. L’operazione è coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che sta ora valutando il materiale acquisito dagli investigatori. Nella giornata di oggi è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al GIP, che dovrà decidere sulla convalida o meno del fermo e sulla conferma delle misure restrittive applicate. I fatti vengono al momento ricondotti alle ipotesi di concussione (articolo 317 del Codice penale) o, in alternativa, di traffico di influenze illecite, qualificazione giuridica che sarà definita nel prosieguo dell’inchiesta.
Le indagini sono tuttora in corso e la posizione degli indagati resta, come previsto dall’ordinamento, coperta dalla presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

