Succivo. Festival dello Sport, la “lezione di stile” del sindaco Papa e il messaggio ai giovani:”Nelle situazioni difficile, dove è più facile scappare, siate presenti!”

SUCCIVO. È stata una vera lezione di stile quella che il sindaco Salvatore Papa ha dato al pubblico, durante la serata finale della XXVII edizione del Festival dello Sport (Calcetto Brasiliano) organizzato dall'associazione Homonovus. Per la prima volta una delle due squadra non si è presentata e la finale non si è disputata.

"Già in occasione dell'inaugurazione io ho detto che questo torneo non è un semplice torneo di calcetto brasiliano, è un qualcosa in più. E nello sport c'è sempre chi vince e chi perde, bisogna fare di tutto per vincere ma bisogna anche saper accettare la sconfitta. In questo torneo ci sono dei vincitori dal punto di vista sportivo, calcistico del torneo: la squadra dei Verde Oro, che sono venuti, ci tengo a sottolinearlo, sono venuti per onorare il calcetto brasiliano, per rispettare il pubblico e anche perché, permettetemi, per rispetto nei confronti della carica istituzionale del Comune di Succivo. Vi ringrazio uno ad uno. La vostra presenza non sapete quanto è importante, quanto conta, e lo spiegherò perché conta questa presenza. Perché gli altri vincitori del torneo di calcetto brasiliano sono i ragazzi juoniores che hanno giocato il torneo e l'hanno portato a termine, nonostante le tensioni, le polemiche, hanno portato avanti il torneo e sono riusciti a concludere in modo fantastico e sono stati premiati poco fa.

Hanno vinto i ragazzi del beach volley, un ringraziamento a Davide e Francesca, a Rinetto e Giò, hanno fatto un torneo stupendo alle vostre spalle. Hanno vinto i ragazzi, tutti quanti, non li nomino, li ho nominati nella prima giornata, ne cito solo due che ho dimenticato, Alfonso Mitrano e Nicola Lettiero, per quello che hanno fatto. Hanno vinto loro, questi organizzatori, perché quando non si capisce che per realizzare una manifestazione di questo tipo occorrono giorni, mesi di lavoro, anche a temperature proibitive, e hanno realizzato uno spettacolo di questo tipo, allora i vincitori premi del torneo di calcetto brasiliano sono sempre i ragazzi della Homonovus, che da 30 anni fanno questo per cercare di fare che cosa? Vincere in questo torneo?

Signori, vincere questo torneo, perdonatemi, ma dopo due o tre giorni ci si dimentica pure di chi ha vinto. Si fa tutto questo per stare insieme. Il calcetto brasiliano è nato soprattutto per vedere le giocate belle, spettacolari, perché questo è il calcetto brasiliano, non conta chi ha vinto.

Io non ricordo i nomi dell'altra squadra che si doveva presentare, scusatemi questo vuoto di memoria, non mi ricordo come si chiama la squadra, non mi ricordo chi è il responsabile, non mi ricordo i giocatori, perché sapete di chi mi ricordo. Forse voi siete troppo giovani, è un pubblico che vedo giovane, però mi ricordo un ragazzo che giocava qui, che si chiamava Ciaramella, aveva una situazione disastrata e veniva qua per divertirsi, un campione, un fuoriclasse. Mi ricordo di un certo Di Pietro, Club Napoli Orta, che in questo campo si ferì la testa, nove punti di sutura, nella stessa partita andò all'ospedale, prese i punti di sutura, ritornò e vinse la partita.

Mi ricordo Mimmo Dardo, Domenico Dardo Rosario, che in questo campo, in una partita decisiva dove il pubblico stava ai bordi del campo, finì la partita 11 a 9, segnò 11 reti. Mi ricordo Lorenzo Insigne, che qui ha perso, ha pianto ed è diventato Campione d'Europa del calcio italiano. Mi ricordo i giocatori che hanno fatto di tutto per esserci, da Peppe Rosi a Fabio Longo.

Con Fabio Longo il pubblico e gli Ultras stavano attaccati a queste reti ed era una situazione veramente difficile, tesa, conflittuale, veramente faceva paura. Mi ricordo di Fabio Longo che con due sforbiciate vinse la finale. Questi sono i giocatori che mi ricordo, questi qua che non si sono presentati.

Qualunque cosa voi facciate nella vita, qualunque cosa, se giocate a calcio, sport, a scuola, nel lavoro, in tutto quello che fate, ricordatevi sempre che anche e soprattutto nei momenti di più alta tensione, in quelli più difficili, laddove scappare è la cosa più facile da fare, siate presenti, siate presenti sempre, perché quella è la vera vittoria. Si può sbagliare una partita, si può perdere, si può calciare un rigore e buttarlo fuori.

Non conta, conta soprattutto esserci e per rispetto di che cosa? Su un pubblico fantastico come voi, perché è la vostra presenza che dovrebbe inorgoglire questi ragazzi. Probabilmente sono abituati a giocare altri tornei con dieci persone che magari sono i loro fan che li applaudono. Qui il Monte Cappa è un qualcosa che ti porta adrenalina, emozione e tensione.

Evidentemente non hanno retto a questa grande emozione che è il calcetto brasiliano, che andrà oltre questa mancata finale. Non ci fermeremo perché due, tre, quattro persone hanno deciso di non giocare. Di non giocare quale squadra? La squadra che è stata favorita da un errore arbitrare.

Non si è presentata in questa partita agli arbitri di questo torneo. Siamo tutti umani, sbagliano i giocatori, sbagliano anche gli arbitri. Io dico grazie a Alfonso, grazie a Rocco per quello che avete fatto in questo torneo.

Anche i vostri errori sono errori che ce ne siamo fatti carico noi organizzatori, che siamo riscontrati. Ma noi andremo oltre questa mancata finale, oltre questa assenza. Probabilmente questa assenza ci evita di ascoltare le urla e le polemiche dalle panchine, le gomitate in questo campo.

Questo è un campo che ha visto altre giocate. E siamo felici, contenti che in questo torneo abbiamo visto tutte le altre squadre che si sono comportate in una maniera perfetta e a loro va il mio ringraziamento. Un pensiero al figlio di Volonnino che ieri si è spaventato per una lite tra due persone, due responsabili delle squadre.

Due di loro che hanno consentito che questa partita non si facesse. Sono due. Uno ci ha ripensato e fortunatamente ha mandato la propria squadra.

Lo ringrazio a Pasquale. L'altro non mi ricordo il nome, ma per una persona non si è svolta la finale del torneo. Unica volta in 30 anni.

Ma anche questo doveva sopportare il calcetto brasiliano e con il vostro aiuto e supporto andremo anche oltre tutto questo. Perché se lo meritano chi? Se lo meritano tutti questi ragazzi che hanno svolto un ruolo magnifico, importante e fondamentale e non ci fermeremo mai. La comunità di Succivo non è assente come la squadra finalista.

Il calcetto brasiliano sta qui e saremo sempre e continueremo ad esserci. I ragazzi della Verde Oro sono qui e grazie ancora. Con dignità e responsabilità in questo torneo sono successe tante cose in 30 anni ma tutte sono state superate dall'amore e dalla passione che tutti quanti hanno messo dagli atleti ai volontari in questa manifestazione.

E' questa passione che è evidentemente mancata ai ragazzi che non hanno disputato questa finale e non vale la giustificazione “Il mio responsabile ha detto che non doveva venire”. Si gioca a calcio per divertirsi, si gioca al calcetto brasiliano per essere allegri, per fare in modo che ci sia sempre un applauso che possa concludere tutta questa manifestazione.

Allora a voi vi chiedo per la ventisettesima edizione del calcetto brasiliano, nonostante queste assenze, nonostante queste mancanze, io vi chiedo un applauso finale per tutto quello che è stato fatto. Vi ringrazio e questo applauso vale mille parole e mille assenze. Grazie".

Share
Translate »