Napoli. I laureati illustri per gli 800 anni della Federico II. L’intervista alla Scrittrice Viola Ardone 

(di Marianastasia Lettieri)

NAPOLI. Il Teatro San Carlo accoglie sul palco, per spegnere le 800 candeline dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, i laureati illustri dello “studium napoletano”.

Presenti il Chair Mission Board for Vaccination Walter Ricciardi, il Capo di Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo, lo Scrittore Roberto Saviano, l’AD degli Areoporti di Roma Marco Troncone e il Capo di Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali Claudio Palomba.

Tra gli assenti giustificati Chiara Valerio, impegnata con il premio letterario "Strega".

Tra i laureati illustri figura anche la Scrittrice Viola Ardone, cui segue l’intervista:

Gira voce che un suo romanzo presto diventerà una fiction. Come procedono i lavori?

《Il treno dei bambini sarà un film con la regia di Cristina Comencini e, a ottobre, si potrà vedere nelle sale cinematografiche.  È un film che io ho già visto,  è commuovente, molto rispondente al libro e Cristina Comencini è una regista veramente immaginifica》. 

Ma quanto sono importanti le menti giovani nel progetto federiciano?

《Nella lettera fondativa della facoltà, Federico II, con una lungimiranza incredibile, scrive proprio questo: “voglio creare un luogo aperto in cui le migliori menti giovani possano arrivare e i migliori maestri e i migliori studiosi possano convergere.  Ecco quel sogno lì,  oggi ci ha portato a questi grandi festeggiamenti》. 

Ieri sui quotidiani, in merito a questi festeggiamenti, c’era una frase che  riflettere: 《l’infinitesimale che anela al tutto》.Cosa pensa di quest’immagine del piccolo che vuole raccogliere il tutto?

《Questa è un pó l’immagine di che cos’è la Cultura: un mettere insieme tanti punti. La cultura è il dialogo,  il confronto,  l’apertura, abbraccia tante prospettive diverse. In quella visione di 800 anni fa  questa prospettiva era già presente e oggi è realizzata》.

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