Napoli. Al Teatro San Carlo si celebrano gli 800 anni della Federico II . L’intervista al Rettore e al Sindaco di Napoli.

(di Marianastasia Lettieri)

NAPOLI. Nel foyer del "Massimo Napoletano" la comunità federiciana, alla presenza di figure istituzionali e laureati illustri, si riunisce per celebrare gli otto secoli della prima Università laica d' Europa: la Federico II. 

Di seguito l’intervista al Rettore Matteo Lorito:

Quali le novità dal Medioevo alla transizione digitale?

Le novità ci sono, tante e nuove ogni anno, la prima novità importante: i giovani al centro.  Abbiamo innalzato la no tax area: in questo momento il 65% dei nostri studenti hanno le tasse coperte dall’ateneo e non è poco.  Continuiamo a investire sui giovani, siamo un ateneo con la componente di professori più giovane d’Italia, poi ci sono tante novità nel campo scientifico,  inaugureremo a breve il nuovo centro di Super Calcolo che, insieme a quello di Bologna, sarà l’asse di super-computer più importante del Paese. Abbiamo tantissimi hub che cresceranno, si realizzeranno grazie ai Fondi Europei che abbiamo già acquisito. Poi, ci dovremo  impegnare moltissimo per gli spazi. Cresciamo nelle periferie e crescono anche gli spazi per gli studenti: studi, alloggi…c’è ancora tanto da fare,  ma siamo già in una posizione solidae credo possiamo festeggiare quello che è stato fatto fino ad ora e quello che sicuramente faremo nei prossimi anni》.

Presente anche il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. 

Come si sente, da ex rettore a Primo Cittadino, a vivere queste celebrazioni per gli 800 anni della Federico II?

《È emozione, gioia che viene dalla consapevolezza che la Federico II è un pó la madre di tutti noi, dove ci siamo formati,  dove abbiamo lavorato,  abbiamo costruito tanti pezzi di futuro.  La Federico II è un’Istituzione. Questi sono momenti di grande gioia, ma anche di consapevolezza della tradizione e del valore che noi abbiamo》.

Quanto l’Università le ha dato per poter intraprendere la carriera amministrativa?

Mi ha dato tutto! Mi sono formato in questa Università,  ho insegnato,  ho avuto tutti i ruoli più importanti in questo Ateneo; quindi devo tutto alla Federico.  La considero come la "mia casa”. Adesso mi fa piacere mettere a disposizione della città tutto quello che ho imparato , perché l’Unione Federico II-Città di Napoli è fondamentale》.

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