Sant’Arpino. Dissesto, l’OSL approva i nuovi criteri per la procedura semplificata. Ridotta al 40% la percentuale di liquidazione dei crediti per mancanza di risorse

SANT’ARPINO. Con la deliberazione n. 94 del 13 marzo 2026, la Commissione Straordinaria di Liquidazione (OSL) del Comune di Sant’Arpino ha approvato i nuovi criteri per la liquidazione semplificata dei debiti dell’Ente, rettificando la precedente deliberazione n. 58 del 20 ottobre 2023.

La decisione si inserisce nel lungo percorso di risanamento avviato dopo la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune, formalizzata con la delibera consiliare n. 17 del 27 maggio 2019 e seguita dall’istituzione della Commissione con Decreto del Presidente della Repubblica dell’8 luglio 2019, poi integrato con D.P.R. del 23 agosto 2021.

Nel corso dell’ultima seduta, svoltasi in modalità telematica, l’OSL ha preso atto della grave insufficienza di risorse finanziarie rispetto al fabbisogno necessario per rispettare la par condicio creditorum. La massa passiva accertata con la delibera n. 19 dell’11 luglio 2023 ammonta infatti a oltre 29 milioni di euro, mentre la massa attiva disponibile (cioè le somme realmente utilizzabili per i pagamenti) si attesta intorno ai 9,7 milioni di euro, di cui poco più di 6 milioni già liquidi. La Commissione ha inoltre ricordato che il Ministero dell’Interno, con nota del 26 febbraio 2026, ha offerto la possibilità di richiedere un’ulteriore anticipazione dal fondo di rotazione per coprire parte del fabbisogno, ma al momento le disponibilità risultano ancora limitate.

Alla luce della situazione economica, l’OSL ha deliberato di uniformare la percentuale di pagamento dei creditori al 40% del credito riconosciuto, applicando tale misura alla sola sorte capitale e escludendo interessi e altri oneri accessori, salvo quelli riconosciuti da sentenze. La nuova disciplina prevede inoltre:

  • priorità assoluta al pagamento integrale dei crediti da lavoro subordinato;
  • proposta di transazione ai creditori in ordine cronologico, sulla base delle risorse via via disponibili;
  • possibilità di includere anche le istanze presentate in ritardo o rilevate d’ufficio dai dirigenti comunali;
  • termini di 7 giorni per i creditori per accettare o rifiutare la proposta di transazione, decorso il quale si intende rifiutata;
  • accantonamento del 50% dei debiti non accettati (100% se assistiti da privilegio), come previsto dall’art. 258 del Testo Unico Enti Locali.

Le proposte di transazione saranno inviate tramite posta elettronica certificata o raccomandata, e i pagamenti, una volta sottoscritta la transazione, saranno effettuati entro 30 giorni, previa verifica delle regolarità contributive e fiscali dei creditori.

Con questa decisione, la Commissione Straordinaria di Liquidazione tenta di bilanciare il rispetto della legalità contabile con la scarsità di mezzi finanziari realmente disponibili. Resta tuttavia complesso il quadro economico del Comune di Sant’Arpino, che dovrà confidare nelle prossime erogazioni ministeriali per completare la definizione del proprio dissesto e garantire una chiusura ordinata della procedura, ormai in corso da quasi sette anni.

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