Orta. Approvato il bilancio 2026-2028. Il sindaco Santillo:”Prima bisogna rimettere il Comune in piedi. Poi potremo farlo camminare”

ORTA DI ATELLA. Il Consiglio Comunale di Orta di Atella ha approvato il bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. È il quarto bilancio consecutivo in equilibrio da quando l'attuale amministrazione si è insediata, nel maggio 2023.
Il Sindaco Antonino Santillo ha illustrato in aula il documento con una relazione che non ha nascosto le difficoltà: «Questo non è un bilancio costruito sulle previsioni ottimistiche. È un bilancio costruito sulla prudenza e sulla verità dei numeri».
Il punto di partenza, ha ricordato il Sindaco, è il dissesto finanziario dichiarato nel settembre 2023, il secondo in otto anni per il Comune, reso inevitabile da un decennio di conti in disordine certificato dalla magistratura contabile. Da allora, l'amministrazione ha lavorato per ricondurre l'ente dentro un perimetro di attendibilità finanziaria.
Vero è che le aliquote fiscali restano al massimo consentito dalla legge, ma certamente non per scelta politica, ma per obbligo normativo vigente per tutta la durata del risanamento. «Finché non usciamo dal dissesto, non possiamo abbassare le tasse comunali», ha detto Santillo. «Chi promette il contrario non dice la verità e sa di mentire ai cittadini».
Tra le priorità indicate dal Sindaco, il rafforzamento della riscossione delle entrate tributarie, oggi strutturalmente insufficiente, e il completamento delle procedure assunzionali già autorizzate, che porteranno nuovi dipendenti in un ente che oggi conta meno di quindici unità effettive in servizio.
Il bilancio ha ricevuto parere favorevole dall'Organo di Revisione. I rilievi formulati dai revisori sono stati illustrati pubblicamente in aula e hanno trovato risposta nelle azioni correttive già avviate dall'amministrazione.
«La missione è una sola», ha concluso il Sindaco: «restituire ai cittadini un Comune capace di reggersi da solo».
Il Sindaco Santillo ha poi aggiunto a margine: «Un Comune che in otto anni ha conosciuto due dissesti non si risana con uno slogan. Si risana con scelte che possono sembrare impopolari, ma che impopolari non sono, se si guarda bene a chi colpiscono davvero. Prendere sul serio la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, in un territorio dove oltre la metà dei contribuenti non paga quanto dovuto, significa scontentare, appunto, la maggior parte della popolazione. Significa, allo stesso tempo però, restituire giustizia a tutti quei cittadini onesti che pagano regolarmente e che da anni portano sulle spalle il peso degli altri. È a loro che questa amministrazione ha principalmente l'obbligo di rispondere. Non con le promesse, ma con i fatti.

È facile, molto più facile, costruire un'immagine di sé sui social, confezionare versioni della realtà cucite su misura, semplificare ciò che è complesso e sminuire ciò che non si conosce. È la tentazione del narcisismo politico: mettere al centro non il bene della comunità, ma la propria visibilità. Una forma di protagonismo che può diventare patologica quando si alimenta sistematicamente di mezze verità, si raccontano consigli comunali travisati nella loro reale discussione, si ignorano i numeri e si trascurano realtà amministrative che non si è mai preso la briga di studiare. Chi governa, invece, deve rispondere ai numeri veri, alle scadenze reali, ai revisori, alla Corte dei Conti, ai cittadini che aspettano risposte concrete. Amministrare con responsabilità significa avere il coraggio di rinunciare allo spot facile e scegliere la verità scomoda. Anche quando costa in termini di economia elettorale. D'altronde è proprio lì che si misura la serietà di chi governa: quando è disposto a perdere qualcosa di suo per restituirne altro in termini di bene comune».

Share
Translate »