Orta, bufera in consiglio comunale: Tiziana Dirasco denuncia una regia esterna dietro la sfiducia al Presidente del Civico Consesso Cittadino

ORTA DI ATELLA. Non è stato un semplice passaggio amministrativo, ma uno scontro frontale che ha messo a nudo le profonde lacerazioni della politica ortese. Il Consiglio Comunale ha discusso la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio, ma a far rumore sono state le durissime dichiarazioni di Tiziana Dirasco, capogruppo di RinnoviAmo Orta (che siede tra i banchi della minoranza insieme al collega Raffaele Lampano).

La consigliera Dirasco ha puntato il dito contro quella che definisce una "operazione scientifica", sostenendo che il documento non sia farina del sacco dei firmatari, ma il frutto di una strategia orchestrata lontano dalle mura comunali.

Secondo la Dirasco, il linguaggio tecnico-giuridico e la complessità normativa della mozione tradirebbero una paternità esterna.

"Più leggo questa mozione e più mi convinco: questo documento non nasce politicamente da chi lo firma," ha esordito la capogruppo. "È una costruzione preparata a tavolino, con un linguaggio pesantissimo. Qui si vede chiaramente la mano di chi, dall’esterno, usa questa mozione come strumento per regolare conti interni."

Per RinnoviAmo Orta, la sfiducia al Presidente non sarebbe un atto a tutela dell'istituzione, bensì una mossa disperata per coprire le crepe della giunta.

  • L'obiettivo: Spostare l'attenzione dal "fallimento politico" dell'amministrazione.
  • La strategia: Trovare un bersaglio pubblico per compattare una maggioranza che non riesce più a stare insieme.
  • Il paravento: Usare termini come "gravi violazioni" e "omissioni" per mascherare quella che la Dirasco definisce una vera e propria "vendetta politica".

Oltre alla critica politica, Tiziana Dirasco ha espresso un profondo rammarico per lo scollamento tra l'aula e la realtà cittadina. Mentre si consumano le "guerre di palazzo" e le esecuzioni politiche, i problemi reali dei cittadini resterebbero al palo.

"È umiliante assistere a uno spettacolo del genere," ha incalzato la consigliera. "Mentre qui si gioca a distruggere figure istituzionali, fuori da quest’aula il paese continua a morire di problemi veri. I cittadini vedono consiglieri usati come strumenti per interessi che nulla hanno a che vedere con il bene del Comune."

Coerentemente con quanto dichiarato, il gruppo guidato da Dirasco e Lampano ha espresso un voto contrario alla mozione. Un "no" motivato dal rifiuto di avallare quello che definiscono un "metodo tossico e vigliacco”. Da sottolineare un passaggio del consigliere Lampano che ha evidenziato che neanche la maggioranza piena ha votato la mozione di sfiducia e quindi se c’è qualcuno che si dovrebbe dimettere è proprio il sindaco Antonio Santillo.

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