Orta di Atella. Respinta la mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Massaro. Alta tensione politica in aula
Orta di Atella Seduta particolarmente accesa ieri in Consiglio Comunale, dove è stata discussa e infine respinta la mozione di sfiducia presentata contro il Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Massaro.
Il voto è arrivato dopo un confronto lungo, duro e fortemente politico, che ha evidenziato le profonde tensioni interne all’aula e agli equilibri amministrativi degli ultimi mesi.
Nel corso del suo intervento, Massaro ha respinto punto per punto le accuse contenute nella mozione, definendola “un tentativo politico di trasformare questioni organizzative e interpretazioni regolamentari in responsabilità personali”.
Al centro del dibattito, le contestazioni relative al funzionamento della Commissione Vigilanza e Garanzia, ai ritardi nell’approvazione del bilancio comunale, alla mancata nomina del Vicepresidente del Consiglio e all’assenza del Presidente durante la seduta del 28 aprile.
Secondo il Presidente del Consiglio, le criticità contestate sarebbero il risultato di una fase caratterizzata da “dimissioni, tensioni tra gruppi consiliari e continue fibrillazioni politiche”, all’interno della quale sarebbe stato necessario mantenere “equilibrio istituzionale e prudenza amministrativa”.
Particolarmente duro il passaggio relativo alla vicenda della mancata nomina del Vicepresidente del Consiglio Comunale. Nel suo intervento è stato ricordato come la proposta di nomina fosse stata inizialmente inserita all’ordine del giorno ma successivamente rinviata su decisione dell’aula. “Non fu il Presidente del Consiglio a bloccarla – ha dichiarato – ma una scelta politica condivisa e conosciuta da tutti”.
Sul tema del bilancio, il Presidente ha inoltre sottolineato che "la responsabilità dell’iter amministrativo non può essere attribuita esclusivamente alla Presidenza del Consiglio, ricordando il coinvolgimento di uffici, dirigenti, pareri tecnici e segretario comunale nella predisposizione degli atti".
Ampio spazio anche alla polemica sull’assenza del 28 aprile, motivata "da impegni lavorativi comunicati formalmente in anticipo. Il Presidente ha richiamato il TUEL, sostenendo che la seduta avrebbe comunque potuto svolgersi attraverso la presidenza del consigliere anziano, escludendo qualsiasi intento ostruzionistico".
Il passaggio politicamente più forte è arrivato nelle conclusioni, quando Massaro ha definito la mozione “un precedente pericoloso”, sostenendo che "trasformare ogni scelta organizzativa o interpretativa in motivo di sfiducia rischierebbe di compromettere il ruolo di garanzia della Presidenza del Consiglio Comunale".
Ma il dato politico emerso dalla seduta va oltre la semplice bocciatura della mozione.
Il voto finale ha infatti evidenziato un clima politico interno particolarmente delicato, facendo emergere segnali di fibrillazione anche all’interno della maggioranza consiliare. Un elemento che diversi osservatori presenti in aula hanno letto come il segnale di equilibri amministrativi oggi meno compatti rispetto al passato.
La mancata approvazione della sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale assume quindi un significato politico più ampio: non soltanto la conferma della fiducia istituzionale nei confronti della Presidenza dell’aula, ma anche la dimostrazione di una fase politica caratterizzata da tensioni e posizionamenti sempre più evidenti all’interno del Consiglio Comunale.
Al termine della discussione, la mozione non ha ottenuto i numeri necessari per essere approvata.
Subito dopo il voto, Massaro ha affidato ai social un messaggio dai toni netti: “La verità ha avuto più forza delle polemiche”, parlando di “un messaggio politico chiaro” e rivendicando di non essersi “mai piegato alle pressioni e ai giochi di palazzo”.

