Sant’Arpino. Gestione OSL e Dissesto, il sindaco Di Mattia fa chiarezza su norme e documenti

SANT'ARPINO. È intervenuto per fare chiarezza sulla questione del dissesto finanziario, il sindaco Ernesto Di Mattia.

"Intervengo in risposta alla nota pubblicata su un argomento, quello del dissesto del Comune di Sant’Arpino, tanto complesso e ricco di implicazioni giuridiche e politiche, perché ritengo giusto che i cittadini e le cittadine conoscano anche qual è la posizione dell’Amministrazione e per evitare che la tentazione di una campagna elettorale anticipata inquini il confronto su di una materia articolata e complessa e per sottrarla alle interpretazioni legittimamente diverse ma non condivisibili, invitando i cittadini a documentarsi direttamente.
Infatti, l’articolo 256, commi 1 e 8 del TUEL, che lo si può scaricare dal sito ufficiale del Ministero dell’Interno, aiuta comprenderete esattamente procedura e termini del dissesto.
Il dissesto finanziario degli enti locali è disciplinato dal TUEL (D.Lgs. n. 267/2000). L’OSL (Organo Straordinario di Liquidazione) non ha una durata fissa predeterminata in anni, ma resta in carica fino al completamento delle operazioni di liquidazione della massa passiva e all’approvazione del rendiconto finale.
L'OSL continua ad operare fino alla conclusione delle attività affidategli dal Ministero dell’Interno e dal Decreto del Presidente della Repubblica. Per questo motivo, nella pratica, molte procedure di dissesto durano diversi anni.
La giurisprudenza e la prassi ministeriale considerano l'OSL operativo fino:
1. all'estinzione o definizione della massa passiva;
2. all'approvazione del rendiconto della gestione liquidatoria;
3. alla chiusura del conto di tesoreria dedicato alla procedura.
In realtà non esiste un termine finale perentorio di decadenza dell'OSL e la legge non stabilisce che l'OSL cessi automaticamente decorso un certo numero di anni.
La cessazione effettiva avviene con:
1. completamento delle operazioni di liquidazione;
2. approvazione del rendiconto finale;
3. chiusura del conto di tesoreria intestato all'OSL. Il legislatore è intervenuto nel 2023 proprio per disciplinare la chiusura del conto anche nei casi in cui l'OSL non vi provveda spontaneamente.
Per questo motivo la gestione dell’ OSL, compresa quella insediatasi al Comune di Sant’Arpino, resta operativa anche molti anni dopo la dichiarazione di dissesto, soprattutto quando:
• esistono contenziosi pendenti;
• emergono debiti accertati tardivamente;
• vi sono problemi nel reperimento delle risorse finanziarie;
• il Ministero richiede integrazioni o modifiche al piano di estinzione.
Ciò detto sul piano normativo e di chiarezza giuridica, ritengo che, su una materia delicata come il dissesto finanziario e l'attività dell'OSL, sia necessario mantenere il confronto sul piano dei fatti e dei documenti. È corretto affermare che i cittadini abbiano diritto alla massima trasparenza e che ogni atto relativo alla gestione di una massa debitoria cosi rilevante, circa 30 milioni, e non riconducibili all’Amministrazione Di Mattia,debba essere facilmente consultabile e comprensibile. Su questo non possono esserci divisioni politiche.
Tuttavia, occorre distinguere tra domande legittime e conclusioni già formulate come se fossero accertate. Nel testo diffuso vengono prospettate conseguenze amministrative, contabili e perfino penali che presuppongono due circostanza fondamentali: l'assenza di una proroga validamente richiesta e concessa all'OSL oppure il superamento dei termini previsti dalla legge. Entrambe le circostanze non violate!
Allora, eviterei di parlare di atti illegittimi, danno erariale, responsabilità personali o ipotesi di reato, senza aver prima verificato documentalmente l'effettiva situazione amministrativa e quali provvedimenti siano stati adottati dagli organi competenti. In uno Stato di diritto, le valutazioni giuridiche si fondano sugli atti e non sulle supposizioni.
A mio modesto parere, sarebbe auspicabile che il dibattito politico, se vuole produrre qualcosa di positivo per la Città, abbandonasse espressioni offensive o denigratorie da qualsiasi parte provengano. La gestione del dissesto finanziario è una questione troppo seria per essere ridotta a slogan, battute o polemiche personali.
I cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato delle procedure, i risultati raggiunti, le criticità eventualmente esistenti e le soluzioni che l'amministrazione intende adottare. Hanno però anche il diritto a un'informazione rigorosa, fondata su documenti verificabili e non su affermazioni che anticipino conclusioni che spettano agli organi competenti accertare.
Inoltre, sarebbe auspicabile, anche in chi ha avuto un importante ruolo politico amministrativo in questi anni, chiedersi come sia stato possibile ridurre in tele di braca il Comune di Sant’Arpino e come fare per ridare rispetto e dignità ad una Comunità, che faticava a trovare un Segretario disponibile a praticare il suo ruolo, in una realtà sconquassata sia sotto l’aspetto finanziario che della macchina amministrativa.
Trasparenza, documenti e rispetto istituzionale devono essere il terreno comune su cui costruire il confronto pubblico. Su questo terreno noi ci siamo!

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