Servizi sociali ambito C06 nel caos: la Regione Campania commissaria l’ambito C06
AVERSA. Finisce sotto commissariamento la gestione delle politiche sociali dell'Ambito Territoriale C06, che vede il Comune di Aversa nel ruolo di capofila. La Giunta Regionale della Campania ha deliberato all'unanimità l'attivazione dei poteri sostitutivi (ai sensi dell'articolo 47 della Legge Regionale 11/2007) a causa di gravi, persistenti e accertate inadempienze nei monitoraggi e nelle rendicontazioni di svariati fondi ministeriali e regionali.
Il provvedimento, che delega al Presidente della Giunta la nomina di un Commissario ad acta scelto tra i direttori d'ambito più esperti della regione, si è reso necessario per evitare il blocco di servizi essenziali destinati alle fasce più deboli della popolazione.
La decisione della Regione non arriva a ciel sereno. Lo scorso 11 giugno, con la delibera n. 278, la Giunta regionale aveva notificato un vero e proprio ultimatum di 15 giorni al Comune Capofila per mettersi in regola. Una mossa scaturita sia dal costante monitoraggio degli uffici regionali, sia dalle pressanti segnalazioni delle criticità provenienti dagli stessi enti della compagine.
A dare la spinta decisiva verso il commissariamento è stata, il 29 giugno scorso, una nota ufficiale firmata congiuntamente da tutti gli altri Comuni dell'Ambito C06: Cesa, Carinaro, Casaluce, Gricignano d'Aversa, Orta di Atella, Sant'Arpino e Teverola. I sindaci del territorio hanno chiesto formalmente e con urgenza a Napoli l'attivazione dei poteri sostitutivi, definendo la misura "opportuna e urgente al fine di garantire il ripristino di condizioni di piena funzionalità amministrativa e la continuità dei servizi essenziali". Un esplicito atto di sfiducia politica e gestionale verso la governance aversana dell'Ambito.
L'istruttoria compiuta dagli uffici della Direzione Generale Politiche Sociali della Regione ha evidenziato che la documentazione e le relazioni inviate in extremis da Aversa a fine giugno non hanno risolto i problemi. La mappa dei ritardi e delle mancate rendicontazioni sulle piattaforme ministeriali tratteggia uno scenario paralizzante:
- Fondo Povertà (annualità 2018-2020): Per gli anni 2019 e 2020 non risulta finalizzata alcuna rendicontazione. Ma il dato clamoroso riguarda il 2018: a fronte di trasferimenti regionali per ben 1.397.764,84 euro, l'Ambito ha rendicontato la misera cifra di 41.187,62 euro. Manca inoltre la rimodulazione del Fondo Povertà 2023 sulla piattaforma S.I.S.
- Programma "Dopo di Noi" (Legge 112/2016 per i disabili gravi): Bloccata la rendicontazione delle risorse per l'annualità 2017/2018 e non sono state attivate correttamente le progettualità per gli anni 2019 e 2020.
- Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS): Risulta incompleta la rendicontazione per l'annualità 2020.
- Fondo Non Autosufficienza (FNA): Per l'annualità 2022 non è stata finalizzata alcuna scheda sulla piattaforma ministeriale dedicata.
Il permanere di queste pesanti lacune burocratiche ha spinto la Giunta regionale a rompere gli indugi. Il rischio concreto, esplicitato nel provvedimento, è il "grave pregiudizio per la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali".
Il Commissario ad acta, che si insedierà a breve, avrà pieni poteri amministrativi per adottare tutti gli atti necessari, sbloccare le rendicontazioni e attuare i progetti incagliati. Per farlo, potrà avvalersi delle strutture organizzative degli stessi enti interessati. L'atto è stato trasmesso all'Assessorato al ramo, al Gabinetto del Presidente e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC).

