Sant’Arpino. Consiglio comunale del 29 luglio, il gruppo misto:”La verità dei fatti, le bugie hanno le gambe corte. Altro che presunti insulti sessisti, parla il video del consiglio comunale”

SANT'ARPINO. Hanno replicato al comunicato della maggioranza guidata dal sindaco Ernesto Di Mattia su presunti insulti sessisti indirizzati al vice sindaco Speranza Belardo e al presidente del consiglio comunale Ivana Tinto, i membri del gruppo misto Francesco Pezone, Salvatore Lettera e Mimmo Cammisa.

"Abbiamo letto con stupore il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale e quello del Partito Democratico Provinciale di Caserta in merito ai presunti insulti di matrice sessista che sarebbero stati rivolti alla Vice Sindaca Speranza Belardo e alla Presidente del Consiglio Comunale Ivana Tinto durante la seduta del Consiglio Comunale.

Come Gruppo Consiliare Misto li presenti, per l’intera durata della seduta, sentiamo il dovere di intervenire per riportare il dibattito sul piano dei fatti.

Noi non abbiamo udito alcuna espressione riconducibile a insulti di matrice sessista. Lo affermiamo con il massimo senso di responsabilità istituzionale. L’ex amministratore in questione era seduto tra il pubblico, nelle immediate vicinanze dei banchi della minoranza e non di quelli della maggioranza. Per questa ragione, se fossero state realmente pronunciate espressioni di matrice sessista, saremmo stati proprio noi, per la posizione occupata in Aula, tra i primi ad ascoltarle e a intervenire immediatamente per condannarle pubblicamente, chiedendone l’immediata sospensione della seduta consiliare e verbalizzazione da parte del Segretario Comunale.

La violenza verbale, il sessismo e qualsiasi forma di discriminazione non hanno alcuno spazio nelle Istituzioni e devono essere sempre condannati, senza esitazioni e senza distinzioni.

Per questo invitiamo tutti i cittadini a visionare il video integrale della seduta consiliare, che rappresenta l’unico elemento oggettivo per ricostruire quanto realmente accaduto e constatare la verità.

I fatti, infatti, sono ben diversi da quelli descritti nei comunicati stampa.

È opportuno precisare che, secondo il Regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio Comunale, durante una seduta ordinaria non è consentito al pubblico prendere la parola o intervenire. Tale facoltà è prevista esclusivamente nei casi di Consiglio Comunale aperto. Chiarito questo, riteniamo doveroso ribadire che, per quanto abbiamo direttamente ascoltato nel corso della seduta, l’ex amministratore non ha pronunciato espressioni di matrice sessista o discriminatoria nei confronti della Presidente del Consiglio Comunale, della Vice Sindaca o di alcuna consigliera donna presente in Aula.

A questo punto sorgono alcune domande che meritano una risposta chiara.

Se davvero fossero stati pronunciati gravissimi insulti sessisti:

•⁠ ⁠perché il Sindaco non è intervenuto immediatamente in Aula per condannarli?
•⁠ ⁠perché il Capogruppo di maggioranza non ha preso la parola?
•⁠ ⁠perché nessun consigliere di maggioranza ha chiesto la verbalizzazione delle presunte frasi offensive?
•⁠ ⁠perché il Segretario Comunale non è stato invitato a riportare tali espressioni nel verbale della seduta?
-perché il Presidente del Consiglio Comunale non ha sospeso immediatamente la seduta ?

Durante il Consiglio Comunale nessuno ha parlato di presunti insulti sessisti. Nessuno ha interrotto i lavori per censurare tali espressioni. Nessuno ha chiesto che fossero riportate a verbale. Nessuno ha chiesto di sospendere la seduta consiliare. Solo al termine della seduta in tarda serata è stata diffusa una ricostruzione completamente diversa, che sarà facilmente verificabile attraverso la registrazione integrale del Consiglio.

Ancor più sorprendente è stato il comunicato del Partito Democratico Provinciale di Caserta, che ha espresso solidarietà sulla base della ricostruzione fornita dall’Amministrazione comunale.

Ci chiediamo: prima di diffondere un comunicato ufficiale, il Partito Democratico Provinciale ha visionato il video della seduta? Ha ascoltato la registrazione? Ha verificato personalmente quanto accaduto oppure ha ritenuto sufficiente recepire una sola versione dei fatti?

Il Gruppo Consiliare Misto è certo che il cittadino, a tutela della propria onorabilità e della verità dei fatti, abbia già provveduto a trasmettere tutti gli opportuni atti alle Autorità competenti per l’accertamento di quanto accaduto.

La solidarietà verso chiunque subisca realmente offese sessiste è un dovere morale e istituzionale. Ma lo è altrettanto il rispetto della verità e dei fatti, soprattutto quando si rilasciano dichiarazioni che possono incidere sulla reputazione delle persone.

Riteniamo inoltre doveroso evidenziare una evidente incoerenza politica.

In un Comune limitrofo della provincia di Caserta, il Sindaco del Partito Democratico è stato condannato in primo e in secondo grado (come riportato da diversi organi di stampa online) per fatti di particolare gravità nei confronti della propria ex moglie. Su quella vicenda non ricordiamo analoghe prese di posizione pubbliche, né richieste di sospensione o iniziative politiche della medesima fermezza da parte del Partito Democratico Provinciale.

Ci domandiamo, pertanto, perché si adottino criteri così diversi: da un lato si esprime immediatamente solidarietà sulla base di fatti che potevano essere verificati semplicemente guardando il video del Consiglio Comunale; dall’altro, di fronte a vicende oggetto di pronunce giudiziarie, non risultano analoghe iniziative pubbliche.

La difesa delle donne, il contrasto alla violenza e a qualsiasi forma di discriminazione devono essere valori assoluti, da affermare sempre e nei confronti di chiunque, senza doppi standard e senza valutazioni di opportunità politica.

Mentre si alimentano polemiche strumentali che potranno essere facilmente verificate attraverso le registrazioni della seduta, si evita di parlare delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale.

Nel corso della stessa seduta, infatti, la maggioranza ha approvato un aumento delle tariffe TARI per gli anni 2026 e 2027 di circa il 15%, con un ulteriore aggravio economico per cittadini e famiglie. Inoltre, è stato preso atto di una gestione del servizio degli asili nido comunali che, secondo quanto emerso dagli atti, prevede un costo orario del personale inferiore rispetto a quello applicato in diversi Comuni limitrofi, questione sulla quale continueremo a chiedere chiarezza e il pieno rispetto della normativa e del contratto collettivo nazionale applicabile.

La politica dovrebbe confrontarsi su questi temi, non alimentare polemiche che possono essere facilmente verificate e chiarite attraverso la documentazione ufficiale.

Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione con serietà, senso delle Istituzioni e rispetto della verità, basandoci esclusivamente sugli atti amministrativi, sui documenti e sui fatti oggettivamente verificabili.

La verità non ha bisogno di propaganda. Ha bisogno soltanto che i cittadini guardino i fatti. E i fatti, ancora una volta, sono tutti nel video del Consiglio Comunale".

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