Orta. Amministrazione Santillo al capolinea, D’Ambrosio:”Il collasso era scritto, adesso azzeriamo i tatticismi e costruiamo il futuro di Orta di Atella”
ORTA DI ATELLA. È intervenuto sulla questione dello scioglimento del consiglio comunale di Orta di Atella, l'ex presidente del consiglio comunale Ferdinando D'Ambrosio.
"C’è un sentimento profondo che mi attraversa in queste ore: un intreccio di sincera amarezza e, lo dico con assoluta franchezza, di inevitabile sollievo.
Mi piange il cuore per Orta di Atella e per i miei concittadini, costretti ancora una volta a subire il trauma del commissariamento e della paralisi istituzionale. Al contempo, però, è impossibile non provare un senso di liberazione: si è finalmente chiusa l'esperienza di un'Amministrazione che ha tenuto la città in ostaggio di numeri, veti e avvilenti balletti di poltrone.
Finisce un'agonia, e per la nostra terra questa è una boccata d'ossigeno vera. La parola torna, finalmente, agli Ortesi.
Il baratro amministrativo che avevamo profeticamente denunciato da tre anni a questa parte è diventato realtà.
Con la chiarezza che ha sempre contraddistinto la mia azione politica, voglio rivolgere un pensiero direttamente all'ormai ex Sindaco Santillo. Sei partito con un vantaggio immenso: avevi ottenuto una fiducia firmata in bianco dall'intera coalizione, supportato e sostenuto nella scorsa campagna elettorale finanche dal nostro gruppo e dalla stragrande maggioranza delle forze politiche di Orta di Atella. Hai iniziato questo percorso con ben 16 Consiglieri eletti tra le fila delle liste a tuo sostegno: una rarità e una situazione di assoluto agio istituzionale. Un capitale di speranza enorme che, però, hai rapidamente e puntualmente tradito, restando ostinatamente sordo ad ogni singolo campanello d'allarme che abbiamo suonato in questi trentasei mesi.
Invece di ascoltare, hai preferito ignorare i disastri che giorno dopo giorno pesavano sulla vita dei cittadini, anteponendo alla politica di prospettiva la misera gestione del giorno per giorno, trascinando Orta e gli Ortesi in una palude insidiosa e immobile.
Scuole e famiglie abbandonate: con plessi scolastici ed edifici pubblici che mostrano i segni dell'incuria, della totale mancanza di manutenzione e di programmazione per i nostri figli. Un’incertezza perenne sui tempi di ultimazione dei lavori che ha causato enormi difficoltà nello svolgimento delle lezioni e dei progetti extracurricolari, impattando in modo significativo sulle iscrizioni e generando il serio rischio di un drammatico ridimensionamento scolastico per il nostro territorio.
Strade colabrodo e viabilità nel caos: una quotidianità indegna per chi vive i quartieri, costretto a fare i conti con un territorio insicuro, zero controlli, assenza di sicurezza stradale e totale abbandono, il tutto nonostante lo sbandierato accordo quadro per la manutenzione delle strade rimasto nei fatti un’ulteriore fallimento.
Opere pubbliche al palo: cantieri fermi, spazi di socialità e la villa comunale sottratta ai bambini, con il rischio concreto di perdere i finanziamenti PNRR e l'incombente possibilità di generare devastanti debiti fuori bilancio. A ciò si aggiunge la totale mancanza di risposte sul fronte urbanistico, come per le strade di Via Diaz e Via Chiesa, l'assoluto degrado del Cimitero Vecchio, privo di qualsiasi manutenzione e ormai pericolante, e una gestione dei rifiuti che ha lasciato troppe volte la città nell'incuria.
Politiche sociali azzerate: nessun dialogo con le associazioni, nessuna attenzione verso le fasce più deboli della società né tantomeno iniziative volte a stare vicino alle famiglie e a chi quotidianamente porta il peso di dover affrontare situazioni di estrema difficoltà.
Commercio al collasso: totale assenza di incentivi o di una visione di sviluppo economico per il territorio, che ha finito per desertificare il tessuto commerciale locale, lasciando soli negozianti e imprenditori.
Sport e associazionismo cancellati: strutture sportive comunali e spazi pubblici di aggregazione negati alle associazioni del territorio e alle famiglie, soffocando sul nascere ogni forma di socialità e di riscatto per le nuove generazioni.
Un municipio fantasma: uffici finanziari e operativi svuotati, organico ridotto all'osso, fornitori storici lasciati senza risposte e persino i telefoni del Comune isolati per mesi. Una paralisi burocratica e amministrativa che ha toccato il fondo con il rischio concreto di un secondo dissesto finanziario.
Fino all'ultimo atto abbiamo assistito alla messinscena delle dimissioni posticce: l'ennesimo escamotage strategico utile solo a prendere tempo, a congelare la crisi nei venti giorni di legge e a tentare qualche disperato accordo nei corridoi pur di restare incollato alla poltrona. Di fronte a questo scenario, però, c’è stato un sussulto di maturità politica e di fermezza d'animo da parte di tutte quelle forces consiliari che ieri sera hanno deciso di dire basta. Hanno scelto di entrare in aula e staccare la spina alla luce del sole, rifiutando di farsi trascinare nell'ennesimo teatrino utile solo a tirare a campare. Forze consapevoli e coscienti che Orta meriti dignità, rispetto e un'alternativa reale.
La bocciatura del Rendiconto di Gestione ha certificato la fine definitiva dei giochi.
Detto questo, da Coordinatore rivendico con orgoglio la nostra storia recente: in questi tre anni siamo rimasti coerentemente all'opposizione: Non abbiamo mai fatto parte dell'esecutivo, non abbiamo chiesto o accettato poltrone, né ci siamo mai prestati a spartizioni o a logoranti dinamiche di potere. Abbiamo preferito la dignità della coerenza alla convenienza di un posto in Giunta.
Il mio pensiero più fiero va a chi, dentro l'aula consiliare, ha difeso questa linea. Voglio fare un plauso accorato ai nostri due consiglieri comunali, Antonio Sorvillo e Nicola Margarita.
In questi tre anni di opposizione durissima hanno dimostrato studio, coerenza, capacità di ascolto e una preparazione tecnica impeccabile. Nonostante la loro giovanissima età, hanno agito da vera, matura classe dirigente. Hanno preferito la schiena dritta ai compromessi, rifiutando la politica ondivaga delle "sedie vuote" e mettendoci la faccia, sempre.
Ma Antonio e Nicola sono la punta di un diamante straordinario: il nostro gruppo politico.
Alle donne, agli uomini, ai tantissimi amici e sostenitori di Fare Democratico per Orta Verde va il mio ringraziamento più grande.
Siete stati voi, con una spinta identitaria pazzesca, a compiere miracoli. Alla nostra prima uscita come lista abbiamo eletto due tra i consiglieri più giovani d'Italia con oltre 1.000 voti di preferenza, e abbiamo portato il nostro progetto a essere il primo in assoluto in città alle Elezioni Regionali, staccando tutti e arrivando primi anche nella lista di riferimento per l'intera provincia di Caserta. Siete una forza della natura che non mi ha mai fatto mancare l'ossigeno del sostegno e dell'audacia.
Ora il tempo dei tatticismi è finito. Ci attende un anno intenso e noi non lasceremo Orta tra le macerie.
Rivolgo un appello aperto, forte e vibrante a tutte le forze sane del territorio, alle Associazioni, ai movimenti e alla cittadinanza attiva: fondiamo una nuova, grande piattaforma politico-programmatica per la città. Un cantiere di forze e idee basato su un progetto serio, una squadra competente e una visione lungimirante.
Servono decisioni nette, autorevolezza tecnica e la responsabilità di assumersi la guida dei processi in prima persona. Io sono pronto a fare la mia parte, esattamente dove il territorio, la storia e la mia gente mi chiederanno di spendermi, con la determinazione incrollabile di chi vuole prendere per mano questa comunità per restituirle l'orgoglio, la dignità e la centralità che merita.
Il futuro di Orta di Atella non si aspetta. Si edifica a partire da oggi, assieme.

