Scioglimento consiglio comunale, Orta Viva:”Basta autocelebrazioni. Orta ha bisogno di verità, responsabilità e futuro”
ORTA DI ATELLA. I componenti del gruppo Orta Viva sono intervenuti sulla questione dello scioglimento del consiglio comunale ortese.
"La fine dell’esperienza amministrativa di Antonio Santillo non è una vittoria da festeggiare e non è nemmeno il momento delle autocelebrazioni.
È, prima di tutto, un momento difficile per Orta di Atella.
La città si ritrova davanti a un nuovo commissariamento e a una fase di transizione che impone a tutte le forze politiche una riflessione seria, lontana dai comunicati costruiti per attribuirsi meriti e scaricare sugli altri ogni responsabilità.
Abbiamo letto le dichiarazioni che in queste ore accompagnano la fine dell’Amministrazione.
Ma alcune ricostruzioni sembrano dimenticare che la politica non comincia il giorno in cui cade un’Amministrazione e non finisce il giorno in cui si insedia un commissario.
Ci sono tre anni di scelte, responsabilità, posizioni assunte, aperture, contrapposizioni e tentativi di dialogo che appartengono alla storia recente di Orta di Atella.
E quella storia non può essere riscritta oggi, a seconda della convenienza politica del momento.
Per questo Orta Viva preferisce non partecipare alla gara delle autocelebrazioni: preferiamo ricordare i fatti, assumerci le nostre responsabilità e guardare avanti.
LA PACE SOCIALE: UN IMPEGNO CHE ORTA VIVA NON HA MAI TRADITO
Orta Viva ha sostenuto il progetto della pace sociale perché nel 2023 quello era l’impegno politico assunto davanti agli elettori da tutte le forze che parteciparono a quel percorso.
Non era uno slogan elettorale da utilizzare fino al giorno del voto.
Era una precisa scelta politica: mettere fine alle contrapposizioni permanenti, ricostruire un rapporto di collaborazione e lavorare nell’interesse della città.
Nel corso della consiliatura, i consiglieri eletti nella lista hanno poi compiuto scelte politiche diverse.
È un fatto che non abbiamo mai nascosto e che non abbiamo mai avuto interesse a cancellare.
Ma una cosa deve essere altrettanto chiara: Orta Viva, come gruppo politico, non ha mai cambiato rotta rispetto all’impegno assunto nel 2023.
Anche quando non abbiamo avuto più consiglieri direttamente appartenenti al nostro gruppo e, quindi, non disponevamo di numeri decisionali all’interno del Consiglio comunale, non abbiamo fatto un passo indietro.
Abbiamo continuato a svolgere il nostro ruolo politico, collaborando e cercando di offrire un contributo tecnico, politico e di proposta all’attività amministrativa.
Un contributo che, evidentemente, non sempre è stato condiviso.
Ma anche questo fa parte della politica: nel Consiglio comunale contano i numeri, e noi quei numeri non li avevamo.
E OGGI POSSIAMO DIRLO CON CHIAREZZA: SONO STATI PROPRIO QUEI NUMERI, GLI STESSI NUMERI CHE PER ANNI HANNO DETERMINATO GLI EQUILIBRI DEL CONSIGLIO, A FINIRE PER TAGLIARSI LA TESTA DA SOLI.
Perché i numeri servono a governare, ma da soli non bastano a garantire la solidità, la durata e la qualità di un progetto politico.
La vera coerenza politica si misura soprattutto quando le cose diventano difficili.
Noi non siamo tornati indietro.
Non abbiamo sostituito la collaborazione con la contrapposizione.
Non abbiamo trasformato le differenze politiche in guerre personali.
Abbiamo continuato a difendere, con lealtà e responsabilità, quella parola data alla città nel 2023.
Ed è proprio per questo che oggi rivendichiamo la nostra posizione: non perché pretendiamo di avere sempre avuto ragione, ma perché non abbiamo mai avuto un cambio di rotta opportunistico.
La nostra linea è rimasta la stessa.
La pace sociale era un impegno politico nel 2023 e Orta Viva, come gruppo, quell’impegno lo ha mantenuto fino alla fine.
NON È IL MOMENTO DI FESTEGGIARE IL FALLIMENTO
Leggiamo parole come “collasso”, “agonia”, “baratro”, “fallimento”.
Comprendiamo la durezza dello scontro politico.
Ma Orta Viva non pensa che il commissariamento di un Comune sia una ragione per festeggiare.
Quando cade un’Amministrazione, perde una parte della città, non soltanto una parte politica.
Perdono tempo i cittadini.
Si rallentano i procedimenti.
Si apre una fase di transizione.
E soprattutto si interrompe la possibilità di affrontare immediatamente problemi che Orta continua ad avere davanti.
Per questo non ci interessa stabilire chi abbia scritto il comunicato più duro.
Ci interessa capire chi sarà capace di costruire qualcosa di serio dopo il commissariamento.
A CHI SI DICHIARA “COERENTE” CHIEDIAMO UNA COSA: LA COERENZA VALE SEMPRE
Abbiamo letto anche il richiamo alla “coerenza” e all’“onore delle armi”.
Il rispetto istituzionale è un valore che condividiamo pienamente.
Ma la coerenza politica non può essere utilizzata soltanto quando conviene.
Chi ha fatto opposizione rivendichi legittimamente le proprie scelte.
Chi ha sostenuto l’Amministrazione si assuma le proprie responsabilità.
Chi ha cambiato posizione lo spieghi ai cittadini.
Senza processi sommari, ma anche senza rimozioni.
Perché non si può sostenere una cosa per anni e poi, quando quella stagione finisce, riscrivere la propria posizione come se tutto ciò che è accaduto prima non fosse mai esistito.
Orta ha bisogno di una politica adulta.
Una politica capace di dire: abbiamo fatto bene alcune cose, abbiamo sbagliato altre, alcune scelte non hanno prodotto i risultati sperati e adesso dobbiamo cambiare.
Questo è molto più difficile di un comunicato contro qualcuno.
Ma è anche molto più utile alla città.
ORTA VIVA NON CERCA ALIBI
Noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità.
Abbiamo sostenuto un percorso politico perché credevamo fosse possibile portarlo avanti.
Abbiamo sostenuto il progetto della pace sociale perché era una parola data alla città e non abbiamo ritenuto che le difficoltà potessero trasformarla in una promessa da archiviare.
Abbiamo cercato il dialogo perché riteniamo che la politica non debba essere una guerra permanente.
Abbiamo cercato di dare il nostro contributo anche quando non avevamo più una rappresentanza consiliare direttamente riconducibile al gruppo e, quindi, non avevamo numeri per incidere sulle decisioni del Consiglio.
Abbiamo messo a disposizione idee, competenze e proposte.
A volte sono state ascoltate.
A volte no.
Ma non abbiamo mai smesso di fare politica.
E quando quella strada non è più riuscita a garantire le risposte che Orta meritava, oggi non abbiamo alcuna difficoltà a prendere atto della realtà.
Ma proprio perché non cerchiamo alibi, non accettiamo neanche che altri possano presentarsi come spettatori neutrali della storia amministrativa di questi anni.
Nessuno è estraneo alla politica di Orta di Atella.
Chi ha governato ha responsabilità.
Chi ha fatto opposizione ha responsabilità.
Chi ha sostenuto, criticato, mediato o assunto posizioni diverse ha responsabilità.
E questa responsabilità deve trasformarsi adesso in proposta.
ORA VIENE LA PARTE PIÙ DIFFICILE
Il commissario non risolverà i problemi strutturali di Orta.
Non lo farà un nuovo comunicato stampa.
Non lo farà una nuova coalizione costruita soltanto sulla somma di gruppi e ambizioni personali.
Servono competenze.
Serve una macchina amministrativa efficiente.
Servono programmazione e controllo.
Servono risposte su manutenzione, viabilità, scuola, urbanistica, servizi sociali, commercio, sport, ambiente e sicurezza.
E soprattutto serve una classe dirigente capace di mettere Orta davanti alle proprie ambizioni personali.
Questo è il vero banco di prova.
Perché oggi è facile dire che tutto è andato male.
Molto più difficile sarà spiegare ai cittadini come si intende fare meglio domani.
ORTA VIVA GUARDA AVANTI
Orta Viva non vuole partecipare alla gara per stabilire chi sia stato il più bravo a prevedere la crisi.
Vogliamo partecipare alla costruzione della soluzione.
Non ci interessano i tatticismi.
Non ci interessano le poltrone.
Non ci interessa una politica fatta di veti, personalismi e regolamenti di conti.
Ci interessa costruire un progetto politico serio, credibile e soprattutto ortese, capace di coinvolgere competenze, associazioni, professionisti, giovani, imprenditori, famiglie e cittadini.
Ma una nuova stagione non può nascere dalla cancellazione della memoria.
Deve nascere dalla verità.
E la verità è che Orta di Atella non ha bisogno di nuovi salvatori.
Ha bisogno di una classe dirigente che abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, di riconoscere gli errori e di lavorare insieme per non ripeterli.
A tutti diciamo quindi una cosa molto semplice:
meno autocelebrazioni, meno slogan, meno guerre politiche.
È finita una fase.
Adesso bisogna costruire quella successiva.
E noi, come sempre, faremo la nostra parte.
Per Orta.
Prima di tutto.
ORTA VIVA"

