Roccamonfina. Crisi della castanicoltura: l’opposizione incalza il sindaco Montefusco:”Serve responsabilità e rispetto per chi lavora duramente nei castagneti”

​ROCCAMONFINA – Dalla gestione delle difficoltà legate alla siccità fino alle prospettive del dossier UNESCO: la crisi della castanicoltura riaccende il dibattito politico a Roccamonfina. Il gruppo consiliare di opposizione “Alleanza per Roccamonfina”, guidato dalla capogruppo Letizia Tari, prende posizione dopo le recenti dichiarazioni del sindaco Carlo Montefusco e chiede un'inversione di rotta immediata a tutela dei produttori. Pur ribadendo il valore della Sagra della Castagna e il potenziale della candidatura a Patrimonio Immateriale, la minoranza sollecita risposte concrete: un ruolo attivo del Comune nell'accesso ai fondi europei, il pieno funzionamento del Distretto della Castagna, la tutela dell'IGP e la massima trasparenza programmatica sui costi e gli iter amministrativi.

​"Non siamo contrari alla promozione del territorio o alla valorizzazione della storica Sagra della Castagna che riteniamo un importante volano economico. Ma occorre generare benefici quotidiani per chi lavora duramente nei castagneti.
​Gran parte delle risorse e delle politiche agroambientali arrivano dai canali europei, nazionali e regionali. Secondo noi il Comune deve svolgere un ruolo di raccordo reale, informando i produttori, agevolando l'accesso ai bandi e creando una rete istituzionale efficiente.
​L'organismo deve tradursi in fatti concreti mettendo in rete produttori, istituzioni e mondo scientifico. Tra le priorità che indichiamo figurano ricerca, assistenza tecnica, prevenzione, gestione idrica, innovazione e valorizzazione commerciale.

Il riconoscimento europeo della Castagna di Roccamonfina IGP è un patrimonio fondamentale ma va affiancato da una strategia mirata su commercializzazione, tracciabilità e contrasto alla concorrenza sleale per garantire un maggiore ritorno economico ai coltivatori.

​L'amministrazione comunale ha avviato di recente l'iter istituzionale - tramite la delibera di Giunta n. 56 del 4 settembre 2026 - per candidare la Sagra della Castagna IGP e il Fungo Porcino di Roccamonfina alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.
​Noi, con la responsabilità e l'amore per il territorio che da sempre hanno caratterizzato il nostro modus operandi, non chiudiamo la porta a questa prospettiva, considerandola un'opportunità di crescita importante, ma chiediamo rigore e trasparenza. Ricordiamo infatti che l'iscrizione non si ottiene con semplici slogan, ma richiede investimenti mirati in studi, ricerche, documentazione, consulenze specialistiche e nella stesura di un piano di salvaguardia. A titolo di esempio, ricordiamo i costi sostenuti da altre realtà come i 13 mila euro a Stresa o i 36 mila euro a Milano per studi di fattibilità analoghi, evidenziando la necessità di affrontare il percorso con la massima serietà amministrativa".

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