A Cesa nascerà il museo dell’Asprino

Cesa     Nella terra delle Alberate Aversane, conosciuta all’esterno per essere la città dell’Asprino, nascerà un museo dedicato a questo prodotto.

A deciderlo è stata la giunta comunale del sindaco Enzo Guida che ha approvato una delibera di indirizzo in tal senso.

Il Museo nascerà con la collaborazione della Pro Loco che, da sempre, è impegnata su questi temi.

L’Amministrazione Comunale ha, da tempo, avviato una politica di recupero e promozione del vino Asprino, mediante la tutela delle Alberate Aversana o anche conosciute come Viti Maritate a Pioppo – ricorda il sindaco Guida - tale iniziativa è avvenuta in collaborazione con la Pro Loco Cesa. Negli anni vi sono state diverse manifestazioni tese al raggiungimento di questo obiettivo”.

Il metodo di coltivazione del vino Asprinio, denominato “Vendemmia Eroica” ha ottenuto anche il riconoscimento come PCI (Patrimonio Culturale Immateriale) della Campania, giusto per ricordare uno degli ultimi traguardi.

Eroica perché i coltivatori, con abilità e maestria, riescono ad arrampicarsi fino a 15 metri di altezza con l’ausilio del proprio “Scalillo”, ossia una scala stretta e lunga personalizzata. I pioli, infatti, sono posti ad una distanza tale da permettere al “Vilignatore” di incastrarvi il ginocchio e avere entrambe le mani libere per raccogliere l’uva. L’uva raccolta viene messa in una cesta, chiamata “Fescina”, a forma conica con estremità a punta in modo che quando arriva a terra, si conficca nel terreno e rimane stabile. La Vendemmia Eroica dell’Uva Asprinia si svolge tra i filari di Alberata Aversana: singolare ed affascinante sistema di allevamento. È un vitigno unico nel suo genere e consiste nel far arrampicare i tralci delle viti intorno ad alti pioppi (da qui il nome di Vite Maritata al Pioppo), che fungono da tutori, raggiungendo anche i 15 metri di altezza e formando vere e proprie barriere vegetali. Un altro elemento fondamentale del paesaggio naturalistico della Vite Maritata al Pioppo o Alberata Aversana è il “Ceppo della Vite” ossia il tronco radicato al terreno che raggiunge dimensioni fuori dal comune e che attesta l’anzianità della vite.

Da anni la Pro loco è impegnata, con il supporto dell’Amministrazione Comunale, in una opera di valorizzazione e promozione, con innumerevoli iniziative, partendo dalla Sagra del Vino Asprinio, degli anni scorsi, trasformatasi di recente in Asprinum Festival. In occasione di queste iniziative l’intera popolazione è coinvolta per la buona riuscita della manifestazione, le corti e le grotte si aprono per accogliere i partecipanti, le strade si affollano e l’intero paese è inebriato dai colori, dai suoni e dai profumi del protagonista indiscusso di queste terre ricche di storia e tradizioni: il vino Asprino.

Gli itinerari di visita permettono la scoperta sia del sottosuolo che della Vite Maritata al Pioppo, vero monumento di archeologia vegetale e ricchezza naturale del patrimonio dell’agro atellano-aversano, tenuto in vita dal sacrificio, dalla dedizione e dalla sapienza dei contadini laboriosi.

Un grande obiettivo, grazie al lavoro in collaborazione con il Comune di Cesa, è stato raggiunto, il 9 maggio del 2016 quando il Consiglio Regionale della Regione Campania ha approvato all’unanimità la legge “Conservazione e valorizzazione delle Alberate aversane e delle viti maritate a pioppo”, che vincola i terreni ove insistono le Alberate Aversane.

E’ stata di recente avviata la procedura affinchè le Alberate siano riconosciute come Patrimonio Mondiale Unesco.

E’ volontà dell’Amministrazione Comunale di dar vita ad una struttura museale per valorizzare l’identità culturale, la storia e l’economia locale in uno scenario di coordinamento con altre realtà culturali e di ricerca regionali, nazionali e internazionali, pubbliche e private. In questo modo si potrà dare sostegno, al sistema economico locale, concorrendo alla valorizzazione dell’agricoltura, anche con l’organizzazione di attività didattiche e formative”.

La Pro Loco Cesa sarà partner dell’ente locale per la realizzazione dell’indicato museo, per l’allestimento e la successiva gestione.

 

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