Cesa. Elezioni comunali. L’Azione Cattolica scrive a Ferrante e Guida “La politica sia fatta di partecipazione e confronto”

Cesa     Riceviamo e pubblichiamo la lettera consegnata dall'Azione Cattolica della Parrocchia di San Cesario ai candidati sindaci, Ernesto Ferrante ed Enzo Guida.

"La nostra associazione, formata da laici cattolici impegnati, desidera far giungere a tutti i candidati i propri auguri per la tornata elettorale che ci apprestiamo a vivere. Storicamente impegnati per la crescita culturale e spirituale del paese- si legge nella nota dell'associazione presieduta dall'ingegner Antonio Sagliocco- in un contesto non semplice, abbiamo cercato con la nostra azione viva e attiva di fornire il nostro contributo in collaborazione con tutte le amministrazioni che si sono succedute nel tempo e auspichiamo di continuare a farlo ancora a lungo. È con questo spirito che, insieme ai nostri auguri per la campagna elettorale in corso e per l’impegno che vi attende, abbiamo deciso di porre le nostre riflessioni nelle mani di tutti voi che vi candidate ad amministrare in rappresentanza del popolo. La nostra speranza è che possano essere accolte per quanto possibile e che possano essere utili a stimolare il dibattito politico e le azioni amministrative del prossimo futuro. Il nostro auspicio rimarca il desiderio di Papa Francesco che, nel suo discorso del 30 Aprile 2017 rivolto alla nostra Associazione nazionale in occasione del suo 150° anniversario, esortava ad una “Politica con la maiuscola”, fatta di partecipazione e confronto culturale. La stessa politica che un grande Papa, Paolo VI, ha definito “la più alta forma di Carità”. I programmi del prossimo futuro speriamo possano, passando attraverso una proficua ricerca della propria identità: nelle tradizioni possiamo di certo trovare le origini, ma la formazione dell’identità attuale è altrettanto fondamentale per trovare in essa gli spazi di collaborazione tra professionalità e inclinazioni dei cittadini, che troppo spesso vengono valorizzate fuori dai confini del paese ma restano totalmente inespresse all’interno della nostra comunità. Saremmo felici che venga promosso un modello di comunità che non assecondi la tendenza del mondo contemporaneo che spinge le parti di una comunità anche piccole come la nostra a vivere in compartimenti stagni; crediamo che lo scambio di esperienze tra realtà culturali e generazionali anche molto differenti sia una ricchezza che Cesa non può permettersi di perdere. C’è un grande bisogno di spazio fisico ed emotivo da condividere affinché si possano portare avanti progetti in cui le persone si riscoprano e si riconoscano in modo da accrescere il senso di appartenenza che troppo spesso rischia di essere messo da parte. La nostra esperienza, fatta di contatto diretto tra centinaia di ragazzi, giovani e adulti, che negli anni hanno deciso di aderire all’Azione Cattolica per periodi della loro vita più o meno lunghi, permette di osservare con ammirazione donne e uomini che sono riusciti a trovare ispirazione e forza tra le strade e le piazze di Cesa per divenire menti brillanti, ottimi lavoratori, ricercati artisti o, in generale, stimati professionisti, ma soprattutto permette di osservare dal suo interno l’evoluzione di un intero paese in continua ricerca di identità e futuro. Con vivo piacere, inoltre, salutiamo la presenza in entrambi gli schieramenti di candidati che in passato sono stati soci dell’Azione Cattolica di Cesa e che lo sottolineano con orgoglio; è segno di un’azione associativa mai stanca di dedicarsi alla formazione integrale di coscienze mature che scelgono liberamente di collocarsi ed esprimere il proprio impegno. A tutti ed a loro in particolare ricordiamo le parole di San Paolo “gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rm.12,10). Le persone di questo paese compongono l’umanità che toccherete con la vostra azione amministrativa: c’è un grande bisogno di poter esprimere i talenti letterari, musicali, artistici, sportivi all’interno della nostra comunità. La promozione di cultura, arte e conoscenze può creare spazi di aggregazione e condivisione, promuovendo allo stesso tempo luoghi sani di incontro di cui abbiamo tanto bisogno. Spazi e luoghi che non sono solo fisici ma sono formati anche da tutte le iniziative in cui le idee dei ragazzi possono incontrare l’energia edificante dei giovani ed essere sostenute dagli adulti, in un continuo interscambio generazionale che arricchisce tutti e permette il progresso dell’intera comunità. Sia costante l’attenzione ai residui spazi verdi: attraverso la loro cura possiamo esprimere e sperimentare la particolare attenzione che noi uomini e donne del nostro tempo dobbiamo avere verso l’intero creato che Dio ci ha donato. Riprendendo le parole del nostro vescovo Angelo Spinillo nel messaggio che il 1° settembre apre il mese del Creato: “La risposta umana al dono è stata segnata dal peccato, dalla chiusura nella propria autonomia, dalla cupidigia di possedere e di sfruttare. […] Così si è messo in pericolo lo stesso ambiente, cosa buona agli occhi di Dio divenuta cosa sfruttabile nelle mani dell’uomo”. Occorre uno slancio che porti alla collaborazione con le comunità vicine in un’ottica globale per tracciare quelle strade che possono permetterci di vedere il nostro territorio non più come realtà martoriata ma come fonte di opportunità. Oltre che per noi stessi, lo dobbiamo come ringraziamento a chi ci ha preceduto, come responsabilità verso chi ci seguirà e per senso di giustizia verso i nostri tanti cari che ci hanno lasciato, affetti da neoplasie e leucemie connesse allo stato di contaminazione del nostro territorio. Auspichiamo uno sviluppo del senso di accoglienza verso ogni persona: il particolare periodo che stiamo vivendo ha fatto nascere nuove indigenze che restano troppo spesso nascoste in un silenzioso substrato ricoperto dal rumore di clamori e annunci roboanti. Famiglie, immigrati, anziani, persone con disabilità e tutti coloro che sperimentano solitudine fisica ed esistenziale devono poter accedere ad un contatto umano e vanno coinvolti nel processo di crescita di una comunità che deve assumere un carattere inclusivo, altrimenti sarà impossibile individuare e perseguire il “Bene Comune” tanto auspicato. Senza l’ascolto reciproco, senza uno sviluppo della prossimità, prendendosi cura gli uni degli altri, si rischia di rimanere incastrati nell’assistenzialismo senza uno sviluppo vero e concreto. Non diamo spazio a chiusure e intolleranze, facciamo in modo che nella nostra comunità ci sia presenza e comprensione. L’Azione Cattolica farà come sempre la propria parte stando vicino a chi amministra: lo faremo con pieno spirito di collaborazione, non smetteremo mai di essere propositivi e critici, sempre interessati al bene comune. Lo faremo per rispondere alla nostra responsabilità di donne e uomini che credono in Dio e s’impegnano a rendere presente nel mondo il suo Regno, che non riguarda solo l’aldilà ma anche la quotidiana vita nelle nostre comunità. Vi salutiamo e vi auguriamo un buon lavoro con le parole di Giorgio La Pira, eletto sindaco di Firenze nel 1951, che si è formato spiritualmente nell’Azione Cattolica Italiana e di cui si attende la beatificazione: “La politica è l’attività religiosa più alta dopo quella dell’unione con Dio, perché è la guida dei popoli. È una responsabilità immensa, un severissimo servizio che si assume”.

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