L’esordio della classicista Daniela Borrelli nella poesia con la silloge:”Kairós. Da un angolo del Tempo”
(di Marianastasia Lettieri)
NAPOLI. "Kairós. Da un angolo del Tempo" è la prima silloge poetica composta dalla professoressa Daniela Borrelli. L'opera pubblicata dalla casa editrice "Iride" nel 2023 reca la prefazione di Elena Porciani.
Simbolica rappresentazione in copertina: una clessidra inclinata, con granelli di sabbia che scendono, metafora del tempo che scorre. Scelta non casuale per una docente di lettere classiche che è consapevole che gli antichi greci avevano quattro termini per indicare il Tempo con le sue sfumature: Krónos (tempo sequenziale), Kairós (momento opportuno), Aión (tempo eterno) e Eniautós (anno preciso e definito). La docente, però, sceglie di mettere in versi la sua esperienza dalla prospettiva del tempo cairologico, non misurato in ore, minuti e secondi ma con gli strumenti del 'come' e in base alla qualità della vita vissuta.
Di seguito qualche domanda alla poetessa:
Come mai ha scelto il "kairos" per la sua prima silloge poetica e che significato ha questa sfumatura di tempo secondo lei?
Il kairos è il momento opportuno non tanto per scrivere un libro, ma segna il momento opportuno per pubblicarlo.L'idea è che esista un tempo opportuno per fare ciascuna cosa.
L'opera è divisa in tre sezioni: Maternità, Esili, Epitafi, in cui la poetessa ripercorre momenti di vita vissuta, memorie e sentimenti per condividerli con la sua platea di lettori e ascoltatori.
Da dove nasce il progetto di dividere le liriche in questi tre momenti?
Oggi c'è una grande trascuratezza per questi aspetti della vita, al di là delle solite convenzioni che circolano sui temi fondamentali di essa. Parto dall'ultimo momento, dalla morte che fa parte della vita stessa e serve a ricordare anche coloro che non ci sono più. Epitafi possono esserlo anche in senso solo concettuale, e non per forza inerenti a una morte fisica. Essi possono anche solo indicare una separazione.
Gli esili, poi, riguardano ciascuno di noi che, in determinati momenti della nostra vita, volontariamente o involontariamente, ci sentiamo esiliati. Infine, la maternità come la paternità sono elementi fondanti della vita delle donne e degli uomini. Da intendersi anche la "maternità intellettuale", dell'anima, non solo concreta e reale. Ma anche questo è un tema molto banalizzato nel nostro mondo contemporaneo. Invece dovrebbe essere sfrondato per comprendere anche quanti siano i limiti di una visione pubblicitaria dei media e andare alla profondità di quel che significa essere madri. Si è padri e madri con l'anima prima che con la generazione vera e propria.
L'autrice, ispirata anche dai suoi studi di metrica, in questa prima esperienza diretta con i versi, va alla ricerca del metro "perfetto" che possa anche scandire il tempo della poesia.
Spesso quest'ultima irrompe nei momenti di sconforto per ridonare ritmo e vigore ai versi della vita dopo fasi di discordanza interiore.

