Napoli. Alla presenza del Presidente Sergio Mattarella si inaugura l’A.A. 2023/24 della Federico II, in occasione degli 800 anni. 

(di Marianastasia Lettieri)

NAPOLI.  Nella mattinata di ieri, nell’Aula Magna Storica presso la sede di corso Umberto, è stato inaugurato l’ottocentesimo anno dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Prima dell’inizio della cerimonia ufficiale il giornalista Franco di Mare insieme alla studentessa di F2RadioLab,vincitrice del Festival delle Radio Universitarie 2023, Olimpia Matteucci ha raccontato 800 anni di storia dell’ateneo laico più antico del Mondo.

Il primo saluto tra il Magnifico Rettore e il Presidente Mattarella è avvenuto nell’atrio , dove, sulle note dell’inno della Federico II, suonato dalla Nuova Orchestra Scarlatti, il Rettore Matteo Lorito ha svelato l’opera in acciaio inox realizzata da Asad Ventrella “Lictera Temporales” che reca incise le parole della “Generalis Lictera”- l’atto fondativo dell’istituzione Federico II.

Dopodiché il Presidente si è recato al piano superiore dove è stato accolto dall’inno nazionale intonato dal Maestro Andrea Bocelli e dall’Inno alla Gioia suonato dalla Nuova Orchestra Scarlatti.

Presenti alla cerimonia la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e il Ministro Giuli, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il Prefetto di Napoli Claudio Palomba, e altri sessantacinque rettori delle università italiane.

Ha tenuto il discorso di apertura il Rettore Lorito. Poi è intervenuta la Ministra Bernini, il Rappresentante del Consiglio degli Studenti Giuseppe Marzucco, e la studentessa Fatima Mahdiyar, in rappresentanza della comunità studentesca internazionale. Come  personale tecnico-amministrativo dell’ateneo  ha portato la sua testimonianza la dottoressa Serpico; mentre le  prolusioni sono state affidate al professore Andrea Mazzucchi, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici.

Dopo aver rivolto un saluto ai presenti il Presidente ha tenuto il suo discorso:

《Gli studenti,  come ha ricordato nelle prolusioni il professor Mazzucchi, sono la ricchezza prima e fondante di questa, come di ogni Università》.

Poi, il Presidente, a proposito degli alloggi per fuori sede, dopo aver ringraziato la Ministra Bernini per aver posto attenzione alla questione, ha ricordato anche come Federico II metteva a disposizione alloggi a prezzi calmierati per gli studenti. 《Su questo tema c’è molto da apprendere dal passato!》dice il Presidente.

 Nomi illustri di docenti e studenti hanno vissuto in questo Ateneo in questi secoli.  Una storia lunga 800 anni rappresenta un parametro di riflessione temporale che supera le abitudini,  i criteri comuni con cui ci si rapporta ai problemi presenti,  a volte con qualche angustia di visione. Costringe a riflettere su  alcune cose con una visione più ampia. Tra queste è importante ricordare che, agli inizi del Secondo Millennio, i primi “Studia”, le prime Università: da Napoli a Bologna,  da Padova a Parigi hanno costruito l’ispirazione d’Europa.  Hanno definito quel sistema di cultura,  di principi culturali di valori  che sono alla base della coscienza europea.

L’Europa, come ricorda Federico Chabod non è uno spazio geografico soltanto, è cultura comune, valori, consapevolezza  di scambi di consonanza ideale, di principi di libertà di diritto,  di rispetto di ogni singola persona. Tutto ciò ha fatto sì che quella promessa di pace reciproca  si stipulasse tra i popoli dopo la Seconda Guerra Mondiale. In questa stagione in cui le guerre riprendono a insanguinare l’Europa orientale, il Mediterraneo e altre zone del Mondo è particolarmente importante ricordare questi valori, soprattutto nelle Università che  sono alla base di quel sistema di valori che ha condotto all’integrazione europea e alla diffusione del messaggio di pace nel mondo.

Il dialogo di ricerca oltre-frontiera è un evento indispensabile senza il quale non procede il messaggio di pace. Tra Cultura e libertà deve crearsi un rapporto inscindibile, in modo tale che la volontà di cultura possa superare ogni difficoltà.

Infine il Presidente ha ricordato, con le parole di Benedetto Croce, che la paura non è forza, ma debolezza, non costruisce, ma distrugge!

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