Sanremo. Il poeta Alessandro Russo porta la sua antologia “Finché il sangue non ci separi” a Casa Sanremo Writers.
(di Marianastasia Lettieri)
SANREMO. Ospite della 74esima edizione del Festival della canzone italiana presso Casa Sanremo Writers il poeta Alessandro Russo, originario di Castellammare di Stabia.
Il poeta ha presentato la sua antologia “Finché il sangue non ci separi (Leonida Edizioni, 2022), già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Alessandro Russo, già vincitore del premio A. Rosmini per la sezione poesia, è stato candidato al Premio Strega Poesia 2023.
Di seguito l’intervista al poeta
Sanremo è si il tempio della canzone italiana, ma Casa Sanremo accoglie anche altre forme di espressione e lei è la testimonianza che la canzone è anche espressione poetica. Di cosa si è fatto portavoce nella sezione di Casa Sanremo dedicata agli scrittori?
《Quando si pensa a Sanremo, ovviamente la prima cosa che viene in mente è la canzone della nostra recente (novecentesca) tradizione canora. Non bisogna, però, dimenticare che la canzone rappresenta una delle prime forme metriche della poesia in volgare, considerata da Dante la più “alta” e di cui poi Petrarca diviene il modello di riferimento. Quindi all’origine c’è una “casa comune”, e a mio modo di vedere, proprio seguendo quella direzione, “Casa Sanremo Writers” è il risultato di una grande intuizione degli organizzatori del festival》
Qual è stato l’iter per arrivare fino alla città dei fiori?
《In realtà non conosco tutti i dettagli tecnico-organizzativi dell’iter che mi ha portato a Sanremo perché di essi si è occupata la mia agente letteraria Marylin Santaniello, (che ringrazio), lo posso solo desumere che questa possibilità mi sia stata data sia per l’apprezzamento del mio libro da parte degli organizzatori, sia per le indubbie capacità professionali della Santaniello》.
Stando a Sanremo, se dovesse far mettere in musica i suoi versi su quale base farebbe compiere l’operazione musicale?
《Senza il minimo dubbio dico Ludovico Einaudi, tanto è vero che il più delle volte, mentre scrivo ascolto musica classica, e spesso utilizzo come “base”, proprio i brani di Einaudi》.
Se dovesse esprimere la sua esperienza con dei versi, quali sarebbero?
《Non è una poesia, ma voglio chiudere con questa frase di Goethe, scherzandoci un po’ su, e sperando che sia di auspicio per un ritorno a Sanremo col mio prossimo libro (dovrebbe essere pronto per l’anno prossimo): «Tutte le cose si potrebbero fare meglio se si potessero fare due volte》.

