Sant’Arpino. Fede, Musica e Tradizione per i Fujenti che lunedì invaderanno piazza Macrì per l’edizione 2026 della Festa dedicata alla Madonna dell’Arco, quest’anno dedicata alla memoria di Giuseppe Ottuso

(di Idio Urciuoli)

SANT'ARPINO. Il Comune atellano si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della comunità con il VII Concorso “Festa 2026”, promosso dall’A.M.D.A Sant’Arpino con il patrocinio del Comune. Un evento che rinnova la profonda devozione popolare legata alla storica Manifestazione dei fujenti, simbolo di fede e appartenenza che da oltre cinque secoli attraversa il territorio.

La manifestazione sarà dedicata alla memoria di Giuseppe Ottuso e vedrà la partecipazione dei devoti della Madonna dell’Arco, che anche quest’anno rinnoveranno il loro cammino di fede. Nel corso della giornata del lunedì in Albis, giungeranno in piazza oltre dieci “chiette”, tra cui quella di via San Giacomo, accompagnate da vessilli raffiguranti la Madonna dell’Arco, quadri sacri e i caratteristici “toselli”.

Come da tradizione, i gruppi animeranno la piazza coinvolgendo il pubblico con poesie, canti e movimenti coreografici, portando in spalla i pesanti quadri e le grandi bandiere a ritmo della musica eseguita dalle bande, presenza imprescindibile secondo regolamento per partecipare alla manifestazione.

Il programma dell’edizione 2026 prenderà il via lunedì 6 aprile, dopo la Santa Messa, con attività dalle ore 9:00 alle 13:00, per poi riprendere dalle 15:00 fino alle 21:30. La manifestazione proseguirà domenica 12 aprile, dalle 15:00 alle 18:30, con pausa per la funzione religiosa e successiva ripresa dalle 19:30 alle 21:30, quando tutte le “chiette” torneranno in piazza per presentare nuovamente quadri e toselli e ricevere il premio di partecipazione e gli eventuali riconoscimenti.

L’evento rappresenta non solo un momento di fede, ma anche un’occasione di forte aggregazione sociale e culturale.

Gli organizzatori rivolgono un caloroso invito a tutta la cittadinanza: l’intero popolo di Sant’Arpino è chiamato a partecipare, per vivere insieme una tradizione che continua a emozionare e unire generazioni.

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