Napoli. Al teatro Mercadante Massimo Recalcati ospite per il ciclo d’incontri “Federico II incontra”. Presente all’incontro anche il giornalista Franco Di Mare-L’intervista.
(di Marianastasia Lettieri)
NAPOLI. Ieri presso il teatro Mercadante ha avuto luogo il terzo appuntamento per il ciclo di eventi “Federico II incontra”.
L’appuntamento rientra nel palinsesto del programma F2 Cultura per celebrare gli 800 anni della Federico II.
All’incontro oltre agli studenti federiciani afferenti alle aree di studio psichico-sociali, sono intervenuti anche gli studenti dell’ITI Ferraris, Scampia.
Lo psicanalista e saggista italiano Massimo Recalcati si è concentrato, nel suo incontro, sulla “Generazione Telemaco”, iniziando la Lectio cosi:
《Otto secoli fa nasceva l’Università Federico II, abbiamo un “tempo dell’origine”. Nell’istituzione dei rapporti c’è sempre “un tempo dell’origine”. Ad esempio il “tempo dell’origine” che riguarda la nascita di un partito, di un matrimonio, di un figlio. Poi, accadde in un matrimonio, così come può accadere in un’istituzione il rischio che noi, allontanandoci dal tempo dell’origine, degradiamo e perdiamo la spinta generativa dell’inizio. Ci allontaniamo dall’entusiasmo dell’inizio. Può accadere anche ai professori che, nel corso della loro vita professionale, rischiano di perdere la vocazione originaria. Come dovrebbe essere in ogni cerimonia, dovremmo sempre celebrare un nuovo inizio. Cioè l’inizio non è uno, ma si continua a iniziare. Lo dice bene Hannah Arendt quando spiega che gli esseri umani non sono fatti per morire, ma sono fatti per nascere innumerevoli volte. Questo rientra nel grande tema delle eredità che vorrei toccare oggi. Cosa significa eredità? Conservare l’origine o continuare a iniziare, cioè riconquistare ciò che è stato?》
A proposito di “origini” non poteva mancare il giornalista Franco di Mare che ha raccontato la storia degli 800 anni dell’Ateneo prima dell’inizio della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico e delle celebrazioni degli 800 anni della Federico II, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Di seguito l’intervista:
Quali emozioni le suscita la partecipazione a questo evento?
《Intanto il colpo d’occhio di questo straordinario teatro, dove ha calcato le scene Eduardo De Filippo è straordinario, anche perché è pieno di giovani. Il fatto che sia pieno di giovani ci dice una cosa straordinaria, cioè ci troviamo a Napoli che è la sede che ospita la più antica Università pubblica del Mondo, tra l’altro l’Università diffusa nel territorio napoletano e non soltanto nel territorio napoletano, ma anche in altri luoghi della meravigliosa Regione Campania. Ma questa Università non ha solo il primato dell’austerità che viene dalla sua età, ma è anche la più giovane Università del Mondo, nel senso che è pronta a recepire il nuovo, ha l’entusiasmo dei vent’anni ed è capace di guardare al futuro, come se il futuro fosse dietro l’angolo e come se il passato fosse il trampolino da cui lanciarsi con entusiasmo nel futuro. Lo dico senza retorica, perché questa riunione oggi è una riunione priva di retorica e ricca soltanto di voglia di sapere e di curiosità dell’apprendimento. È la chiave per affrontare il futuro al meglio》.

