Sant’Arpino. Visita al romitorio di San Canione del direttore del Museo Archeologico Atellano e del professore Carlo Ebanista
SANT'ARPINO. Su invito della Pro Loco di Sant’Arpino, nella mattinata di ieri hanno fatto visita all’antico Romitorio di San Canione il direttore del Museo Archeologico dell’Agro Atellano, dott. Mario Cesarano, e il prof. Carlo Ebanista, docente di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università degli Studi del Molise.
Ad accogliere gli illustri studiosi è stato il parroco della Chiesa di San Canione, don Mario Puca, che ha generosamente aperto le porte dell’antico edificio paleocristiano, consentendo l’accesso al martyrion, preziosa testimonianza dell’archeologia cristiana atellana e luogo di straordinaria suggestione storica e spirituale.
La visita, voluta e programmata dalla Pro Loco nell’ottica di una sempre più incisiva valorizzazione del territorio, ha perseguito un duplice obiettivo. In primo luogo, si sono gettate le basi per l’avvio di una ricerca approfondita — in sinergia con il Museo Archeologico dell’Agro Atellano — sul rapporto topografico fra il martyrion di San Canione e il sito dell’antica città pagana di Atella, al fine di meglio comprendere le dinamiche insediative e culturali che segnarono il passaggio dall’età classica alla stagione paleocristiana.
Parallelamente, il confronto con il professor Ebanista — tra i massimi esperti delle basiliche paleocristiane di Cimitile — ha consentito di avviare nuove ipotesi di studio circa il rapporto tra il Canione atellano e il santo Calione venerato presso le celebri basiliche paleocristiane di Cimitile, aprendo prospettive di indagine di grande interesse storico e agiografico, alla luce anche del volume San Canio(ne) polline di Dio, edito dalla Pro Loco e scritto da Giuseppe Dell’Aversana, presentato nel luglio dello scorso anno nella piazzetta antistante il romitorio, quale contributo alla riscoperta della memoria identitaria locale.
Nel corso dell’approfondita ricognizione, sono stati raccolti e documentati indizi storici e archeologici utili al prosieguo delle ricerche, in un clima di proficuo dialogo scientifico. Successivamente, accompagnati dai dirigenti della Pro Loco, i due studiosi hanno fatto tappa nel centro storico di Sant’Arpino, visitando la chiesa di Sant’Elpidio e il Palazzo Ducale “Sanchez de Luna”, ulteriori testimonianze del ricco patrimonio culturale cittadino.
«Una mattinata di grande interesse — ha dichiarato il presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella — che può certamente generare ulteriori momenti di alto valore culturale, storico e scientifico. Ringraziamo don Mario Puca per la sua preziosa disponibilità e i nostri illustri ospiti per l’attenzione dedicata al nostro paese, con l’auspicio che da questo incontro possano nascere sviluppi significativi per la valorizzazione del territorio atellano».
A conclusione della visita, ai due illustri ospiti sono state donate pubblicazioni di storia locale e un casatiello della tradizione culinaria atellana, storicamente legato all’antica festa di Santu Calione che si celebrava, secoli or sono, negli spazi antistanti il romitorio e dalla quale trae origine la rinomata sagra che da oltre trent’anni anima la comunità di Sant’Arpino, rinsaldando il legame tra memoria storica, identità religiosa e tradizione popolare.

