Sant’Arpino. Elpidio Del Prete “Con 30 milioni di debiti i cittadini meritano fatti non battute”

Sant'Arpino. Si accende sempre di più la polemica sull'esposizione debitore dell'ente civico.

E'ancora Elpidio Del Prete ad intervenire rimarcando come i cittadini " meritano fatti, non battute. “Io in questi giorni ho avuto modo di leggere alcune delibere dell’OSL e ne vedremo delle belle” Così il consigliere Di Serio, capogruppo di maggioranza, in Consiglio comunale di Sant’Arpino mercoledì scorso 26 maggio, in diretta streaming".
"Tra la confusione generale- prosegue l'ex vicesindaco- si sente anche l’acclamazione del sindaco.

Evidentemente Sindaco i membri della maggioranza non sono sereni, si tratta di 30 milioni di massa debitoria, quindi di soldi pubblici, e il modo di parlarne è da bar, non da aula consiliare.

Ricordiamo: che quando si siede in Consiglio non si è fuori al bar. Si è nella res publica, la cosa pubblica, il massimo consesso democratico della città. Se si accenna a fatti, a delibere, a “cose che verranno fuori”, si ha il dovere di dire di cosa si parla.
I cittadini hanno diritto di sapere, perché sono loro a pagare.

E qui arriva il punto che il sindaco non chiarisce, ma va dicendo in giro che quello che si scrive sono balle!
Bene, rispondiamo con la legge, non con le chiacchiere da bar.

I fatti e la legge sull’OSL sono :
1- Il dissesto finanziario di Sant’Arpino è stato dichiarato il 27/05/2019.
2-L’Organismo Straordinario di Liquidazione - OSL si è insediato il 30/07/2019 e opera con poteri derogatori per liquidare i debiti pregressi.

La normativa è chiarissima e non lascia spazio a interpretazioni:

1- Art. 256, comma 1 TUEL - http://D.Lgs 267/2000: l’OSL dura in carica 5 anni dalla data di insediamento.
Scadenza naturale: 30/07/2024.

2- Art. 256, comma 8 TUEL: il Ministro dell’Interno può prorogare l’OSL per max 2 anni, ma solo su richiesta motivata del Comune approvata con delibera di Consiglio comunale e concessa con decreto ministeriale.

3- Art. 254, comma 3 TUEL: scaduto il termine, l’OSL deve chiudere le operazioni e rimettere gli atti al Comune.
I debiti residui non liquidati tornano in carico all’ente.

Cosa significa in pratica ?
E perché la tesi “andiamo avanti lo stesso” non sta in piedi, non regge ?

Vanno dicendo in giro: “Anche se non abbiamo chiesto la proroga, l’OSL può andare avanti senza proroga ed è tutto regolare”.

È falso. La legge dice l’esatto contrario.

Caso A - La proroga NON è stata chiesta ?
Se non è stata presentata richiesta motivata al Ministero, la scadenza resta 30/07/2024.
Dal 31/07/2024 l’OSL non ha più poteri. L’art. 254 comma 3 impone: “rassegna le dimissioni e rimette gli atti al Comune”.
Ogni atto di liquidazione, pagamento, transazione fatto dopo quella data è viziato per incompetenza assoluta.
È impugnabile al TAR e annullabile.
I debiti residui sono già tornati in carico al Comune dal 31/07/2024. Continuare a gestirli come OSL significa esercitare funzioni pubbliche senza titolo, art. 347 c.p.

Caso B - La proroga è stata chiesta e concessa ?
Allora l’OSL può arrivare massimo al 30/07/2026. Oltre quella data ogni atto è illegittimo.
Il limite massimo di 7 anni è assoluto. Non esiste una terza proroga, non esiste il “continuare tacitamente”.

Non esiste il caso C “non chiedo la proroga e resto lo stesso”.
La norma non lo prevede.
La proroga non è automatica, non è tacita, non è discrezionale dell’OSL. Serve delibera di Consiglio + decreto del Ministero. Senza, il 30/07/2024 finisce tutto.

La domanda che il sindaco evita

Il sindaco va dicendo in giro che quello che scrive la minoranza e SANT’ARPINO “Rubrica Aperta” sono “stronzate”.
Perfetto. Allora ci dica una cosa semplice che i cittadini hanno diritto di sapere:

È stata chiesta la proroga dell’OSL al Ministero dell’Interno?
Se sì, mostri la delibera di Consiglio e il decreto ministeriale con data e protocollo.
Se no, spieghi perché non l’ha chiesta e perché da 2 anni l’OSL opera senza titolo.

Perché se la proroga non è stata richiesta, non stiamo parlando di “stronzate”.
Stiamo parlando di un errore amministrativo grave, con conseguenze concrete sui soldi di tutti.

Cosa rischia il Comune e chi amministra:
Mettiamola in modo che si capisca anche senza essere avvocati.

Se la proroga non è stata chiesta e l’OSL ha continuato oltre il 30/07/2024
Dal giorno dopo la scadenza, l’OSL non aveva più poteri. Tutti gli atti di liquidazione fatti dopo quella data sono a rischio annullamento. I creditori possono impugnare e chiedere al Comune di pagare tutto, con interessi e spese legali. Risultato: i 30 milioni diventano ancora più pesanti per le casse comunali.

Se la proroga è stata chiesta ma l’OSL va oltre il 30/07/2026
Anche qui siamo fuori legge. La proroga massima è di 2 anni. Oltre i 7 anni totali l’OSL non può più operare. Ogni atto fatto dopo è illegittimo e impugnabile.

Chi paga per questi errori?
La legge dice che chi amministra risponde personalmente se con la sua negligenza causa un danno al Comune.
Danno erariale: se per ritardi o mancata proroga il Comune deve pagare interessi, spese legali, contenziosi persi, la Corte dei Conti può condannare sindaco, assessori e dirigenti a risarcire di tasca propria.
Responsabilità amministrativa: art. 107 e 109 del TUEL dicono che chi gestisce il denaro pubblico deve farlo con diligenza. Il dissesto non è un salvacondotto.
Responsabilità penale: esercizio abusivo della funzione pubblica, art. 347 c.p., per chi continua a firmare atti senza avere più poteri.
Responsabilità politica: i cittadini votano e giudicano. Tenere nascosto per anni lo stato della proroga è una mancanza di trasparenza inaccettabile.

In parole povere: se non hai chiesto la proroga, hai fatto un buco nell’acqua. E il buco lo pagano i cittadini. Se lo hai fatto e non lo dici, peggio ancora.

La posizione di Rubrica Aperta
Il capogruppo di maggioranza si diverte a dire “ne vedremo delle belle”.
Il sindaco dice che chi solleva il problema dice “stronzate”.

Noi diciamo una cosa sola: mostrate i documenti.

Se la proroga c’è, pubblicatela. Se non c’è, spiegate perché non l’avete chiesta e come intendete gestire i debiti residui che dal 31/07/2024 sono tornati al Comune.

Chi amministra 30 milioni di debiti non può permettersi di sbagliare una scadenza così elementare. E se l’errore è stato commesso, l’atto minimo di responsabilità è ammutolirsi sulle battute e prendere atto.
Non scaricare la colpa su chi fa domande.

I cittadini non sono spettatori. Pagano. E hanno il diritto di sapere".

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