Calcio. Dura la replica dei tifosi alla società Città di Sant’Arpino. “Troppe le promesse non mantenute. Il presidente dimentica quando abbiamo raccolto escrementi in giro per il campo sportivo”

SANT'ARPINO. Hanno replicato con un manifesto affisso in giro per il paese ad alcune dichiarazioni della società "Città di Sant'Arpino", i tifosi della squadra locale.

"Con la conclusione della stagione sportiva, noi della tifoseria organizzata del Città di Sant’Arpino sentiamo il dovere di intervenire per ristabilire un punto fondamentale: il calcio, senza la sua gente, perde significato.

Durante questo lungo e impegnativo campionato, c’è chi ha indossato una maglia in campo e chi, sugli spalti e in trasferta, ha portato avanti, con la libertà che contraddistingue i gruppi del tifo in qualsiasi punto del globo, gli stessi valori con sacrifici quotidiani. Quella stessa libertà che dovrebbe contraddistinguere ogni parte del mondo del calcio. I nostri non sono stati semplici gesti di supporto, ma scelte di vita: chilometri macinati, spese sostenute senza risparmio, domeniche sottratte agli affetti più cari, famiglie e compagne lasciate sole per seguire un ideale. Sacrifici economici e sociali che non hanno prezzo e che meritano rispetto, non riconoscimenti formali.

Se è giusto sottolineare il percorso sportivo della squadra, è altrettanto doveroso evidenziare ciò che oggi pesa davvero: le numerose promesse non mantenute. Promesse rivolte ai calciatori, che hanno dato tutto sul campo senza avere il giusto riconoscimento, con particolare riferimento a una serie di scadenze appuntate davanti a tutti e mai mantenute.

Inoltre non possiamo non evidenziare le promesse fatte ai tifosi, in particolare per ciò che riguarda la questione del campo sportivo, rimasta irrisolta e ormai simbolo di una distanza evidente tra parole e fatti. Ci viene detto che il confronto è sempre accettato. Ma la realtà è che, ad oggi, non esiste alcun margine per un confronto autentico. Non può esserci dialogo tra chi ha dimostrato con i fatti, per un’intera stagione, un attaccamento incondizionato alla maglia e chi, al termine del campionato, non ha ritenuto nemmeno opportuno rivolgere un saluto, anche informale, a un gruppo di ragazzi che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno e anzi ha ben pensato di puntare il dito contro di loro per una vecchia sanzione dimenticando quando, nel settembre 2023, lo stesso gruppo si è impegnato senza risparmiarsi per un mese intero al fine di ripristinare lo stato dei luoghi del campo sportivo raccogliendo immondizia ed escrementi in giro per gli spogliatoi e sistemando gran parte della struttura senza essere neanche chiamati alla cerimonia di apertura del campo.

Il rispetto non si impone, si costruisce. E passa anche dai gesti più semplici, quelli che oggi, purtroppo, sono mancati.

Ricorderemo per sempre una gestione finanziaria particolarmente dubbia ma non intendiamo cancellare quanto di buono è stato fatto sul campo. Allo stesso tempo, però, non accettiamo che venga ignorato o ridimensionato il ruolo fondamentale della tifoseria. Senza rispetto reciproco e senza chiarezza sugli impegni presi, non può esistere alcun progetto condiviso.

Questo non è il momento delle parole di circostanza. È il momento delle responsabilità."

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