Sant’Arpino. Differenziata, Del Prete:”Malgestione certificata: costi alti, servizio fallito. Il futuro dovrà essere Sant’Arpino “Rifiuti Zero” “
SANT'ARPINO. È intervenuto questa mattina l'ex vice sindaco Elpidio Del Prete sul servizio di raccolta rifiuti.
"La lunghezza di questo comunicato è voluta.
“RUBRICA APERTA” ha il dovere di spiegare nei minimi dettagli come funziona il sistema di gestione dei rifiuti e come si spendono i soldi.
Sono soldi interamente a carico dei cittadini, perché la TARI copre il 100% del costo del servizio ex art. 1 comma 639 L. 147/2013.
Nostro malgrado dobbiamo prendere atto del fallimento annunciato di un settore strategico come l’ambiente che era già scritto.
Si vedeva chiaramente dalla mancanza di programmazione e dalla mancanza di competenze nel settore.
Oggi i numeri lo certificano.
“RUBRICA APERTA” ha la mission di slegare i dettagli. mettendo a confronto su questo argomento la differenza di 2 gestioni, la precedente e quella attuale.
Purtroppo le deficienze nella gestione amministrativa di settori strategici come l’ambiente penalizzano la salute e la tasca dei cittadini.
Quando si ha la responsabilità di amministrare un Ente, gli interessi della collettività non si possono gestire con approssimazione. Altrimenti si arrecano danni irreparabili, come sta avvenendo con questa amministrazione comunale.
In questo settore non basta la buona volontà.
Non serve a nulla che chi ha ruolo di gestione vada in giro a raccogliere la bottiglia di plastica o segua un automezzo per controllare se il sacchetto viene lanciato con la mano destra o sinistra dall’operatore ecologico nel cassone dell’automezzo.
La presenza in questo senso peggiora tutto. Serve solo, casomai, a certificare potenziali irregolarità che, se non contestate, rischiano di configurare omissioni per le funzioni previste per legge dall’art. 107 del http://D.Lgs. 267/2000 TUEL.
Chi sovraintende al settore deve capire che si è nell’era della raccolta differenziata integrata. A Sant’Arpino non sembra sia stato ancora metabolizzato da chi amministra.
Bisognava agire per tempo, serviva programmare dall’inizio consiliatura. Ora, a fine mandato, è tempo di consuntivo.
Della Legge Regionale Campania n. 14 del 26/05/2015 sembra non conoscano nemmeno il contenuto. Quella legge ha riorganizzato l’intero ciclo dei rifiuti in Campania: ha abolito le Province, istituito gli Enti d’Ambito EDA, imposto la programmazione regionale e definito le competenze dei Comuni ex art. 3 e art. 4 L.R. 14/2015. Principi base che da noi latitano.
L’altro errore è ancora più grave: non hanno nemmeno immaginato l’obiettivo strategico dei comuni a “Rifiuti Zero”.
Dopo questa disfatta, la riduzione della produzione dei rifiuti e l’avvicinamento all’obiettivo “rifiuti zero” deve diventare la priorità assoluta della prossima amministrazione comunale.
Quando si è insediata quest’amministrazione c’erano tutte le condizioni per fare il salto di qualità.
Si poteva immediatamente attuare una RD spinta in progressione ex art. 205 D.Lgs. 152/2006 TUA.
Serviva una campagna di informazione e sensibilizzazione di tutti i cittadini, partendo dalle scuole di ogni ordine e grado, fino a commercianti, esercenti, parrocchie, associazioni.
Serviva un nucleo di controllo ambientale, anche interno al comando di Polizia Municipale ex art. 7-bis D.Lgs. 267/2000. Serviva incentivare gli operatori, introdurre attrezzature innovative, garantire un funzionamento adeguato del Centro di Raccolta Comunale ex D.M. 8 aprile 2008.
Niente di tutto questo, il settore strategico dell’ambiente è stato ridotto all’età della pietra.
Sant’Arpino è in dissesto finanziario da 7 anni. Cinque con quest’amministrazione. Cinque anni in cui ogni euro andava pesato.
Soprattutto la TARI, perché per legge la pagano i cittadini al 100%. Tutto il costo del servizio finisce in bolletta.
Per far capire ai cittadini come funziona un sistema che, se non controllato nei minimi dettagli, fa solo salire i costi, il primo problema che affrontiamo è quello economico-finanziario: il Comune in prima battuta incassa la metà della TARI.
Incassa la metà, costantemente, come risulta dal bilancio di previsione 2026 approvato qualche mese fa in C.C. e dalla relazione dell’organo di Revisione Contabile.
(Dal 2023 al 2025 l’ente ha riscosso poco più del 50% delle bollette TARI).
È chiaro che un Comune in dissesto finanziario che incassa la metà è costretto a chiedere anticipazioni di cassa all’istituto tesoriere.
Le anticipazioni producono interessi passivi. Gli interessi li pagano i cittadini.
Inoltre, per legge, sulle bollette non riscosse va accantonato nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità FCDE oltre il 30% del gettito, secondo i principi contabili allegato 4/2 D.Lgs. 118/2011. L’amministrazione ha dovuto bloccare quest’anno nella parte economica del bilancio di previsione più di 800.000 euro. 800mila euro fermi, mentre i servizi vengono tagliati.
Per giunta, come se nulla fosse, come se i conti fossero in regola, a fine giugno 2026 la TARI non è ancora arrivata a casa degli utenti.
Riscossione in ritardo + incassi al 50% = dissesto che si alimenta da solo.
Il rapporto costi-benefici è inversamente proporzionale: la spesa aumenta e il servizio peggiora.
Il costo del servizio coincide con il PEF.
Il Piano Economico Finanziario ex art. 1 comma 683 L. 147/2013 e Delibera ARERA 443/2019 equivale alla spesa previsionale totale: personale + attrezzature + automezzi + smaltimento in discarica.
Il PEF si ripartisce al 100% sui nuclei familiari in base ai criteri tariffari.
Le responsabilità sono chiare. I numeri raccontano un crollo totale.
“RUBRICA APERTA”mette a confronto due gestioni. Non a fini propagandistici, ma per far rendere conto ai cittadini, con dati e atti a supporto, la differenza tra la gestione precedente positiva (Dell’Aversana/Tizzano) e quella attuale negativa (Di Mattia).
2016: si insedia l’amministrazione Dell’Aversana/Tizzano e trova una spesa generale del settore rifiuti di 3 milioni l’anno con RD al 40%.
2016-2021, amministrazione Dell’Aversana/Tizzano: PEF immediatamente sotto i 2 milioni l’anno. Nel 2018 RD al 65,16%, dato ORGR Regione Campania, Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti. Risultato: TARI -30%.
2021-2026, amministrazione Di Mattia: PEF 2025 €2.120.100,PEF 2026 in previsione in aumento. RD bloccata al 56%: loro non danno i dati, ci pensa “RUBRICA APERTA” (56,49% nel 2022, 56,68% nel 2023, 56,83% nel 2024). Tre anni fermi.
Risultato: TARI +15% nel 2025. E salirà ancora l’anno prossimo.
Con risultati così scadenti l’amministrazione attuale dovrebbe spiegare ai cittadini l’aumento di 21.000 euro al mese rispetto al canone precedente, con la nuova gara di igiene urbana espletata il 29/01/2024.
€21.000 al mese equivalgono a €252.000 l’anno, pari a €1.260.000 in più in 5 anni.
L’amministrazione dovrebbe sapere, ma non lo sa, che il canone soddisfa il costo del personale che incide per circa il 70% e la parte restante per attrezzature e materiale.
Quindi 21.000 euro in più al mese significano 14.700 euro per la spesa del personale e 6.300 per il resto. Avrebbe dovuto esserci un incremento di almeno 3 unità lavorative. Invece non è stato ancora garantito nemmeno un passaggio di livello legittimo, che un dipendente per tentare di farselo riconoscere ha dovuto adire le vie legali.
Attrezzature e nuove tecnologie innovative? Chi le ha viste?
SENZA DATI NON C’È CONTROLLO, SENZA CONTROLLO NON C’È RISPARMIO.
Il vero controllo che dovrebbe esercitare chi sovraintende il settore è quello di avere i dati di RD e le percentuali in tempo reale per intervenire con correttivi dove ci sono disfunzioni, come prevede l’art. 198-bis TUA.
Loro ignorano che in assenza di dati non c’è controllo.
Si attengono ai dati ORGR sistema O.R.So, Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti, che la Regione Campania aggiorna a ottobre di ogni anno, ma sfalsati di 1 anno. A ottobre 2026 verranno pubblicati i dati della RD 2025.
Ignorano che bastava un gestionale interno per avere i dati sotto controllo. La ditta di igiene urbana porta al Comune ogni mese i FIR, i Formulari Identificativi Rifiuti ex art. 193 TUA. Bastava inserirli nel programma per avere il dato di RD aggiornato in tempo reale.
Perché è importante avere i dati sotto controllo?
Perché si riscontra quanto rifiuto indifferenziato viene prodotto e quanto vale ogni frazione differenziata: umido, carta e cartone, plastica, vetro.
Sant’Arpino produce circa 6 milioni di kg di rifiuti l’anno. I dati ORGR sistema O.R.So 2024 danno il 56% di RD: 3,5 milioni di kg di indifferenziato e 2,5 milioni di kg di differenziato.
Per il D.M. 8 aprile 2008 c.d. “Decreto Ronchi”, nei rifiuti la frazione biodegradabile, cioè umido FORSU, è circa il 35%. Con 6 milioni di kg prodotti in un anno, 3,5 milioni di kg di indifferenziato equivalgono al 58,33%, mentre 2,5 milioni di kg di differenziato equivalgono al 41,67%.
Se da questo 41,67% si sottraggono tutte le altre frazioni di rifiuti differenziati, si avrà il riscontro della percentuale e quindi del peso dell’umido effettivamente prodotto.
Tutto questo perché i rifiuti indifferenziati e l’umido hanno costi di smaltimento in discarica/impianto TMB molto alti. L’indifferenziato ha raggiunto un costo di smaltimento di circa 170 euro/t. L’umido si è attestato sui 100 euro/t.
Le altre frazioni di rifiuti differenziati conferite al Centro di Raccolta Comunale CRC generano ricavi. Tranne i rifiuti ingombranti che hanno un costo di smaltimento. Carta, cartone, vetro, plastica, metalli hanno un ricavo per il Comune tramite i corrispettivi CONAI/Accordi di Programma ANCI-CONAI.
Al Sindaco, a tal proposito, si pongono 3 domande ai sensi dell’art. 43 TUEL, diritto di accesso e controllo dei consiglieri:
Quante tonnellate di indifferenziato e umido sono state prodotte nel 2025 ? E quale è stato il costo di smaltimento per entrambe le frazioni di rifiuti?
Quanto è costato lo smaltimento dei rifiuti ingombranti? E quale è stato il ricavo delle frazioni carta, cartone, vetro, plastica ecc. da CONAI?
La gestione del Centro di Raccolta Comunale è in capo al Comune o alla ditta di igiene urbana? È per la gestione c’è una spesa o c’è un ricavo?
Questo è un modo pratico per avere un controllo sulla funzionalità del servizio di smaltimento e sui costi di gestione, che è l’altra componente che, assieme al servizio di igiene urbana, determina il costo generale dell’intero settore.
QUAL È LA DIFFERENZA TRA 2016/2021 E 2021/2026?
2016/2021 Amministrazione Dell’Aversana/Tizzano
Centro di Raccolta Comunale ereditato senza adeguamento, senza autorizzazione ex D.M. 8 aprile 2008. Fu introdotta tecnologia innovativa: sistema di pesa elettronica collegata a terminale. I cittadini conferivano le frazioni di carta, cartone, plastica e vetro, che venivano pesate e i dati scaricati su una card in possesso dell’utente. A fine anno, in base ai rifiuti conferiti e nel rispetto dei parametri di un regolamento comunale, agli utenti veniva riconosciuto un bonus economico scaricato dall’importo della TARI.
Poi purtroppo il centro fu fermato perché sprovvisto di adeguamento e quindi di autorizzazione in periodo Covid. Fu chiuso. Ma fu richiesto e ottenuto un finanziamento all’EDA CE per i lavori di adeguamento per la riapertura.
2021/2026 Amministrazione Di Mattia
Finanziamento e inizio lavori di adeguamento del Centro di Raccolta Comunale ereditato. Chiusura lavori con 2 anni di ritardo rispetto alla previsione. È stato riaperto il 21 dicembre 2024.
Per il funzionamento del centro occorre un regolamento comunale ex D.M. 8 aprile 2008. Il regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale senza il voto dei consiglieri di minoranza. La maggioranza lo ha approvato nonostante gli sia stato contestato che quel regolamento era stato integralmente copiato, anche nei punti e nelle virgole, da un regolamento di una località della Sardegna, precisamente di una città metropolitana di Cagliari, con caratteristiche e parametri urbanistici e demografici completamente diversi da Sant’Arpino che ha 15 mila abitanti su un territorio di 3 kmq. Una roba da non credere, un comportamento di assoluta irresponsabilità!
I risultati del funzionamento sono sotto gli occhi di tutti.
Si pone al Sindaco una domanda secca: la gestione del Centro di Raccolta è un onere economico per il Comune o è in pareggio? Genera ricavi?
È naturale che se funziona tutto il sistema la RD funziona, i ricavi CONAI su carta, vetro e plastica abbattono i costi ex Accordo ANCI-CONAI. Se non funziona, pagano solo i cittadini.
Il fallimento ha un prezzo.
E il prezzo è in bolletta.
Amministrare l’ambiente significa gestire i soldi della gente.
Quando incassi il 50%, spendi 1,26 milioni in più in 5 anni, gestisci il servizio di raccolta differenziata integrata senza controllo e senza dati, il risultato è già scritto: più costi e meno servizio.
Sant’Arpino non merita questi fallimenti. Sant’Arpino dovrà essere per il prossimo futuro un Comune riciclone e deve avere come obiettivo strategico “Rifiuti Zero”.
“Rubrica aperta” tornerà sull’argomento".

