Sant’Arpino. Violenza verbale in Aula Consiliare: l’Amministrazione comunale esprime ferma condanna e totale solidarietà alla vice sindaca Belardo e alla Presidente Tinto
SANT'ARPINO. L’Amministrazione Comunale esprime la più ferma e intransigente condanna per quanto accaduto nella mattinata di oggi all’interno della Casa Comunale, manifestando al contempo la più sentita e incondizionata solidarietà alla Vice Sindaca Speranza Belardo e alla Presidente del Consiglio Comunale Ivana Tinto.
Le due rappresentanti delle istituzioni cittadine sono state oggetto di gravi e inaccettabili insulti di matrice sessista da parte di un ex amministratore locale che, pur senza rivestire attualmente alcun ruolo all'interno del civico consesso, ha ritenuto di dar vita a una discussione con un linguaggio non consono alla funzione che quel luogo rappresenta.
«Ciò che si è verificato stamane – sottolinea il sindaco Ernesto Di Mattia – travalica ogni confine del civile confronto e colpisce il cuore stesso delle nostre Istituzioni. L'aula consiliare è, e deve rimanere, il luogo supremo della democrazia cittadina, il tempio del dibattito, della dialettica politica e del rispetto reciproco. È inammissibile che un ex amministratore, che per storia personale dovrebbe ben conoscere il valore e la sacralità di tali spazi, ceda a un linguaggio volgare, sessista e del tutto privo di senso delle Istituzioni».
In un momento storico e politico in cui le Istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo guida e pedagogico per la comunità, comportamenti di questo genere non solo squalificano chi li compie, ma costituiscono un pessimo esempio per la cittadinanza. L’Aula Consiliare deve rappresentare un modello di civiltà e maturità democratica, non il teatro di offese personali e di preconcetti di genere che non possono e non devono trovare alcuno spazio nella nostra società.
L’Amministrazione Comunale ribadisce la propria vicinanza alla Vice Sindaca Belardo e alla Presidente Tinto, assicurando che non sarà mai tollerata alcuna forma di prevaricazione, linguaggio d'odio o sessismo, e che l'azione politica e amministrativa proseguirà con ancora maggiore determinazione a tutela della dignità delle donne e delle Istituzioni democratiche.

