Sant’Arpino. Offese sessiste, la Maggioranza replica: “L’opposizione tocca il fondo: il gruppo misto si fa scudo dei prepotenti e calpesta la dignità del consiglio”

SANT'ARPINO. Hanno replicato duramente alle dichiarazioni dei consiglieri comunali di opposizione del gruppo Misto, i membri della maggioranza guidata dal sindaco Ernesto Di Mattia.

"Leggiamo con profondo sconcerto la nota diffusa dai consiglieri del Gruppo Misto. Un comunicato che, nel vano tentativo di arrampicarsi sugli specchi della formalità burocratica, finisce per avallare e sdoganare un modus operandi basato unicamente sul caos, sulla confusione e sulla mancanza di rispetto per le Istituzioni. Un atteggiamento grave e del tutto incompatibile con le responsabilità che dovrebbero guidare chiunque sieda in un’assise civica, sia esso di maggioranza o di opposizione. Arrivato, peraltro, dopo una settimana dal consiglio comunale: un ritardo che aumenta le perplessità sulle reali motivazioni che hanno spinto tre consiglieri comunali a pubblicare un comunicato del genere.

Ci sorprende amaramente che il Gruppo Misto, anziché stigmatizzare un episodio intollerabile, si sia trasformato nell'avvocato difensore di chi ha calpestato la dignità del Consiglio Comunale con offese sessiste nonostante il consigliere Francesco Pezone stesso, al punto 3:06:28, si sia girato durante la riunione e abbia chiesto all'individuo in questione di calmarsi (come visibile nello screenshot). Sorprende la totale assenza di sensibilità, dimostrata in aula e ribadita oggi, a otto giorni di distanza, di fronte a un'offesa che non ha colpito solo le singole persone, ma l'intero assise e la cittadinanza che esso rappresenta.

I fatti, quelli veri, raccontano di un cittadino, ex amministratore, che in totale spregio dell'Aula e delle regole democratiche ha intralciato il regolare svolgimento dei lavori con interruzioni, provocazioni e parole offensive, giungendo persino a professare di trovarsi in “democrazia” per giustificare il proprio vaneggio e la propria prepotenza. Provocazioni che non si riescono ad ascoltare nei video in quanto nella registrazione della diretta si sentono in modo predominante i microfoni in dotazione ai consiglieri comunali.

Di fronte a questo scenario Il Presidente del Consiglio Ivana Tinto, pur essendo la prima destinataria delle offese insieme alla Vice Sindaca Speranza Belardo, ha agito con estremo senso delle Istituzioni e persino di tutela (evitando persino di pronunciarne il nome del cittadino per non alimentare lo scontro), cercando di mantenere la calma nella duplice e difficile veste di garante dell'aula e di bersaglio degli attacchi, fino ad essere costretta, per motivi di ordine pubblico, a richiedere l'intervento delle forze dell’ordine. La Maggioranza ha scelto la strada del rispetto istituzionale, affidandosi all'autorità della Presidenza per il ripristino dell'ordine, proprio per evitare che l'aula degenerasse in una rissa o si facesse passare il pericoloso messaggio del "farsi giustizia da sé”. Il Gruppo Misto (presenti in aula i consiglieri Francesco Pezone e Salvatore Lettera), al contrario, non si è minimamente scomposto. Nessuna presa di distanza, nessuna solidarietà, nessun senso di vergogna per un attacco frontale all'organo elettivo del paese.

Vale la pena ricordare che per lo stesso soggetto si tratta già del secondo episodio analogo, essendo stato già fatto letteralmente allontanare dall'Aula consiliare soltanto qualche mese fa da parte dei Vigili Urbani. Di fronte a questo quadro, il silenzio e le giustificazioni del Gruppo Misto sono complici di un'involuzione democratica pericolosa. I regolamenti ed i verbali non possono diventare il paravento dietro cui nascondere la sostanza delle cose: le espressioni ingiuriose, contrarie all’ordine pubblico ed al buon costume, come è noto, non vengono trascritte a verbale per norma, ma la loro gravità resta intatta. Precedenti del genere vanno stigmatizzati senza se e senza ma. Se tolleriamo che il pubblico si trasformi in tifoseria da stadio, che le urla sostituiscano la politica e che gli insulti prendano il posto del confronto, allora la democrazia è davvero morta e defunta. Riconduciamo la politica al rispetto delle regole e della dignità personale e istituzionale. La verità non si misura sui cavilli opportunistici con cui i consiglieri del Gruppo Misto tentano di distogliere l'attenzione, ma sul rispetto che si deve alle donne, agli uomini e alle Istituzioni che abbiamo l'onore di rappresentare".

Share
Translate »