Sant’Arpino. Campi Estivi 2026, il gruppo misto:”Perché tutte le associazioni di Sant’Arpino non sono state messe nelle condizioni di partecipare?”
SANT’ARPINO. Sui “Campi estivi 2026” il Gruppo Consiliare Misto solleva una questione di metodo e di trasparenza che l’Amministrazione comunale non può eludere.
"Con la Determina n. 630 del 21 agosto 2026, il Comune ha disposto l’affidamento delle attività socio-ricreative-ludiche previste per il periodo 24 agosto – 4 settembre 2026, utilizzando le risorse del Fondo destinato ai Comuni per le attività socio-educative a favore dei minori per l’anno 2026.
La determina prende atto di due sole proposte progettuali pervenute al protocollo dell’Ente e afferma che entrambe sono state ritenute dal Responsabile “meritevoli di accoglimento”.
Il problema è il metodo utilizzato dall’Amministrazione.
Ci chiediamo infatti:
COME HANNO FATTO GLI OPERATORI A SAPERE CHE POTEVANO PRESENTARE UNA PROPOSTA?
E soprattutto:
PERCHÉ NON È STATA DATA LA STESSA POSSIBILITÀ A TUTTE LE ASSOCIAZIONI E REALTÀ DI SANT’ARPINO CHE DA ANNI OPERANO NEL SETTORE?
Nel nostro Comune esistono numerose associazioni sportive, culturali, educative e sociali che quotidianamente lavorano con bambini e ragazzi, organizzano attività e conoscono direttamente le esigenze delle famiglie.
Perché queste realtà non sono state informate e invitate a presentare una propria proposta?
Perché non è stato pubblicato un avviso pubblico o una manifestazione di interesse che consentisse a tutti gli operatori interessati di proporre un progetto?
Non stiamo chiedendo che un’associazione di Sant’Arpino venga favorita.
Stiamo chiedendo che tutte abbiano avuto la possibilità di partecipare.
Perché se si fosse aperto un confronto, un’associazione avrebbe potuto presentare un’offerta economica più conveniente, un progetto più articolato, più attività, più servizi o ulteriori opportunità per i minori.
E questo è proprio il punto che vogliamo comprendere.
La stessa determina richiama infatti i principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento e trasparenza.
Ma come si può verificare quale fosse la proposta migliore se, di fatto, non risulta che sia stata data a tutti la possibilità di presentare una proposta?
La questione diventa ancora più significativa con riferimento ai €9.000 affidati alla A.S.D. Basket Succivo, con sede a Succivo, per le attività di centro sportivo con piscina destinate a 43 minori.
È legittimo chiedere:
Perché un’associazione del territorio di Sant’Arpino, che magari avrebbe potuto offrire un servizio analogo, non ha avuto la possibilità di presentare una propria proposta?
Chi ha informato la A.S.D. Basket Succivo della possibilità di presentare il progetto?
La proposta è arrivata spontaneamente oppure vi è stata una preventiva interlocuzione con il Comune?
E perché la stessa possibilità non è stata offerta alle altre realtà interessate?
NON È UNA QUESTIONE DI “CHI” VIENE AFFIDATO. È UNA QUESTIONE DI “COME” SI ARRIVA ALL’AFFIDAMENTO.
Come Gruppo Consiliare Misto non intendiamo sostituirci agli uffici né anticipare giudizi sulla legittimità degli atti.
Ma abbiamo il dovere, come consiglieri comunali, di porre domande quando vengono utilizzate risorse pubbliche destinate ai nostri bambini.
E le domande sono semplici:
Perché non è stato dato a tutte le realtà interessate di Sant’Arpino uno spazio per presentare la propria proposta?
Perché non è stato consentito un confronto tra più progetti e più offerte?
Come è stato verificato che le proposte individuate fossero effettivamente quelle più convenienti e migliori per i minori?
Perché magari un’altra associazione avrebbe potuto offrire più servizi allo stesso costo, oppure lo stesso servizio a un costo inferiore.
Questo confronto, però, per quanto emerge dalla determina, non sembra essere stato aperto a tutti.
E allora una domanda politica all’Amministrazione la poniamo con forza:
LE ASSOCIAZIONI DI SANT’ARPINO DEVONO ESSERE COINVOLTE SOLO QUANDO SERVE, O DEVONO AVERE PARI OPPORTUNITÀ QUANDO SI UTILIZZANO RISORSE PUBBLICHE?
Noi scegliamo la seconda strada.
Nessun favoritismo. Nessuna corsia preferenziale.
Ma pari opportunità, trasparenza e confronto.
Perché quando si spendono soldi pubblici per i nostri bambini, non dovrebbe vincere chi viene a conoscenza dell’iniziativa per primo. Dovrebbe essere messa nelle condizioni di emergere la proposta migliore per i nostri minori e per la nostra comunità.
GRUPPO CONSILIARE MISTO
Salvatore Lettera – Francesco Pezone – Domenico Cammisa"

