Antenne 5G nel Parco Regionale, “Alleanza per Roccamonfina” insorge:”cronologia calpestata e silenzio del Comune inaccettabile”
ROCCAMONFINA. Il dibattito politico e amministrativo cittadino torna a concentrarsi con forza sulla controversa vicenda dell'installazione delle antenne 5G all'interno dell'area del Parco Regionale. Ad intervenire sull'argomento sono stati i membri del gruppo consiliare "Alleanza per Roccamonfina" guidati dal capogruppo Letizia Tari.
"Al di là della narrazione istituzionale e delle giustificazioni basate sulla presunta complessità giudiziaria, l'analisi rigorosa degli atti ufficiali e delle date solleva interrogativi pesanti sull'operato dell'Amministrazione. - hanno fatto sapere dal sodalizio politico di minoranza - Se da un lato si sventola il Piano Italia 5G come un lasciapassare incondizionato e di esclusiva competenza statale, dall'altro si omette furbescamente che la normativa speciale sulle deroghe non cancella affatto le competenze locali in materia ambientale, paesaggistica e urbanistica. Semplificare le procedure non significa autorizzare lo sventramento del territorio protetto né abdicare ai fondamentali doveri di vigilanza.
Il cuore della questione risiede nella sequenza temporale dei documenti. L'Amministrazione si è vantata di un'ordinanza sindacale e di un blocco dei lavori dipinti come lungimiranza preventiva. La realtà documentata dagli accessi agli atti racconta ben altro: il cantiere si è fermato esclusivamente grazie alle proteste formali e agli esposti circostanziati presentati dai cittadini alla Procura.
È stato in quel momento che è emersa la macroscopica mancanza del documento relativo allo svincolo idrogeologico. Di fronte a tale carenza, l'Ente Parco e la Sovrintendenza sono stati costretti a ritirare i nulla osta. Il Comune non ha guidato alcuna azione preventiva, essendosi limitato a prendere atto e ad adeguarsi tardivamente a un blocco imposto dalla cittadinanza attiva e dal rispetto rigoroso delle regole. Restano aperte domande cruciali: quand'è stato presentato esattamente lo svincolo idrogeologico e l'Ente comunale era a conoscenza della criticità fin dall'inizio?
Un altro dato incontrovertibile emerge dai documenti giudiziari e, in particolare, dall'Ordinanza della Sezione Sesta del Consiglio di Stato (n. 02126/2025 Reg.Prov.Cau. / n. 04404/2025 Reg.Ric.), pubblicata il 13 agosto 2025. Negli atti ufficiali si legge chiaramente un passaggio che inchioda le responsabilità istituzionali: "Regione Campania, Comune di Roccamonfina: non costituiti in giudizio".
Mentre l'Ente Parco e le tutele paesaggistiche venivano difese nelle sedi opportune, il Comune ha scelto di rimanere alla finestra, lasciando sguarnita la linea istituzionale. Un'omissione che pesa come un macigno e che trasforma il presunto "vittimismo" della maggioranza in una palese inerzia amministrativa.
Infine, il clima di scontro politico risente pesantemente dell'uso di profili social vicini agli ambienti di governo, come il caso ampiamente documentato di "Roccamonfina Grandi Eventi", utilizzato per diffondere contenuti di parte, stravolgere la realtà dei fatti e tentare di rovesciare le responsabilità politiche. La cittadinanza continua a reclamare trasparenza a viso aperto, ribadendo che la verità amministrativa non si costruisce con i post autoassolutori, ma si dimostra esclusivamente attraverso gli atti pubblici e il rispetto ineludibile delle procedure".

