Orta, Pellino fa chiarezza sui finanziamenti:”I soldi non sono spariti”. Dall’isola ecologica alla videosorveglianza, l’ex vicesindaco fa chiarezza sull’iter delle risorse pubbliche

ORTA DI ATELLA – «Che fine hanno fatto i soldi?». È una delle domande che, in questi giorni, è tornata a circolare sui social a proposito di alcuni importanti finanziamenti destinati al territorio di Orta di Atella.

A rispondere è Pasquale Pellino, già vicesindaco della città, che interviene per ricostruire il percorso seguito dalle diverse risorse e precisare che, secondo quanto da lui riferito, non si tratta di finanziamenti “spariti”, ma di somme interessate da procedure amministrative differenti e, in alcuni casi, ancora in corso.

«Una domanda come “che fine hanno fatto i soldi?”, se letta senza conoscere nel dettaglio l’iter amministrativo – spiega Pellino – potrebbe lasciare intendere che queste risorse siano state perse o, peggio ancora, che siano sparite».

L’ex vicesindaco sceglie quindi di mettere in fila numeri, procedure e responsabilità degli enti coinvolti.

Isola ecologica: 500 mila euro e tre gare deserte

Il primo caso riguarda i 500 mila euro destinati alla realizzazione dell’isola ecologica.

«I soldi non sono spariti», ribadisce Pellino.

La procedura di gara, secondo la ricostruzione fornita dall’ex amministratore, è stata affidata a Invitalia, individuata quale stazione appaltante, ma sarebbe andata deserta per tre volte.

«Non potevamo cambiare le carte», sottolinea Pellino, evidenziando come l’amministrazione non avesse la possibilità di modificare autonomamente le regole della procedura.

Il confronto con il Ministero avrebbe poi consentito, sempre secondo Pellino, di salvaguardare il finanziamento.

«Superata la fase PNRR, le risorse sono state ricollocate in un diverso circuito e questo consentirà anche di rivedere e migliorare il progetto».

San Giorgio, in ballo 3 milioni per la bonifica

Capitolo ancora più rilevante quello relativo alla bonifica della discarica San Giorgio, per la quale sono previste risorse per circa 3 milioni di euro.

«Anche questi soldi non sono persi», afferma Pellino.

In questo caso il nodo, secondo l’ex vicesindaco, sarebbe stato soprattutto di carattere tecnico-amministrativo.

«Ci sono state decine di incontri in Regione. Il nostro Ufficio Tecnico ha rappresentato più volte una difficoltà che conosciamo bene: un organico insufficiente per gestire un intervento di questa complessità, sia tecnicamente che amministrativamente».

Da qui il confronto con la Regione per individuare un percorso differente.

«La Regione non poteva semplicemente sostituirsi al Comune – spiega Pellino – ma attraverso il confronto istituzionale siamo riusciti a conservare le risorse e a costruire un percorso diverso».

La soluzione individuata prevederebbe il coinvolgimento degli uffici regionali sul piano tecnico, mentre il Comune dovrebbe continuare a garantire il necessario supporto informativo.

Terra dei Fuochi: non solo telecamere

Altro punto oggetto di discussione sono i 30 mila euro collegati al progetto “Terra dei Fuochi” della Prefettura.

Anche in questo caso, Pellino invita a non ridurre il finanziamento alla sola voce “telecamere”.

«I 30 mila euro sono riferiti al progetto “Terra dei Fuochi” della Prefettura, che comprende anche la videosorveglianza, ma ha come obiettivo principale il rafforzamento dei controlli sul territorio, attraverso l’incremento delle ore di servizio della Polizia Municipale».

Il progetto, secondo quanto riferito, comprende anche l’acquisto di fototrappole.

Ma la videosorveglianza potrebbe contare anche su ulteriori risorse.

«Altri 70 mila euro sono stati intercettati per la videosorveglianza – aggiunge Pellino – con gli uffici già impegnati per individuare e installare telecamere nei punti più sensibili del territorio».

«Non tutto ciò che non è stato ancora realizzato è un finanziamento perso»

È proprio questa la distinzione sulla quale Pellino concentra il suo intervento.

Un finanziamento ottenuto non coincide necessariamente con un’opera già realizzata. Tra le due cose possono esserci gare deserte, progettazioni da modificare, competenze distribuite tra più enti, autorizzazioni e procedure amministrative ancora in corso.

«Prima di parlare di “soldi spariti” – sottolinea Pellino – sarebbe opportuno distinguere tra finanziamenti ottenuti, gare deserte, progettazioni da rivedere, competenze degli enti e procedure ancora in corso».

Il messaggio finale è quindi un invito alla verifica degli atti prima di formulare giudizi.

«Io preferisco parlare con gli atti, con i numeri e con la realtà delle procedure».

E sulla possibilità di confrontarsi pubblicamente con i cittadini, Pellino conclude:

«Resto a disposizione per un confronto pubblico o privato, con qualsiasi cittadino che abbia davvero voglia di capire, approfondire e contribuire a migliorare il nostro paese».

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