Sant’Arpini. Asili nido comunali, il Gruppo Misto:”I genitori meritano la verità, basta silenzio, si intervenga subito”
SANT’ARPINO. "I genitori e i bambini di Sant’Arpino meritano la verità e risposte concrete, non il silenzio delle istituzioni». È con questo appello che il Gruppo Consiliare Misto interviene sulla spinosa vicenda degli asili nido "Franca Rame" e "Maria Montessori". Con il servizio ancora bloccato a causa delle criticità emerse nel bando di gara — evidenziate anche dalla CUC Area Nolana — i consiglieri d'opposizione incalzano l'amministrazione comunale, chiedendo di attivare subito una proroga tecnica o una procedura d'urgenza per garantire l'avvio delle attività e tutelare le famiglie lavoratrici.
"Come Gruppo Consiliare Misto riteniamo doveroso intervenire pubblicamente sulla vicenda degli asili nido comunali Franca Rame e Maria Montessori, per fare chiarezza nei confronti dei genitori che aspettavano l’apertura del servizio dal 1° settembre 2026 e che, ancora oggi, si trovano a fare i conti con una situazione che mette in difficoltà l’organizzazione familiare e lavorativa.
Di fronte a un problema così delicato, colpisce il silenzio del Sindaco e dell’assessore alle Politiche Sociali, Di Monte. Le famiglie hanno diritto a sapere la verità e conoscere i fatti, non a ricevere promesse che non trovano riscontro nella realtà.
E la verità, in questa vicenda, è scritta negli atti amministrativi.
Con la determina settoriale n. 679 dell’11 settembre 2026, lo stesso Responsabile del Servizio Dott. Salvatore Compagnone ha dato atto della sospensione della procedura di gara, per esaminare delle osservazioni pervenute da da parte degli operatori economici, dandone comunicazione alla CUC Area Nolana in data 9 settembre 2026, prot. n. 0019964/2026.
È importante chiarire un aspetto: la CUC Area Nolana opera quale Centrale Unica di Committenza per conto del Comune, mentre gli atti propedeutici alla gara, tra cui il capitolato speciale di appalto e la documentazione tecnica e amministrativa di competenza, vengono predisposti e trasmessi dall’ente attraverso il Responsabile del Servizio.
La stessa determina n. 679 a firma del a responsabile del servizio ha disposto la rettifica del capitolato d’appalto e degli allegati di gara, con la conseguente riattivazione della procedura secondo le modifiche apportate.
Tali interventi avrebbero dovuto garantire la piena conformità della documentazione alla normativa regionale vigente e ai parametri previsti per l’organizzazione e la gestione del servizio.
Eppure, nonostante le rettifiche intervenute, la vicenda non si è conclusa.
Il nostro Gruppo aveva già segnalato le criticità riscontrate nella documentazione di gara, chiedendo il rispetto della normativa regionale e dei parametri previsti, e aveva rappresentato le proprie osservazioni anche nelle sedi istituzionali (Consiglio Comunale). A quanto ci risulta, erano state inoltre presentate contestazioni da parte di operatori economici partecipanti alla procedura.
Il passaggio decisivo è arrivato il 30 settembre 2026, quando la CUC Area Nolana ha comunicato con urgenza al Responsabile del Servizio, nonché al RUP, la necessità di procedere nuovamente alla revoca della gara, rilevando ulteriori criticità, incongruenze e contraddizioni suscettibili di compromettere il corretto svolgimento delle operazioni di gara.
Questo passaggio dimostra che le rettifiche precedentemente apportate non sono state sufficienti a superare tutti i problemi rilevati.
È proprio su questi fatti documentati che chiediamo risposte. Non è accettabile che, mentre gli uffici sono costretti a intervenire ripetutamente sulla procedura, alle famiglie non venga fornita una spiegazione chiara e completa.
Assessore Di Monte, una domanda è inevitabile: quale attività di indirizzo, vigilanza e verifica è stata svolta dall’Amministrazione su una procedura tanto importante per la nostra comunità?
Nel corso del Consiglio comunale avevamo già richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare la normativa regionale e tutti i parametri applicabili. Avevamo posto questioni precise e chiesto che le criticità venissero affrontate prima che si trasformassero in un problema concreto per le famiglie.
E quale è stata la risposta politica? Il silenzio.
Oggi, però, quel silenzio non risolve nulla. Non apre gli asili, non restituisce certezze ai genitori e non cancella le criticità emerse dagli atti.
L’assessore alle Politiche Sociali non può limitarsi a rivendicare risultati o ad annunciare date di apertura. Deve anche assumersi la responsabilità politica di seguire i servizi affidati alla propria delega, informare correttamente i cittadini e intervenire, per quanto di competenza, quando qualcosa non funziona.
Non stiamo discutendo di una semplice scadenza burocratica. Stiamo parlando di genitori che lavorano entrambi, di famiglie che devono organizzare turni, orari, spostamenti e assistenza ai propri figli.
Alcuni genitori, confidando nell’apertura annunciata per il 1° settembre, potrebbero aver rinunciato a cercare per tempo soluzioni alternative presso strutture private. Per loro, il ritardo non è una questione astratta: significa dover affrontare oggi un problema che avrebbero potuto organizzare diversamente con informazioni tempestive e corrette.
Per questo chiediamo al Sindaco e all’assessore di dire la verità con gli atti alla mano.
Ci viene spesso rimproverato di non essere costruttivi e di non avanzare proposte. Ebbene, anche in questa occasione non ci limitiamo a denunciare il problema: chiediamo all’Amministrazione di valutare immediatamente tutte le soluzioni consentite dalla legge per ridurre al minimo il disagio delle famiglie.
In particolare, invitiamo il Comune a verificare, con gli uffici competenti e nel rispetto della normativa vigente, la possibilità di garantire la continuità del servizio attraverso una eventuale proroga tecnica, oppure mediante un’altra procedura legittima e realmente urgente.
Non chiediamo scorciatoie né deroghe alle regole. Chiediamo che le regole vengano rispettate e che, contemporaneamente, si lavori per individuare una soluzione concreta, tempestiva e giuridicamente sostenibile.
Le procedure di gara per servizi essenziali come gli asili nido devono essere programmate con largo anticipo. È buona prassi avviare per tempo le attività preparatorie, in modo da consentire la conclusione dell’affidamento prima dell’inizio dell’anno educativo, tenendo conto anche delle possibili contestazioni e degli imprevisti.
Altri Comuni si organizzano proprio per evitare che i bambini e le famiglie rimangano senza un servizio fondamentale all’inizio di settembre. Perché Sant’Arpino non dovrebbe fare altrettanto?
Alla luce delle ripetute criticità emerse nella procedura, chiediamo inoltre che l’Amministrazione svolga tutte le verifiche di competenza sull’operato amministrativo, sulle cause che hanno determinato le rettifiche e sulla successiva richiesta di revoca della gara.
Riteniamo opportuno che il Sindaco, la Segretaria Comunale e gli organi competenti valutino, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e senza anticipare giudizi, di trasmettere al Nucleo di Valutazione gli atti e gli elementi documentali utili ai fini delle valutazioni di competenza, anche in relazione agli obiettivi assegnati e ai risultati conseguiti.
Quando una procedura così importante subisce ripetuti interventi correttivi e non riesce a garantire nei tempi previsti l’avvio del servizio, è legittimo chiedere chiarezza sulle responsabilità e sulle misure che si intendono adottare per evitare il ripetersi di simili situazioni.
La priorità, tuttavia, resta una sola: far partire il servizio nel più breve tempo possibile, nel rispetto della legge e nell’interesse dei bambini.
Assessore Di Monte, Le rivolgiamo un invito: ascolti le proposte dell’opposizione quando sono finalizzate a risolvere problemi reali. Non consideri ogni segnalazione una polemica politica. Quando si parla dei servizi destinati ai bambini e alle famiglie, la collaborazione istituzionale dovrebbe prevalere su ogni contrapposizione.
E soprattutto, quando emergono errori o criticità, bisogna avere il coraggio di spiegarli ai cittadini, riconoscere ciò che non ha funzionato e chiedere scusa quando è doveroso farlo.
La trasparenza non è un favore concesso ai cittadini. È un dovere di chi amministra.
Infine, un’ultima considerazione: l’attività politica e amministrativa non può ridursi agli impegni istituzionali o alla fine del mese. Governare significa occuparsi quotidianamente dei problemi che affliggono le famiglie, soprattutto quando si tratta di servizi essenziali per i bambini.
I bambini non hanno colpe. Non sono responsabili degli errori degli adulti e non devono pagarne le conseguenze.
Il Gruppo Consiliare Misto continuerà a chiedere chiarezza, rispetto delle regole e soluzioni concrete. Non per alimentare polemiche, ma perché i bambini di Sant’Arpino e le loro famiglie meritano risposte.
Meno silenzio, più trasparenza. Meno promesse, più atti e soluzioni."

