Da Sant’Arpino al cuore dell’Angola: la missione di speranza della dottoressa Rosa Dell’Aversana, in prima linea nella “spedizione della salute” africana

SANT’ARPINO / FUNDA. Ci sono viaggi da cui si torna con fotografie e ricordi, ed esperienze dalle quali si torna profondamente cambiati. È con questo spirito di autentico servizio che la dottoressa Rosa Dell’Aversana, stimata dentista di Sant’Arpino con studio in Via F.P. Maisto, 2, è rientrata dalla sua quinta missione umanitaria in Angola, nel villaggio di Funda.

Un’esperienza vissuta a proprie spese, dedicando le ferie lavorative a chi non ha nulla, che l’ha vista affiancare per la prima volta una spedizione umanitaria brasiliana promossa da Rede Social Vida Nova e coordinata in sinergia con AMEN ONG, l'organizzazione sostenuta dalla chiesa evangelica “Nuova Pentecoste” di Aversa che proprio quest'anno celebra i vent’anni dalla fondazione del Centro Beniamino.

In Angola l’assistenza sanitaria è quasi interamente a pagamento: lo Stato garantisce soltanto le cure primarie salvavita, dopodiché ogni intervento ha un costo spesso insostenibile per la popolazione locale. In questo contesto, il Centro Beniamino rappresenta da vent'anni un vero e proprio faro di speranza. Nato dalla visione iniziale del compianto pastore Remo, piantata come un piccolo seme vent'anni fa e oggi portata avanti con dedizione dal pastore Michele, il Centro è una struttura complessa e articolata. Accoglie e garantisce istruzione a circa 1.000 bambini, è dotato di un centro medico con poltrona odontoiatrica, un panificio, un servizio di ottica e una chiesa evangelica, luogo di preghiera e condivisione della Parola. Tuttavia, le persone che vivono nei villaggi più remoti e polverosi dell'entroterra non riescono a raggiungere la struttura. Per questo motivo sono nate le "Spedizioni della Salute", missioni itineranti studiate per portare cure mediche e prima necessità direttamente a chi è totalmente isolato.

La missione di quest'anno ha visto la partecipazione di circa 30 tra professionisti e volontari provenienti da Italia, Brasile e Portogallo. Guidata con instancabile impegno da Andrea Delfin, presidente di Rede Social Vida Nova, che porta avanti il lavoro con fede incrollabile nonostante la tragica scomparsa del marito, deceduto due anni fa per una forma di malaria non diagnosticata al rientro da una spedizione, l'équipe comprendeva medici di base, pediatri, ginecologi, chirurghi, anestesisti, psicologhe, ottici, infermiere e volontari tuttofare.

Un gruppo eterogeneo per lingua (con il portoghese a fare da ponte), cultura ed età: dai 15 anni della giovane Luisa — impegnata con coraggio nell'animazione per i bambini — fino agli oltre 70 anni del dottor Aurelio, storico medico del Centro Beniamino fin dalla sua nascita, affiancato tra gli altri dai missionari e dal connazionale Raffaele Lombardi.

Il ritmo della spedizione è stato serrato: otto giorni di missione sul campo divisa in due blocchi da quattro giorni, con un solo giorno di riposo nel mezzo. Ogni mattina alle 8, con partenza dal Centro Beniamino, la carovana si snodava verso le comunità più isolate, muovendosi tra baracche di lamiera prive di acqua corrente e servizi igienici, e percorrendo chilometri a piedi laddove i mezzi non potevano arrivare. Il rientro avvisava solo nel tardo pomeriggio.

In queste cliniche di fortuna allestite nella polvere, i medici brasiliani e italiani hanno operato con il materiale portato direttamente da casa, stipato in valigie cariche di farmaci e strumentazioni.

«In Angola ho ritrovato la motivazione autentica della mia professione», racconta la dottoressa Dell’Aversana. «Nel lavoro di tutti i giorni entra purtroppo il denaro, che rischia di inquinare le motivazioni iniziali. Lì ho ricordato perché sono diventata quello che sono: per aiutare gli altri. Con il team effettuavamo dalle 4 alle 5 estrazioni al giorno in condizioni di estrema emergenza. Ad alcuni bambini non potevamo nemmeno donare lo spazzolino perché a casa non avevano acqua potabile per lavarsi i denti: in quei casi eravamo noi a lavare loro il viso e le mani con la nostra acqua».

Oltre alle prestazioni sanitarie, la spedizione si è occupata di distribuire beni di prima necessità: vestiti, scarpe, panini, confezioni d'acqua e pacchi alimentari per le famiglie. Al termine delle visite, la squadra non structures andava via, ma si fermava a pregare con gli abitanti, ad ascoltare le loro storie e a condividere momenti di conforto spirituale.

«È stata un'esperienza faticosa ma straordinaria», conclude Rosa Dell'Aversana nel suo toccante resoconto. «In una missione come questa non esiste "il mio compito" o "il tuo compito", esiste solo chi ha bisogno e chi è disposto ad aiutarlo. Citando Proverbi 19:17, "Chi fa la carità al povero presta al Signore". Siamo stati le mani di Dio che curavano e accarezzavano, la Sua bocca nel donare speranza e i Suoi occhi nel guardare ogni persona per la sua dignità. Abbiamo dimostrato che l'amore vero non ha bisogno di traduzione».

Un messaggio che la dottoressa riporta a Sant'Arpino e in tutta la comunità atellana, invitando a continuare a sostenere l'opera di AMEN ONG e Rede Social Vida Nova attraverso le adozioni a distanza e i contributi volontari, affinché quel piccolo seme piantato vent'anni fa possa continuare a essere un albero maestoso e un punto di ristoro per centinaia di famiglie in Angola.

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