Succivo. Il consigliere Palermo rifiuta la rotazione e sgretola Terzavia. Russo:”Scelta non coerente con l’impegno politico assunto all’interno del gruppo”

SUCCIVO. Il progetto politico di TerzaVia, nato per rappresentare un'alternativa di governo e una voce di proposta nell'assise cittadina di Succivo, segna il suo punto di rottura, probabilmente definitiva. A certificare la fine dell'unità e dell'armonia del gruppo di opposizione è una dura e amara riflessione di Giuseppe Russo, già candidato della lista ed esponente di lungo corso della politica locale.

Al centro dello scontro c'è il mancato rispetto dell'accordo sulla rotazione della rappresentanza consiliare, un principio cardine strettamente legato alla fiducia e al rispetto degli impegni stretti al momento della candidatura.

Come spiegato da Russo, TerzaVia si era presentata agli elettori basandosi su regole chiare condivise tra i suoi componenti: tra queste, la staffetta nell'aula consiliare per permettere a più candidati di fare un'esperienza istituzionale diretta. Un patto che era stato regolarmente onorato dagli ex consiglieri Raffaele Donelli e Telia Crispino, i quali avevano dimesso il proprio incarico per fare spazio agli scorrimenti della lista.

Tuttavia, il meccanismo si è inceppato all'altezza del consigliere Salvatore Palermo. Di fronte alla richiesta di Russo di poter subentrare nell'ultima fase della consiliatura — vista anche l'impossibilità di chi lo precedeva per motivi personali e professionali —, il consigliere in carica ha scelto di non fare un passo indietro, ponendo fine alla rotazione.

«È una decisione che rispetto sotto il profilo personale e istituzionale, ma che considero non coerente con l’impegno politico assunto all’interno del gruppo», dichiara apertamente Giuseppe Russo.

L'affondo di Russo va ben oltre la delusione personale per il mancato ingresso in Consiglio comunale. La scelta del consigliere Palermo viene letta come la pietra tombale sull'anima e sulla coesione di TerzaVia.

Per Giuseppe Russo la politica resta «partecipazione, responsabilità e rispetto della parola data». Con la sfiducia politica formalizzata nei confronti di chi oggi siede nei banchi dell'opposizione per TerzaVia, la divergenza assume un chiaro valore politico e istituzionale.

Con l'uscita di scena morale del gruppo originario, la rappresentanza di TerzaVia in Consiglio si riduce ormai a una posizione personale, segnando la parabola finale di un progetto nato per Unire competenze e idee e finito per infrangersi sulle dinamiche delle poltrone.

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