La memoria vince l’oblio: il Presidente della Repubblica premia il sacrificio di Antonio Brancaccio. Il 21 settembre sarà consegnata una medaglia d’onore per ricordarlo
SANT’ARPINO. Una pagina di profonda commozione e giustizia storica sta per essere scritta nella comunità di Sant’Arpino. Il prossimo 21 settembre 2026, le mani del Prefetto di Caserta consegneranno nelle mani di Imma Brancaccio, nipote del Caduto santarpinese Antonio Brancaccio, la prestigiosa Medaglia d’Onore concessa dal Presidente della Repubblica italiana agli Internati Militari Italiani (IMI) nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
La cerimonia rappresenta il coronamento di una lunga storia di fedeltà alla Patria e di riscatto della memoria. Nato ad Orta di Atella ma vissuto a Sant’Arpino, Antonio Brancaccio fu catturato dall’Esercito tedesco il 15 settembre 1943, all’indomani dell’armistizio, per essersi rifiutato di aderire al nazi-fascismo. Deportato in Germania e internato nello Stalag III D a Berlino, fu sottoposto ai durissimi lavori forzati con l’Arbeit Kommando 180 nei dintorni della capitale germanica. La sua giovane vita si spezzò il 7 maggio 1944 sotto un drammatico bombardamento aereo; due giorni dopo, le sue spoglie vennero inumate nel cimitero di Döberitz.
Un filo rosso d'amore e tenacia ha poi riportato a casa il giovane militare. Nel 2005, grazie all’instancabile interessamento di Pasquale Perrotta (marito di Imma Brancaccio), i resti mortali di Antonio sono stati rintracciati e traslati nel cimitero cittadino di Sant’Arpino, permettendo alla famiglia e all'intera comunità di riabbracciare il proprio concittadino. Con la consegna della Medaglia d'Onore si suggella così, a distanza di decenni, la solenne e gloriosa vicenda umana di un uomo che ha sacrificato la vita per mantenere fede al proprio giuramento di libertà.
L'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Ernesto Di Mattia ha espresso profondo orgoglio e commozione per il riconoscimento solenne conferito dal Capo dello Stato.
"La consegna di questa Medaglia d'Onore non è solo un atto di giustizia nei confronti di Antonio Brancaccio e dei suoi familiari, - hanno fatto sapere il sindaco Ernesto Di Mattia, l'assessore alla cultura Giovanni Maisto e il presidente del consiglio comunale Ivana Tinto - ma un doveroso tributo di tutta la nostra comunità ad un uomo che ha pagato con la vita il prezzo della libertà e della dignità. Antonio Brancaccio ha preferito la prigionia e i lavori forzati al compromesso, rimanendo fedele fino all'ultimo istante alla propria Patria. Sant'Arpino non dimentica i suoi figli migliori: la sua storia, custodita con amore dalla famiglia ed in particolare dalla nipote Imma e dal marito Pasquale Perrotta, sia da monito e guida per le future generazioni".
SI RINGRAZIA IL COLONNELLO ANTONIO DELL'AVERSANA PER AVER CONDIVISO INFORMAZIONI E DOCUMENTI INDISPENSABILI PER LA STESURA DELL'ARTICOLO.

