Napoli, Città della Scienza. Intervista al neo presidente della Fondazione “Idis”, l’astrofisico Giovanni Covone
A cura di Marianastasia Lettieri
Napoli. Il 30 giugno 2026 il professore Giovanni Covone è stato designato come neo Presidente di Città della Scienza dal Presidente della Regione Campania Roberto Fico. In carica da circa tre settimane alla governance della Fondazione “Idis”, l'astrofisico è da anni impegnato nella ricerca scientifica e nella divulgazione culturale. Ordinario di Astrofisica e Cosmologia presso il Dipartimento di Fisica “E. Pancini” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Covone è stato vincitore della IX edizione del Premio Asimov 2024 con il libro “Altre Terre”. Tra le sue ultime e più recenti pubblicazioni La vita e le stelle. Viaggio alla ricerca di altre vite nel cosmo, pubblicato per la Casa Editrice HarperCollins lo scorso 8 maggio 2026.
Di seguito l’intervista al neopresidente di Città della Scienza, il professore Giovanni Covone
Professore, qual è stato il primo pensiero che le è balenato in mente dopo la nomina alla governance di Città della Scienza?
Che è una sfida veramente difficile, ma alla quale non posso sottrarmi! Mi si chiedeva di dare una mano a Città della Scienza, una Fondazione che conosco sin da quando ero ragazzo; quindi, ho aderito di slancio.
Ha già composto il suo team operativo?
Si, abbiamo già scelto la vicepresidente, la dott.ssa Antigone Marino del CNR. Questa è una scelta di cui sono particolarmente orgoglioso perché Antigone è una scienziata di grande valore, una grande comunicatrice e con lei siamo in perfetta sintonia per lavorare, rafforzando, così, Città della Scienza e mettendo in pratica la sua missione.
Su quali capisaldi state lavorando per la stesura del progetto esecutivo?
Proprio sulla missione di Città della Scienza, quella che fu scritta dai fondatori, quindi, dal gruppo che si era formato intorno al professore Vittorio Silvestrini. Non inventiamo niente di nuovo! Città della Scienza ha una storia lunga: “Futuro Remoto” è nato quarant’anni fa, ovviamente i tempi sono cambiati. Si tratta di plasmarla, di attuarla in un contesto differente e su questo aspetto lavoreremo. Ma, non abbiamo bisogno di inventare idee nuove. Le idee ci sono, i semi ci sono, l’albero in questi decenni è cresciuto bene, è andato avanti anche in contesti difficili, anche quando c’era una direzione meno sicura.
A proposito di “Futuro Remoto”, come lei ha già ricordato, quest’anno decorrono i quarant’anni. È previsto un piano da ottobre a dicembre. Come vi state organizzando per la realizzazione di questa kermesse scientifica?
Siamo nel pieno delle attività per programmare “Futuro Remoto”. È una data che non possiamo saltare e deve essere un’edizione all’altezza della storia di “Futuro Remoto”. Quello che posso dire è che ci vedremo sicuramente qui il 16 ottobre per l’evento iniziale. Sarà un venerdì come lo è stato quarant’anni fa. Cosa faremo quel giorno, adesso, è ancora presto per dirlo, ma siamo sicuri che possiamo già darci appuntamento per quel giorno, qui, a Città della Scienza. Poi, seguirà un programma, speriamo, interessante per tutta la Città e per tutta la Regione Campania .
Nel 2013 Città della Scienza si è incendiata, invece, nel 2026, con il sostegno della Regione Campania, questo edificio sta per rinascere e la fine dei lavori è prevista entro il 2028. Cosa avete intenzione di fare con questa struttura e come vi state organizzando?
In queste settimane, da qui a settembre, chiuderemo: la Commissione completerà l’analisi delle proposte che sono giunte. L’inizio dei lavori è previsto per il mese di dicembre di quest’anno. Ricostruiremo il Science Centre che diventerà il nuovo centro propulsore di Città della Scienza. Bisognerà pazientare ancora un po' per completare i lavori, ma il progetto c’è, la gara, pure, è stata conclusa. Stiamo selezionando le prove, quindi, avremo molto da fare negli anni sia per completare il Science Centre, sia per altre iniziative qui a Città della Scienza.
Questa fondazione ha il planetario più grande e innovativo dell’Italia. È in corso un refitting di quest’ultimo. Che cosa prevede?
La bella notizia è che un upgrade c’è stato già, lo abbiamo completato la settimana scorsa. Un upgrade che ha riguardato l’hardware e il software del planetario, non ancora l’ottica; ma già questo è sufficiente a farci fare un salto in avanti e a recuperare il tempo perso rispetto il grande sviluppo tecnologico dei planetari. Quindi, vi do appuntamento alle prossime edizioni degli spettacoli come “Appuntamento in Via Lattea” o per altre proiezioni che faremo per le scuole e per i visitatori. Sarà un planetario rinnovato. Noi all’interno di Città della Scienza abbiamo già potuto avere delle dimostrazioni e saranno spettacoli affascinanti. Sembrerà di viaggiare nello spazio, venite a vederlo!
Una delle sue missioni è l’apertura al pubblico, ma dietro c’è tanto lavoro di ricerca e dialogo. Lei che è uno scienziato federiciano quali accordi e rapporti intrattiene con l’ateneo, anche alla luce di questa sua nuova nomina?
L’apertura al pubblico è il cuore della missione di Città della Scienza e, quindi, noi vogliamo estenderla sempre più; ma il dialogo è aperto, oltre che con l’Università dalla quale provengo, anche con tutte le Università campane. Dobbiamo tornare a fare una rete fitta e robusta in cui uno dei nodi sia quello di Città della Scienza. Abbiamo bisogno di portare la Scienza verso la città e i cittadini; ma anche portare i risultati della ricerca scientifica nella Regione intorno a noi e comunicarli alle imprese per incoraggiare la nascita di nuove imprese tecnologiche. Tali iniziative già ci sono, ma si tratta di rafforzarle e renderle più efficaci.
Una delle mission della Fondazione è l’Educazione. Quanto, a questo proposito, sono importanti i laboratori didattici?
Sono importantissimi e anche molto divertenti sia da costruire che da usare. Pertanto, invito studenti, scuole e docenti a visitarci. Ci saranno nuovi laboratori anche dentro “Futuro Remoto “, stiamo già lavorando per quelli. Anche in questo caso c’è poco da inventare: i lavoratori e i colleghi che c’erano qui sono professionisti eccezionali che hanno continuato a lavorare su questi temi, a produrre nuovi laboratori e a saperli presentare al pubblico. Idee non ne mancano! In particolare io e Antigone vogliamo organizzare delle aperture, promuovere e far conoscere le nostre attività agli enti, ai ricercatori degli enti locali e coinvolgere anche quelli che non hanno mai dialogato con noi e non si sono mai recati qui a presentare le loro idee. In modo da costruire insieme ulteriori laboratori didattici.
Bagnoli si sta preparando all'America’s Cup. In che modo Città della Scienza dialogherà con questa iniziativa velistica?
Per ora siamo in fase di costruzione dialogando con le istituzioni che sono impegnate nella preparazione di questo evento e nella riqualificazione di Bagnoli. Abbiamo offerto la nostra completa disponibilità come Fondazione ad accogliere le squadre che verranno qui. Abbiamo il Centro Congressi e altre sale che potranno essere usate per tante iniziative: presentazioni per la stampa, per il pubblico e, perché no, eventualmente, anche un’ expo sulla scienza della barca a vela. Stiamo pensando anche a quella!

