Sant’Arpino, acquisto mascherine. Pezone:”Grave l’affermazione del sindaco sull’estraneità della giunta nonostante la delibera di variazione di bilancio”

SANT’ARPINO. Si è acceso il dibattito, nel Comune atellano, per la questione dell’acquisto di mascherine da parte del Comune nonostante le cospicue donazioni dei dispositivi di protezione individuale arrivate a Palazzo Ducale da imprenditori e cittadini comuni. 

A chiedere informazioni sulla questione è stato, domenica, l’ex consigliere comunale Francesco Pezone a cui ha replicato dopo poche ore il sindaco Giuseppe Dell’Aversana che ha evidenziato che si è trattato di provvedimenti presi in autonomia dagli uffici comunali.

Ho fatto, da ex consigliere e cittadino di questo paese una legittima richiesto in merito ad una spesa comunale e il sindaco dice che sono state sparate diffamazioni sul web - ha dichiarato Pezone - e nel frattempo parla di “ignoranza troglodita”, di “cattiveria tipica del frustato” e addirittura di provvedimenti presi “senza alcuna direttiva della giunta comunale all’oscuro di tutto”. Quindi in pratica i componenti della giunta stanno in Comune per prendersi lo stipendio e scaldare le sedie? Il primo cittadino continua ad auto elogiarsi quotidianamente da solo ma si trasforma in un goffo giratore di frittate quando è in difficoltà scaricando responsabilità sugli altri. Crede probabilmente di essere illuminato dal dogma dell’infallibilità sindacale ma va in escandescenza perché, proprio lui che è assessore al bilancio, non conosce gli iter amministrativi e sfoga tutto il suo rancore su chiunque osa contraddirlo “con la cattiveria tipica del frustato”. Anche le pietre più piccole di Palazzo Ducale sanno che il sindaco, il consiglio e la giunta impongono l’indirizzo politico alla macchina amministrativa comunale che poi agisce di conseguenza. E lo fa con le delibere di consiglio e le delibere di giunta come quella relativa al bilancio di previsione finanziaria (approvata dal consiglio comunale) e il piano esecutivo di gestione (approvata dalla giunta) con cui vengono assegnate le risorse economiche ai responsabili di servizio per il conseguimento degli obiettivi di gestione. E proprio a tal proposito c’è da sottolineare che il giorno dopo l’acquisto delle mascherine la giunta ha approvato una delibera con cui viene effettuata una variazione di bilancio utile ad integrare nel bilancio le risorse relative ai contributi per gli interventi di sanificazione e per gli straordinari e i dispositivi di protezione individuale per il personale comunale di polizia municipale. L’acquisto quindi è stato contabilizzato in bilancio grazie ad una variazione votata dalla giunta il giorno 30 e il sindaco afferma che il dirigente ha preso provvedimenti “senza alcuna direttiva della giunta comunale all’oscuro di tutto”. Il problema più grande, a questo punto, non è più l’acquisto delle mascherine ma l’assoluta superficialità di Giuseppe Dell’Aversana che vota una delibera che crea legittimamente un titolo in bilancio per integrare la spesa in questione. Ma lui, gli assessori e il vice sindaco erano all’oscuro di tutto La variazione di bilancio l’ho votata io? Ma non finisce qui! Perché Peppino è stato capace di fare peggio. Ha dimostrato tutta la sua arretratezza socio-culturale quando, insieme a qualche sua fedelissima che farebbe bene a sforzarsi di non mettere bocca in situazioni che non le competono soprattutto per il ruolo istituzionale che riveste (e per godersi l’ultimo anno di permanenza a Sant’Arpino prima di rientrare a Firenze), hanno criticato un gruppo di volontarie parlando di “strumentalizzazione sulle mascherine protettive da pornografia politica” evidenziando che “Il bene si fa senza dirlo. Altrimenti è strumentale ed interessato”. Quando il sindaco ha pubblicato questo post con queste parole si sono allineati tutti i pianeti del sistema solare, il mausoleo di Macrì ha fatto un giro di 360 gradi e il virus del covid-19 è scappato da Sant’Arpino. Il lavoro delle volontarie è da encomio e l’attività della consigliera comunale che le ha supportate (con cui, ci tengo a precisare, non ho alcun tipo di rapporto politico) è oggettivamente da elogiare ma l’amministrazione, priva dell’autorevolezza e della maturità per riconoscere meriti altrui, sputa veleno su una delle più belle storie di questo periodo d’emergenza terribile. Le volontarie hanno dimostrato di avere il “senso di comunità” che, in molti, non abbiamo, e il primo cittadino si permette di criticarle. Incredibile. Proprio Peppino che ha pubblicato decine di foto sul suo profilo Facebook e ha fatto campagna elettorale da quando è iniziata l’emergenza strumentalizzando senza limiti le sue funzioni di autorità sanitaria locale credendo probabilmente di emulare il presidente regionale De Luca. Si è impegnato tanto ma non ci è riuscito, purtroppo per lui: invece di andare avanti lui è andato indietro, nonostante gli sforzi. Poverino. Caro Peppino a Sant’Arpino, se c’è un politico troglodita, sei tu".

"Un ultimo pensiero alla consigliera Imma Quattromani che si è detta “basita” dalle mie richieste. Grazie alla sua risposta, abbiamo appreso che è (politicamente) viva e siamo tutti contenti, considerando soprattutto il suo silenzio sull’approvazione del piano urbanistico comunale, sulla chiusura dell’isola ecologica, sul maxi problema della voragine di via Martiri Atellani e su tanti altri problemi che hanno interessato la comunità e anche i suoi elettori diretti. Non era assolutamente mia intenzione screditarla ma lei è la presidente della commissione trasparenza ed è lei che deve vigilare sugli atti prodotti dalla giunta che impongono l’indirizzo politico agli uffici comunali. I miei quesiti rimangono invariati. Quante mascherine sono state donate al Comune? Quante ne devono essere utilizzate quotidianamente? Quanti dipendenti comunali stanno lavorando attualmente in smart working e quanti a casa? Quanti stanno a diretto contatto con il pubblico?

Chi non ha niente da nascondere non insulta, risponde semplicemente alle domande".

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