Sant’Arpino. Caos Lavori Pubblici, bufera su Gennaro Capasso. Qualcuno gli spieghi che si deve dimettere!

SANT'ARPINO. E' una bufera nera quella in cui si trova l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Sant'Arpino Gennaro Capasso. Probabilmente, però, lui non se n'è accorto o non gliel'hanno detto.

La sua delega è interessata, da diversi mesi, da una miriade di problemi grossi come dei grattacieli e il suo immobilismo non sta contribuendo a migliorare una situazione molto difficile. Un immobilismo che, inoltre, è accompagnato anche dal suo silenzio. Un silenzio pesante, quasi assordante. Un silenzio che sta mostrando a 15mila santarpinesi le sue scarsissime capacità tecniche e politiche.

La questione più grave è quella della modifica della licenza edilizia di viale della Libertà. Nel 2016 un cittadino aveva ottenuto il permesso a costruire per la realizzazione di circa cento appartamenti. Doveva cedere 3 alloggi e tre box auto per l’housing sociale ma in data 5 febbraio 2021 ha chiesto la variazione delle unità abitative da cedere al Comune. Una modifica che ha portato a 4 gli appartamenti da destinare al Comune (insieme a 4 box auto), così come riporta la determina di riferimento sottoscritta dal dirigente dell’area tecnica Vito Buonomo in data 17 marzo 2021. La variazione ha spinto l’assessore alla 328 Salvatore Lettera a protocollare una nota in data 24 marzo in cui ha espresso le sue perplessità sul provvedimento. Dopo la nota dell'assessore Lettera il responsabile dell’area affari legali Franco Dell’Aversana ha affidato un incarico legale all’avvocato Luca Tozzi per chiarire la questione. Nel parere, arrivato pochi giorni dopo e trasmesso tra gli altri al Comune, all’Anac e al Prefetto, il legale ha consigliato di avviare la procedura dell’annullamento in autotutela della determina relativa alla variazione per permettere il riavvio dell’iter burocratico con un’adeguata istruttoria tecnica poiché ritiene che, tra le diverse criticità evidenziate nel documento, ci siano dei problemi sulla valutazione economica degli immobili. Una via, quella dell’annullamento in autotutela, che non è stata presa in considerazione dal dirigente del Municipio di piazza Macrì che in un documento inoltrato, tra gli altri, al sindaco e all’assessore Capasso, ha evidenziato che la modifica porta dei vantaggi all’Ente ed ha fatto sapere contestualmente che ritiene “di non dover adottare alcun provvedimento né relativamente alla determina n. 67 del 17 marzo 2021, né relativamente al permesso di costruire per le opere di urbanizzazione primaria”.

Sprovvista di Camerlengo, la delega ai lavori pubblici è andata a battere tre volte un martelletto immaginario sulla fronte di Capasso ma l'assessore, per ora, non ha risposto. Non una parola, non un cenno, non una dichiarazione. L'assessore Lettera deve vigilare su questioni che interessano la delega di Capasso e Capasso nel frattempo che fa? Conta le mosche del Municipio? Dovrebbe essere suo dovere far capire a tutti noi cosa ha intenzione di fare e cosa per lui è giusto e cosa è sbagliato.

La storia non finisce qui perché è di qualche giorno fa l'arrivo di una nota sottoscritta dalla segretaria comunale Fabiana Lucadamo sulla querelle "Lettera". Il massimo funzionario di Palazzo Ducale ha "consigliato" l'annullamento in autotutela della determina. “Si conviene con il legale - scrive la Lucadamo nella nota - nel ritenere necessario in primo luogo procedere all’avvio del procedimento dell’annullamento in autotutela della stessa determinazione, al fine di provvedere ad una adeguata istruttoria tecnica anche al fine di appurare se vi siano state o meno delle delle varianti essenziali”.

Ad oggi non risultano provvedimenti adottati in seguito alla nota della dottoressa Lucadamo. Dall'assessore non una parola, non un messaggio, non un post Facebook. Nessuna dichiarazione su una questione spinosa che penalizza un imprenditore che ha investito sul territorio e lascia nell'ombra una popolazione intera. Perché? Perché questo silenzio? Per tutelare gli interessi della popolazione?

''Quann' ‘o mare é calmo, ogni stupido é marenaro' " e il mare in cui sta navigando l'amministrazione è in piena tempesta ma di marinai, oggi, non se ne vedono all'orizzonte.

E non finisce qui. Tralasciando il finanziamento regionale da tre milioni di euro per la riqualificazione di via Martiri Atellani, fermo dal 2018 per ragioni misteriose a atteso dalla popolazione come un parto plurigemellare, l'assessore deve fronteggiare la protesta dei cittadini per il blocco di via De Muro. La strada è chiusa da 15 mesi per gli interventi di riqualificazione del sistema fognario e mercoledì mattina i residenti della zona, insieme ai commercianti, parteciperanno ad una manifestazione di protesta nella piazza principale del Comune atellano. Sulla vicenda si è espresso addirittura il professore Giuseppe Limone che ha ironizzato sulla chiusura paragonando i lavori della strada del centro storico a quelli della Salerno-Reggio Calabria. “C’era una volta l’autostrada Salerno-Reggio Calabria - ha scritto il professore - che, come ognuno sa, non finì mai. Non preoccupatevi. Adesso essa si è trasferita a Sant’Arpino. In particolare, in via De Muro. Lo straniero ci venga a visitare. Provare per credere. La sua fede negli stupori dell’universo sarà ricompensata”.

Anche su via De Muro l'assessore non si è espresso. Non ha proferito parola. L'unica cosa che sappiamo è che qualche mese fa sono girati dei rumors sulla sua volontà di non volersi candidare per questioni personali. Ognuno è libero di fare quello che vuole ma i cittadini, oggi, hanno bisogno di un assessore ai lavori pubblici con mezzo centimetro di personalità e lui non ce l'ha. Per questo motivo, per i cittadini, per la serenità di una popolazione e per rispetto del suo elettorato dovrebbe dimettersi. Ad horas.

Id.Ur.

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